FRANCISCO GOLDMAN.
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L'EQUIPAGGIO DIMENTICATO.
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Parte 2.
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Titolo originale: The Ordinary Seaman. 1997.
Traduzione di: Vincenzo Mingiardi.
1997. Edizioni Il Saggiatore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com.
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Indice di questa parte.
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COM', DOV' ?
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UN TAGLIO DI CAPELLI.
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FINE INdice.
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COM', DOV' ?
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Ancora sei settimane e dopo una notte di pioggia gelida, in
dicembre, l'ispettore navale li trover. Salir su una nave da cui
sono stati cancellati di recente, sia a prua sia a poppa, il nome ed
il porto d'immatricolazione. Come ispettore navale visita dalle
venti alle trenta navi alla settimana, e svolgendo questa attivit
da ormai due anni, sa come comportarsi. Ha gi visto navi ed
equipaggi abbandonati, ma sar questa la prima volta in cui un
vecchio mercantile arrugginito, il cui unico carico sono le foglie
morte d'autunno, riuscir ad impressionarlo. Oltre il bacino
chiuso dove  ormeggiata la nave ci sono alberi che la tempesta
notturna ha spogliato delle foglie, e guardando in alto ne vedr
vorticare alcune nel cielo nuvoloso. Proprio come ne Gli
Uccelli, penser, gli ultimi corvi sinistri ancora levati in volo.
Vedr foglie scure e fradice sulla torre di comando, schiacciate
contro i vetri, impigliate agli stragli e alle sartie che corrono
lungo l'alberatura, quasi fossero state attratte ed accartocciate
dalle scosse d'alta tensione di un cavo elettrico. Vedr mucchi
di foglie cristallizzate dal ghiaccio in mezzo all'immondizia e ai
rifiuti ammassati disordinatamente in ogni angolo del ponte
battuto dal vento; foglie sparse sul fondo allagato e gelato di
una stiva aperta, e guardando nel vano profondo della sala macchine
attraverso un boccaporto spalancato, a poppa, foglie che
ricoprono i macchinari e le caldaie; foglie spinte dal vento fin
nelle cabine abbandonate. Qua e l, sul ponte, nei punti lucenti
e leggermente incavati dove gli attrezzi hanno raschiato la ruggine,
una foglia incastonata nell'ombra sottile di una pozzanghera
ghiacciata. Sarebbe bello, penser, portarne una a casa, per lei,
una foglia dentro una scheggia di pozzanghera ghiacciata,
offrirghela con la mano guantata, come un gioiello raro, lasciare
che lei la lecchi, appoggiarla sul suo ventre nudo e inarcato e
osservarla mentre si scioglie finch non rimanga soltanto la
foglia bruna fradicia, come l'ombra di una piccola mano sulla
pelle lucente... Non riesce a tenerla lontana dai suoi pensieri,
non pu gettarla come una caramella o un ramo secco.
Oyen, ustedes. Guardali, i poveri fottuti. Sfrzati di
guardarli. Cuanto tiempo llevan aqu?
Quanto tempo?... Sei mesi! quasi urler. E fisser l'insenatura
che pare bombardata, aperta su un canale che confluisce
nella Gowanus Bay...
I membri dell'equipaggio, che dopo i suoi richiami dal molo
abbasseranno la passerella e lo accoglieranno sul ponte, lo stupiranno
per la loro mancanza di curiosit, che forse  solo timidezza,
o forse sono completamente persi in un torpore inebetito.
Puzzano di fumo, sulle spalle, per tenersi al caldo, coperte color
kaki imbrattate di nero sopra vestiti laceri e macchiati, e nonostante
tutto volti da ragazzini, sporchi e non rasati, con barbe
corte e soffici. Alcuni lo guarderanno di traverso, altri con
espressione assente, attonita. Seguiranno in silenzio l'ispettore
navale che percorre a gran passi il ponte squarciato e ispeziona la
nave secondo le procedure, azzardando qualche battuta nel suo
spagnolo mediocre, situazione esplicita, terrificante. Centro-americani.
Giovani. Praticamente ragazzi! Un branco di ragazzi
sudici sconfitti dal destino! Non sorrideranno, non rideranno
mai alle sue battute. E a ogni passo sul ponte pericolosamente
dissestato, rilucente di ghiaccio, sembreranno perdere l'equilibrio,
e neanche le gobbe calcaree degli escrementi congelati dei
gabbiani, sparse ovunque, riusciranno a offrire un po' di aderenza.
Scarpe da ginnastica incolori a brandelli, qualche paio di stivali
da lavoro economici, scarpe basse sfondate con la suola sottile
e rigida. Quasi ostinatamente, tristemente, senza un sorriso di
stupore o d'imbarazzo, scivoleranno dappertutto, e forse per uno
sfoggio d'orgoglio tardivo e privo di senso rifiuteranno di adattare
il loro passo al ghiaccio, slittando, come fossero sui pattini.
Trover gli altri uomini dell'equipaggio ancora addormentati,
o distesi a occhi aperti, rattrappiti sotto le coperte sul pavimento
della mensa scurita dal fumo e dalla ruggine, la pelle che
spunta dai buchi nelle calze sudicie.
Tutti ragazzi, tranne uno, un tipo di mezza et, non troppo
attempato, come avr detto quella signora argentina. Un Sagittario,
avr detto. Sessantotto anni, sapeva addirittura la data di
nascita. Be', comunque  suonata. Con il suo inglese assurdamente
ampolloso: Mio caro, alcune settimane orsono mio marito e io
c'imbattemmo in una nave quanto mai singolare, e un signore di
una certa et, alquanto turbato, si trovava sulla banchina...
Cristo, sei mesi! E se non fosse stato per quell'argentina
suonata...
Meno male che vi ha trovato, eh? dir a quello pi vecchio,
quello che gli hanno appena presentato come il cuoco.
Ma il cuoco e gli altri radunati intorno a lui lo guarderanno
a bocca aperta, allibiti, e alla fine il cuoco stringer gli occhi e
grugnir Quin?.
Tu sabes, la seora argentina, quella che... la signora
argentina che hai incontrato gi al molo.
E tutti continueranno a guardarlo come prima, qualcuno
scroller la testa.
Ha detto di avere incontrato un uomo, un anziano, che
faceva il bucato sul molo.
E all'improvviso uno dei ragazzi sorrider, mettendo in
mostra un dente d'oro sopra un buco di denti mancanti.
Bernardo dir. S pues, Bernardo. No. Ya no est.
Se n' andato?
S pues. Lo hanno portato all'ospedale, e quella  stata l'ultima
volta che l'abbiamo visto.
L'ultima volta che l'avete visto?
Se fue, pues. Pa' Nicaragua. El Capitn l'ha mandato a
casa, direttamente dall'ospedale. E quella  l'ultima volta che
l'abbiamo visto.
Fortunato, no? dir un altro ragazzo, scuotendo le spalle
robuste.  tornato a casa, s pues.
Pi tardi, in mattinata, l'ispettore navale torner con il suo furgone
a Brooklyn per fare qualche acquisto di prima necessit:
cibo, robusti fogli di plastica per sigillare la porta e gli obl
sfondati della mensa e sei confezioni di calzettoni. Poi passer il
resto della giornata a bordo, ad ascoltarli, pigiato insieme a loro
nella mensa gelida, e poi attorno a un piccolo fal sul ponte
finch finalmente il lungo crepuscolo invernale comincer a
spegnersi nell'oscurit della notte. Rifiuter cortesemente il loro
invito a cena. Poi il ragazzo con il dente d'oro far un breve
discorso cerimonioso, ringraziando il nostro nuovo stimabile
amico per le braciole di maiale ed i piselli e la Coca-Cola e i fogli
di plastica e le calze. E tutti i membri dell'equipaggio, tranne
alcuni, si alzeranno e guarderanno l'ispettore navale con espressione
solenne, salutandolo con un applauso breve ma intenso.
L'ispettore navale passa il suo tempo, per cinque giorni alla settimana,
in mezzo a uomini e ragazzi pi o meno in queste stesse
condizioni, anche se quasi mai cos disperate: uomini e ragazzi,
anche donne e ragazze, provenienti da paesi poveri, in giro per il
mondo, equipaggi di navi che attraversano oceani e mari e ogni
tanto approdano in questo grande porto dove lui ha il compito
di effettuare le ispezioni. Tuttavia rimarr toccato, sorpreso e un
po' turbato dalla solennit di quell'applauso.
Poi con il furgone lascer il molo, attraverser lo scalo e si
allontaner da Brooklyn, imboccando il tunnel sotto il fiume,
diretto all'Associazione marittimi di Port Elizabeth, pensando:
 veramente pi facile nascondere una nave laggi che non dalla
nostra parte. I nuovi scali per container e cisterne nel porto del
New Jersey sono affollati. Ma le distese desolate del porto di
Brooklyn, vecchie di cent'anni, con le imponenti rovine di mattoni,
i chilometri di banchine crollate, le rotaie divorate dalla
ruggine che non portano da nessuna parte ed i canali per le chiatte,
non sembrano abbastanza distanti dalle energie del presente
per essere cos abbandonate e vuote.  difficile credere che una
simile devastazione sia dovuta semplicemente al passar del
tempo.
Sar stata una giornata lunga, come al solito. Due giorni
prima ci sar stata la lavandaia aspirante suicida della nave da
crociera filippina, che avr minacciato di bersi una bottiglia di
acido cloridrico ripetendo istericamente che ha un diploma di
scuola superiore, che  una cantante, che  stata assunta per cantare
e poi l'hanno messa in lavanderia! Probabilmente c' stata
anche qualche molestia sessuale. Naturalmente la nave da crociera
sar stata sul punto di salpare per i Caraibi la sera stessa,
la solita storia. Non ci sar stato tempo per essere veramente
d'aiuto, per fare qualcosa di pi che convincerla a mettere via la
bottiglia d'acido e cercare di calmarla un po', per poi tornare in
ufficio e fare rapporto. E telefonare alla capitaneria di porto e
all'ufficio marittimi dello scalo successivo, avvisandoli di tenerla
d'occhio, se possibile. Sperando che non abbia deciso di buttarsi
gi dal ponte nottetempo - cpita, e nessuno se ne accorge, o
ci fa caso. Nell'anonimato, come i topi.
Non  un brutto lavoro quello dell'ispettore navale, se ti ci
abitui. Be', stavolta potrebbe essere diverso. Questi muchachos
rimarranno qui ancora per un po'. Forse ci sar il tempo di fare
qualcosa. Domani accompagner qualcuno di loro da un avvocato,
per iniziare le procedure di sequestro della nave sulla base
delle paghe non corrisposte. Vedremo come andr a finire, speriamo
per il meglio, ma sar difficile...
All'Associazione marittimi, negli uffici silenziosi - a parte il
personale del turno di notte saranno gi andati tutti a casa e il
reverendo Bazan sar al ristorantino italo-uruguayano l vicino,
a offrire la cena a cinque marinai delle Maldive sofferenti di
nostalgia - telefoner a casa della reverenda Roundtree lasciandole
un messaggio sulla segreteria telefonica, e poi registrer un
breve rapporto sul computer. Al piano terra dell'Associazione
marittimi c' una sala di ritrovo con un bar per i marinai - c'
anche una cappella, e una caftria nel seminterrato, e al secondo
piano una palestra, una sala con televisione e videoregistratore,
una piccola biblioteca, una dozzina di stanze da letto e,
dopo un'altra rampa di scale, gli uffici. Dopo una sosta al bar
per il suo martini con ghiaccio prender il treno dal New Jersey
a Manhattan, poi la metropolitana per andare all'universit, fino
all'appartamento di Ariadne. (L'ispettore navale ha un appartamento
a Brooklyn, ma a lei non piace, lo trova scomodo, e non
ha tutti i torti). Bene, di sicuro stasera avr qualcosa da raccontarle,
penser l'ispettore navale. E ne sar contento, pensando,
durante il lungo viaggio serale fino a casa di Ariadne, a quello
che le dir, felice di poterle regalare una storia (se non una
foglia incastonata nel ghiaccio).
Ma quando finalmente arriver ed entrer nel suo piccolo
appartamento in mezzo al cielo, scoprir che lei non  a casa.
Un appunto sull'unica sedia del soggiorno gli chieder di raggiungerla
Q. P. D. P. - quanto prima alla dogana del porto -
in quel bar del centro, non pi tardi delle 11.30. Negli ultimi
tempi Ariadne avr maturato una certa passione per il gergo
marinaro. Cristo,  sfinito. Si sieder nel piccolo soggiorno,
davanti alla porta finestra, a guardare, oltre il vetro illuminato
dalle luci della notte, la ringhiera scintillante del balconcino.
Di giorno, al di l dei vetri, si possono ammirare il fiume
Hudson, le alture del New Jersey, il ponte George Washington,
a perdita d'occhio. L'appartamento, che Ariadne  riuscita a
farsi assegnare dall'universit, si trova nell'attico di uno stabile
di diciotto piani per studenti universitari. Qui, da agosto, il
trentacinquenne ispettore navale avr vissuto con il suo
amore, di tredici anni pi giovane (proprio al limitare del campus,
dove la visiting professor Kate Puerifoy, nell'ultimo semestre,
ha tenuto un corso bisettimanale di teoria fotografica
concettuale postmoderna: L'occhio che non vede; di recente
per le  nato un bambino, appena in tempo per la lunga
pausa invernale. L'ispettore navale non ne sar informato, n
avr alcun motivo di esserlo. Per oggi uno dei marinai centroamericani
avr detto di sfuggita che la moglie del loro
capitn es una profesora y una artista, as dijo el Capitn,
pues. Una notizia che potrebbe sembrare del tutto trascurabile,
se la nave non fosse in condizioni cos pazzesche. Invece
l'ispettore navale avr chiesto scetticamente al centroamericano
dal dente d'oro di dirgli che cos'altro sa. Lei e il Capitn
hanno appena avuto un bambino, avr risposto Dente d'Oro.
No, non  mai venuta a trovare suo marito sulla nave. Non
avr saputo altro).
I venti impetuosi di dicembre scuoteranno il vetro. Di notte,
salendo dal fiume, ululano frustando l'edificio esposto alla loro
furia, mentre lui e Ariadne si stringono sotto la trapunta bianca
appena pi grande del letto. Lei li chiama venti da film. Venti
che rendono il mondo sinistro e malinconico, che trasformano
un normale abbraccio in qualcosa di pi intimo, in una sorta di
solenne accettazione del proprio destino. L'inverno sar favorevole
all'amore, in un appartamento come quello. I tramonti
inquinati di l dal fiume tingeranno i vetri di una sfumatura
ancora pi livida, in forte contrasto con il candido paesaggio
sottostante. E lui immaginer cieli grigi gonfi di nubi, crepuscoli
invernali violacei, le lampade che si accendono nel parco,
sotto di loro, una parete di neve sferzata dal vento. Se ci sar
tormenta metteranno al riparo le navi del porto, ancorandole in
fila lungo il fiume. E se il fiume ghiaccer, per un po' rimarranno
bloccate, e forse Ariadne uscir dalla porta a vetri per guardarlo,
mentre lui, impegnato in una pietosa missione polare,
cercher di raggiungere una nave a bordo di una rompighiaccio
della Guardia costiera.
Poveri ragazzi, penser, stare su quella nave stanotte deve
essere un inferno. Ma hanno i loro fal, e un sacco di legna a
portata di mano, non moriranno congelati; e poi sembra che
siano riusciti a procurarsi del cibo. Neanche quelli della Guardia
costiera possono fare molto, se le condizioni a bordo non presentano
un pericolo immediato per le loro vite. Probabilmente si
limiteranno a fornire abiti pesanti, coperte, altro cibo, finch
tutto non sar risolto legalmente, sperando che la cosa non vada
troppo per le lunghe. Naturalmente, sarebbe pi umano portarli
via dalla nave e rispedirli a casa, lasciando che aspettino l il verdetto
della corte, qualunque esso sia.  quello che i reverendi
hanno gi cercato di ottenere un paio di volte in passato, ma la
commissione dell'Associazione marittimi, estremamente laica e
conservatrice, non ha voluto creare un tale precedente di esborso.
Dopo avere acceso un fiammifero l'ispettore navale sbadiglier
di colpo, allontanando la sigaretta dalla bocca, uno sbadiglio
cos lungo e profondo che il fuoco del fiammifero gli scotter
le dita: Ahi!.
Suoner il telefono, ma l'ispettore navale non si alzer a
rispondere, lascer scattare la segreteria telefonica, Ariadne ha
molti amici, nove su dieci maschi, in genere ricchi studenti stranieri
come lei, una cerchia di spasimanti inebetiti che la stringe
in un assedio paziente, amichevole, galante. Quasi ovunque il
mondo  ancora cos educato e raffinato! Dappertutto, si direbbe,
tranne che a New York. Persino quando si prendano a campione
sufficientemente rappresentativo d'umanit le persone
che un ispettore navale incontra salendo sulle navi. Persino a
bordo di quella nave che doveva caricare rottami metallici - ci 
salito gi due volte quest'anno - in cui l'equipaggio  costituito
interamente da evasi, da criminali ricercati in tutto il mondo,
sempre per mare senza mai fermarsi, o quasi (anche se ogni
tanto devono farlo per forza, in porti remoti e meno controllati
di quello di New York e New Jersey), che lavorano praticamente
gratis in cambio di una libert ben limitata, su quella nave
quel manicomio criminale galleggiante - persino l sono educati!
Gli ammiratori di Ariadne lasciano messaggi lunghi e gioviali,
oppure modulati con voce bassa e suadente, quasi sempre in
lingue che lui non conosce. Bench raramente diano segno di
accorgersi della sua esistenza, quando questo avviene cercano di
sopportare lo smacco con educazione. Ariadne parla sei lingue
(sette, se si conta il latino), anche se quelle che conosce meglio
sono francese, spagnolo e inglese.
Jooohn? Sei l? Sono Kathy. Sono...
La reverenda Roundtree. Lui afferrer il telefono, lei vorr
saperne di pi sul suo messaggio riguardo a quella nave a
Brooklyn, quella per cui la vecchia argentina avr telefonato un
paio di volte. E lui le racconter tutto ci che sar riuscito a
sapere quel giorno:
... un altro equipaggio abbandonato su una nave con bandiera
di comodo, credo sia questo il problema.
Proprio cos, John. E ci sono molte questioni irrisolte...
Detective reverenda Roundtree, il Padre Brown del porto di
New York e New Jersey. C' della vodka in frigorifero. Non
sarebbe male farsi un drink.
Ah! Come al solito. Un'altra nave magica e misteriosa.
Raggiunger la cucina con il telefono in mano, tirando il filo al
massimo della lunghezza, brancolando con il braccio teso e le
dita che si allungano verso lo sportello del frigorifero, non ci
arriver per un pelo, per pochi millimetri...
Un po' pi del solito dir lei. Non credi? Passare sei
mesi a cercare di riparare una nave del genere? E perch?
Un armatore troppo ottimista? Pensava di farcela, ma cos
non  stato.
Be', questo non lo tira fuori dai guai. Penso che abbiamo il
tempo di metterci al lavoro per cambiare le cose. L'abbiamo in
pugno, non credi?
Geler tutto, presto nevicher, Kath. Forse da un giorno
all'altro. Non si potranno lasciare quei ragazzi sulla nave. Vuoi
davvero cercare di incastrare l'armatore? Andiamo, Kathy.
L'Ufficio del registro di Panama, come quello della maggior parte
delle bandiere di comodo, protegge tenacemente l'anonimato
dell'armatore, l'anonimato  parte integrante del sistema. Circa
dodicimila vascelli battono il tricolore panamense. E ammesso
che qualcuno lo voglia, non esiste autorit al mondo che possa
far applicare la legge di Panama sulle navi che battono la sua
bandiera. Specialmente per quel che riguarda i diritti d'imbarco
dei marinai internazionali. A questo mondo  difficile identificare
gli armatori fantasma, anche se sappiamo che esistono, perch se
non esistessero, se non esistessero le loro navi che battono bandiere
ombra, se non esistessero gli equipaggi a basso costo del
terzo mondo, se non esistessero registrazione, quote societarie e
tasse di carico anch'esse a basso costo, con tutti i vantaggi relativi,
diminuirebbero le esportazioni, molti americani perderebbero
il lavoro, i prodotti d'importazione sarebbero pi cari e meno
abbondanti - Ariadne, le tue gonne francesi da quattrocento dollari,
la tua biancheria La Perla, tante delle nostre bevande preferite,
un sacco di questa roba arriva per nave!
Be', non sarei sorpresa se saltasse fuori che  uno di New
York dir la reverenda. Quel capitano e il suo amico devono
essere in combutta con gli armatori. Arrivano in macchina alla
nave, vanno e vengono. Da un giorno all'altro fanno cancellare
il nome ed il porto d'immatricolazione. Forse sono proprio loro
gli armatori, John. Non credi?
S, se sono completamente scemi. Altrimenti non vedo
proprio cosa ci guadagnino, a parte uno stipendio. Comunque,
non  detto che sia stata necessariamente un'associazione a
delinquere, Kathy. Incompetenza, sfortuna, un cattivo affare.
Forse gli  andata male. Scommetto che quella nave  gi in
vendita. Com', dov'. Alla fine la venderanno, o pi probabilmente
sar messa all'asta come ferrovecchio. Quella nave non
andr da nessuna parte.
Comunque qualcuno deve avere pensato che da qualche
parte sarebbe andata. Credi veramente che quei tipi siano stati
pagati?
Penso di s. Ma all'equipaggio dicono di no. Siamo tutti
sulla stessa barca, eccetera. Ma sembra proprio che non si facciano
pi vedere in giro. Quindi, anche se li pagavano, scommetto
che hanno smesso. Non so, vedremo come reagiranno
quando verr certificato il sequestro. Forse anche loro faranno
causa per reclamare i loro arretrati.
O si terranno al largo, a scanso d'equivoci. Svaniranno.
John, stacci attento. Bene, e per quanto riguarda quel vecchio?
Rispedito in Nicaragua. A fine ottobre, tutto qui.
Ma perch l'hanno ricoverato in ospedale?
Gli si  rovesciato dell'olio bollente su una gamba. Cucinava
sul ponte, su un fal. Il capitano l'ha curato in qualche
modo, sembra che abbia qualche conoscenza medica. Pu
darsi. Pu far parte del suo addestramento nautico.  rimasto l
a bordo per qualche giorno, finch il primo ufficiale l'ha portato
in ospedale. Dovr chiarire meglio la vicenda...
No, accidenti, non su una nave come quella. Alluder al
risarcimento, all'assicurazione dell'armatore.
Ne dubito, su una nave del genere.
Vediamo un po' cosa abbiamo in mano. Niente elettricit,
costretto a cucinare al buio, omissione di soccorso. Ci sarebbero
gli estremi per applicare la legge Jones...
A meno che il capitano non sia davvero laureato in medicina,
o qualcosa del genere.
Una ferita grave provocata dalla negligenza dell'armatore.
John, possiamo portarli davanti a un tribunale federale per una
cosa del genere. Se non rientra questo nella Jones!...
 quasi l'unico modo in cui sia possibile incastrare un armatore.
Certo, probabilmente lei ha ragione. Anche se, come sempre,
l'entusiasmo sovreccitato - e troppe volte deluso - della
reverenda lo spinge a trincerarsi dietro un muro di cautela.
S, okay, pu darsi. Ma non conosciamo ancora tutta la storia...
Per esempio, il cuoco impazzito pu avere gettato l'olio
sul vecchio, e nessuno lo dice.
Voglio trovare quel vecchio, John. Ottenere una deposizione.
Voglio sapere chi gli ha pagato il biglietto aereo per tornare
a casa. Voglio vedere i suoi referti medici.
Quasi sicuramente, penser l'ispettore navale, Kathy si servir
di questo caso per riuscire a capire quanto veramente le
interessi la sua attivit di assistenza ai marinai. Il caso che abbiamo
sempre aspettato. Un'occasione per spronare la commissione
dell'Associazione, per vedere fino a che punto ci permetter
di rivendicare i diritti dei marinai, e anche, una volta tanto, per
dare una piccola ma severa lezione agli armatori in malafede.
Ultimamente la reverenda Roundtree avr manifestato una certa
frustrazione, un'insoddisfazione per il proprio lavoro, chiedendosi
se rinunciare alla possibilit di avere una parrocchia tutta
sua da qualche parte, preferibilmente qui in citt, per fare la
cappellana del porto tutto il tempo che le rimane da vivere,
offrendo ospitalit cristiana e annunciando la buona novella ai
naviganti, sia davvero quello che vuole.
Torneremo l domattina presto.
Presto? gemer silenziosamente l'ispettore navale. Se
andr all'appuntamento con Ariadne, in centro, e su questo non
avr dubbi, non sar a letto prima delle tre. S, d'accordo.
Come sta quella boriosa della tua signora? Boriosa? Fino
all'altro giorno Ariadne sar stata quella signora pericolosa -
potenzialmente pericolosa, avr temuto la reverenda, per il futuro
benessere psichico e spirituale dell'ispettore. Perch mai
un pastore protestante dovrebbe preoccuparsi, anche se con intenzioni
caritatevoli, di una passione d'amore terribile e totale?
Sta bene. Ultimamente stiamo molto bene. Sar la verit,
pi o meno. Come sempre avr voglia di parlarne, ma s'interromper
- la reverenda Roundtree ha rotto solo da pochi mesi
con il suo promesso, un evento distruttivo, per lei. Un avvocato
dell'Ammiragliato (quel che lui stesso aveva pensato di
diventare, prima di scegliere il suo attuale mestiere), divorziato,
ottimo giocatore di hockey all'universit. Sembrava dovesse
essere un matrimonio perfetto, con ogni probabilit duraturo,
ma alla fine non se ne era fatto niente.
Dopo avere riattaccato, l'ispettore navale si verser una
vodka con ghiaccio, laver un limone, taglier con cura una striscia
di scorza, la passer sul bordo del bicchiere e ve la lascer
cadere. Quando Ariadne  a casa, raramente si fa pi di un
drink per sera. C' un capitano inglese, sulla cinquantina, una
decina d'anni pi di Kathy, che ogni volta che arriva in porto
immancabilmente va a farsi una bevuta al bar dell'Associazione,
e cerca sempre di convincere Kathy a fargli compagnia. Il classico
tipo del conservatore, tutto d'un pezzo. Il padre un conducente
di autobus, un sostenitore della Thatcher. Si rivolge a
Kathy chiamandola Eminenza, naturalmente. Loquace, con una
tipica e pervasiva malinconia solitaria data dal vuoto (l'oceano,
l'oceano). Gli piace interrogare Kathy sui grandi significati
dell'esistenza. Quando l'ascolta sembra che si sforzi di assumere
un'espressione appropriata, attenta, rispettosa e adorante, come
se fosse una prova generale di quella che lui ritiene un'eventualit
non remota: ritirarsi per sempre a vivere con una donna, per
la prima volta nella vita, Su molte cose si troverebbero in disaccordo,
ma a lui questo non dispiace, sicuro com' dei suoi princpi
e non disposto a transigere su qualsiasi mancanza di esperienza
cosmopolita, dopo una vita come la sua, passata quasi
interamente sulle navi. Gli piacerebbe legarsi a lei, alla sua intelligenza
e alla sua raffinatezza riservata, al suo tipo speciale di
mondanit. O di distacco dal mondo. Questo  quanto avr
sospettato l'ispettore navale. Potrebbe funzionare, chi lo sa?
Sembra un tipo serio. Naturalmente non si sa mai cosa c' sotto
la superficie - e questo vale per chiunque, ma per soggetti del
genere in modo particolare. A bordo  sempre il capitano, una
vita da introverso, per lo pi, anche se ogni porto  un palcoscenico
su cui provare personalit sempre diverse, per un pubblico
che non sa come sei veramente, e non ha bisogno di conoscere
il tuo nome... Terribile non avere risolto tutta questa faccenda -
che faccenda? matrimonio, soldi, chi cazzo sei alla fine e via di
sguito - quando si arriva ad una certa et. Probabilmente  un
destino segnato, se non si riesce a modificarlo, sebbene ci siano
stati rari casi di rinascita tardiva. Ma eccomi qua, rischio forte
con questa ragazza. E ne sono felice, giusto? Anche se a volte
una vocina sussurra: Come fa quella ad amare un misero ispettore
navale che comunque ha tredici anni pi di lei, quanto pu
durare? Davvero  completamente al di l della mia capacit di
comprensione. Pi intelligente di lui, miliardi di volte pi colta,
maggiore forza di volont, temperamento focoso, gran cervello
in un corpo da urlo. Certo ha i suoi difetti, i suoi... mmm...
punti deboli, e il suo carattere, a volte,  come un cavo d'alta
tensione reciso che cade al suolo, e si agita e si contorce. E io
sono lieto di offrirle il mio amore, una specie di parco nazionale
dove le sue nevrosi possono girare protette ed in libert.
Quando ci sposeremo... sar arrivata a dire Ariadne, gi due
volte, ventilando una fugace speculazione su un futuro inesistente.
(Quando ci sposeremo, magari, vivremo a Lisbona, 
un porto, anche l puoi fare l'ispettore navale, Johnny.
Quando ci sposeremo mio padre mi ripudier definitivamente).
Lei, con la sua rendita da cinquanta sacchi l'anno (quasi il
doppio di quello che guadagna l'ispettore navale), escluse le
spese per l'universit e l'alloggio che le paga il padre (che non le
avr telefonato neanche una volta nei quattro mesi in cui lui 
stato a casa sua).
Spesso, la notte, Ariadne siede alla scrivania a studiare, e
l'ispettore navale prende un libro dallo scaffale, si accoccola sul
tappeto a leggere, o a far finta di leggere, aspettando che lei si
tolga gli occhiali, spenga la lampada, gli venga vicino e si sieda
accanto a lui con uno dei suoi sorrisi pi svergognati, di quelli
che spingono al delirio...
Cos' mai un amore che richiede una simile sorveglianza?
L'ha trovato alcune settimane fa, leggiucchiando, tra le altre
cose, I fratelli Karamazov. Otello non era geloso, si fidava.
Sapete cosa avr detto in ufficio la reverenda Roundtree, un
pomeriggio d'ottobre, dopo essere stata lasciata dall'uomo con
cui sar stata per tre anni? Mio padre amava dire che un
brav'uomo sposa sempre una donna superiore a lui. Sempre?
Be', si riferiva a mia madre, e ne aveva tutte le ragioni. D'altra
parte, credo che lui non fosse inferiore alla media. Ma come ti
ho detto tante volte, la mia era una famiglia di bevitori, assolutamente
dedita ad un'incessante mitomania!.
Dice che vuole conoscere un americano vero, che  stufa di
imbranati con la giacca ed eurostronzi. Ma alla fine non lo siamo
tutti?
Io?
Figlia di un finanziere franco-colombiano, il tipo del capitalista
senza scrupoli, una solida fortuna fondata su un impero del
caff che risale al secolo scorso, propriet di famiglia, case ed uffici
in tutta Europa e America Latina. La madre franco-polacca,
suicida a Parigi quando Ariadne aveva quattordici anni. Educata
in collegi europei e alla Sorbona. Stupenda. Sembra quasi una
ragazza eurasiatica, bianca e alta. Questo era quanto gli aveva
detto la sua seconda cugina Belle Carbonel, redattrice della rivista
femminile dove Ariadne aveva fatto un po' di tirocinio
durante l'estate, prima di ricominciare l'universit in autunno.
Comunque, Belle, gli uomini in giacca sono americani veri,
e anche gli imbranati. Lo ero anch'io fino a poco tempo fa.
Nonostante il tono eccentrico, le opinioni di Belle erano
come al solito sincere, schiette, eccessive: Certo, io e te sappiamo
che hai un imbranato romantico nascosto nell'armadio,
Johnny. E anche un sibarita. Ma puoi stare sicuro che non lo
dir a nessuno, anche se penso che sia un vanto.
Non credi che sia un po' troppo vecchio per lei?
Oh, andiamo. Portala fuori e sta' a vedere cosa succede!
Sei abbastanza attraente, te lo garantisco. Tutt'e due avete avuto
esperienze e famiglie assurde. Ti capir.
Non  detto che sia un bene.
Ci metter un po' di tempo. E tu non la capirai mai, e sai
una cosa? Scommetto che impazzirai nel tentativo.
Be', a volte era stato decisamente romantico e timido, anche
se non negli ultimi tempi. Di essere un sibarita non si era mai
accorto, se Belle si riferiva alla definizione fornita dal dizionario.
Le pratiche del divorzio da Mona erano state liquidate alla
fine dell'anno precedente, ma era da tre anni che non vivevano
pi insieme. Mona viveva gi felicemente con un altro uomo;
ma pur insistendo fino alla fine nel dire che era felice di essere
sua moglie, in realt non aveva la minima intenzione di rimettersi
con lui. La dolce Mona Donnell. Ostentava sempre una
grande allegria, ma ogni piccola sollecitazione emotiva la scombussolava
- il suo meteorologo prediletto, in TV, che ha un incidente
d'auto, la pubblicit di una societ telefonica, in cui una
donna di colore con l'aria da yuppie e l'accento straniero sbalordisce
la madre contadina al capo opposto del mondo dandole
buone notizie con una telefonata inattesa; arrossiva in volto,
gli occhi che di solito brillavano vivaci s'intristivano di colpo e
lei si rintanava di nuovo nella sua caverna a mandare gi l'emozione,
quale che fosse. Magari si faceva anche un bel pianto.
Cos, al primo accenno di divorzio il passato aveva invaso il
presente: ma lei era felice di essere sua moglie! Il divorzio consensuale
gli era costato un migliaio di dollari faticosamente
risparmiati, ma gli aveva procurato la nuova sensazione di sentirsi
assolutamente sincero quando diceva a qualcuno che viveva
da solo. Molto pi di un sollievo. Le mezze verit possono
diventare pi fastidiose di una menzogna, come una scarpa
slacciata in un incubo: cerchi di allacciarla ma non ce la fai, e
qualunque cosa accada, devi continuare ad andare in giro con
la tua scarpa slacciata. Cos da quella primavera era uscito con
tre donne diverse. Conquiste! Si sentiva quasi un donnaiolo, un
periodo unico nella sua vita. Se la prendeva comoda, in attesa
della donna giusta, senza tanta fretta e senza permettere a se
stesso di perdere la testa per qualche pazza affascinante, come
gli capitava di solito. Un uomo sicuro di s, senza nulla da
nascondere. Scarpe allacciate. Un uomo soddisfatto del proprio
lavoro.
Ed ecco che cpita questo primo appuntamento al buio con
Ariadne, in una caldissima notte piovosa di fine giugno, la stessa
settimana in cui l'equipaggio della Urus era arrivato dall'America
Centrale per imbarcarsi sulla nave. Non lo dimenticher
mai. Quale ragazza si presenterebbe con pi di due ore di
ritardo a un appuntamento con uno che non conosce, fiduciosa
di trovarlo ancora l ad aspettarla? E ha anche il coraggio di
arrivare, dopo due ore? E chi  il tipo che rimarrebbe ad aspettarla?
No, non  che lui l'aspettasse. Non c'era altro da fare.
Alla TV del bar una partita, fuori un acquazzone estivo. E per di
pi una giornata strana e terribile in ufficio. S'era gi scordato
del suo appuntamento, be', non si sentiva neanche afflitto, semmai
persino un poco sollevato. Se ne stava l a sorseggiare lentamente
il suo drink. Aveva passato parte della giornata in un
ospedale di Port Newark, al capezzale di un clandestino colombiano,
ormai fuori pericolo - lui e tre suoi amici si erano nascosti
dentro un container pieno di sacchi di caff, caricato su una
nave che veniva da Buenaventura. Cos, quando gli ispettori
della dogana e l'addetto della DEA avevano aperto il container
gi al molo, quel ragazzino ossuto in mutande e canottiera era
balzato fuori ed era scappato di corsa. L'ispettore navale si
trovava sul ponte con l'equipaggio quando aveva avvertito un
cambiamento di tono nelle urla degli stevedores, tra il clangore
delle gru e dei montacarichi, e aveva visto l'operatore della gru,
nella sua cabina simile a quella di un'auto, che si torceva sul
sedile per guardare verso il molo, mentre spostava un container
dal ponte. Si era affacciato al parapetto e aveva visto ufficiali
della dogana e stevedores che correvano verso un corpo scuro
seminudo immobilizzato contro la protezione antiuragano come
se fosse inchiodato dal vento, altri che circondavano l'apertura
di un container, tenendosi le mani sul naso e sulla bocca, e qualcuno
che si calava riluttante all'interno. Ed estraeva il primo
corpo contorto, piegato. Avevano lasciato dentro gli altri due,
perch se ne occupassero quelli dell'ambulanza. Tre morti per il
caldo soffocante, la fame e la disidratazione, inarcati e abbandonati
tra i sacchi pieni di chicchi di caff, gi irrigiditi dal rigor
mortis. E un sopravvissuto, con ancora abbastanza energia in
corpo per schizzare via con uno scatto frenetico al primo accenno
di aria e di luce...
Nessuno ha un lavoro come il mio. Se lo ripete spesso, e con
una certa soddisfazione, in quel bar di Manhattan. Il tipo di
ritrovo per gente che pi o meno gli assomiglia, potrebbero
essere stati tutti suoi compagni di universit. Bianchi, linguaggio
ordinario, irritante. Avvocati - avrebbe potuto diventarlo
anche lui -, gente della finanza, dei media, dell'editoria, artisti,
in un modo o nell'altro. Buffo come in questi posti non si
incontrino mai dei medici.  proprio adatto a lui. E continua a
ripetersi, s, ma nessuno ha un lavoro come il mio.
Non  esattamente un lavoro ben pagato, ma ha i suoi vantaggi.
In pieno inverno, quando tutti cominciano a sembrare
pallidi e viscidi, lui  rubizzo, temprato dal vento dell'oceano, si
sente forte. Non c' dubbio, il lavoro lo ha migliorato, gli ha
dato pi fiducia in se stesso. Salire pi volte al giorno su navi
dove nessuno ti conosce, cercare di conquistare la fiducia dell'equipaggio,
valutare la situazione nel minor tempo possibile,
spesso interpretando gli sguardi furtivi e gli atteggiamenti pi
che i discorsi - pochi parlano inglese, e lo spagnolo... I comandanti
e gli ufficiali, spesso, non sono entusiasti di vederlo. C'
molto squallore, ma ci sono anche molte buone navi. Girando
per i porti e le banchine sul suo furgone, o a piedi, ha imparato
a sentirsi vigile e a proprio agio nella sua solitudine, come un
duro detective da romanzo giallo; poi ci sono la cordialit dei
colleghi alla fine della giornata, le chiacchiere coi reverendi e gli
altri membri dello staff, i marinai e gli ufficiali provenienti da
ogni parte del mondo che si trattengono al bar dell'Associazione
marittimi quando gli impegni in porto lo consentono, gli
spedizionieri, i fornitori, gli uomini dei rimorchiatori, gli stevedores,
i funzionari di governo, la confraternita da samurai dei
piloti di porto.
Lei entr sfuggendo alla pioggia, con pi di due ore di ritardo,
armeggiando per chiudere l'ombrellino pieghevole e sbirciando
ansiosamente i volti degli uomini nel bar. Impermeabile
rosso, labbra rosse, un volto morbido, carnagione chiara, come
latte con appena una spruzzata di zucchero di canna, capelli
neri lunghi e lucidi con la frangia sugli occhi scuri; - schivi e
lucenti - quella prima volta che li vide - per l'ansia e l'eccitazione
della marachella, come se fosse allo stesso tempo mortificata
per essere arrivata in ritardo e profondamente assorta nei suoi
pensieri. Seppe subito che si trattava di Ariadne, ma il suo sorriso
doveva esserle sembrato stupito quando lui colse il suo
sguardo e le fece cenno con la mano. Si sedette sorridendo,
senza sottoporlo a ulteriore esame, dicendo semplicemente
Oh, sei ancora qui! e rise. Ero a una cena che non finiva
mai, interminabile. Mi dispiace, ma grazie infinite per avermi
aspettata. Ho pensato di fare comunque un tentativo! Si sfil
l'impermeabile, sotto indossava un vestito nero senza maniche,
sobrio. Una ragazzina. Accento francese, leggermente cantilenante.
Le labbra francesi - hanno quella forma perch i francesi,
quando parlano,  come se baciassero le parole - le tiravano
le guance morbide in avanti (ecco perch tanti francesi sembrano
cos effeminati). Splendidamente carina e vivace. Un giorno
mi spezzerai il cuore, aveva subito pensato. E pi tardi, quella
lunga notte, glielo aveva persino detto: Devo stare attento. O
un giorno o l'altro mi spezzerai il cuore. Se l'era lasciato sfuggire,
tra le vertigini della nebbia alcolica che li avvolgeva, e lei si
era avvicinata e aveva detto ridendo: Probabilmente hai ragione.
Ma dai, non  divertente essere prudenti.
... una questione biologica, la fortuna, come cavolo si pu
spiegare? le aveva detto quella notte raccontandole la storia del
clandestino colombiano, il primo dei racconti da ispettore navale
che le avrebbe riportato nei mesi a venire.  la, steso nel suo letto
d'ospedale, e cerca di farsene una ragione. La sua fede in Dio.
 sempre stato un gran lavoratore. Si ritiene un tipo dal carattere
particolarmente forte ed ostinato. La sua forza di volont.
(Era l con una flebo che gli pompava soluzioni saline nelle
vene e sembrava quasi che non avesse perso neanche tanto
peso, non aveva il viso scavato, solamente uno sguardo febbrile,
sconvolto. Tutto per venire negli USA, e l'avrebbero rispedito via
non appena dimesso dall'ospedale).
(E come avrebbe potuto chiedergli quello che voleva chiedergli?
Non poteva, ovviamente. Com' andata? Che cosa pensavate?
Come vi siete accorti che il primo era morto? C' stato
un suono, un sospiro? E poi, gli altri due? Alla fine gli aveva
chiesto: come hai fatto a non impazzire? E l'aveva lasciato cos).
Ma io credo nella volont, Johnny, tu no? cinguett
Ariadne. Credo che ci debba essere qualcos'altro, oltre alla
fortuna e alla biologia, che rende quell'uomo speciale. Pensa
alla tortura: ci sono uomini che resistono alla tortura, altri no.
Mi sono sempre detta che potrei sposare solo un uomo che sa
resistere alla tortura.
Un sacco di opinioni assurde di questo tipo. Un senso della
vita idealizzato, pieno di princpi nobili ma non collaudati.
Dovreste sentirla quando comincia a parlare della sua filosofia
dell'amore! Ma questa miscela di chimere giovanili e convinzioni
eroiche e folli lo affascin fin dall'inizio. O meglio, era
intellettualmente pi eccitante che stare a sentire i reverendi. E
poi, quando parlavano i reverendi non moriva dalla voglia di
andarci a letto.
Le sue storie di lavoro, che quel giorno si erano tinte di
morte, in qualche modo infiammavano l'immaginazione di
Ariadne; forse affascinavano il suo lato pi oscuro, lei, con la
sua storia terrificante, sempre rannicchiata e tremante come una
pazza in una soffitta. Comunque, ai suoi occhi, quelle storie gli
conferivano un alone di maschio romanticismo - proprio quello
che andava cercando, giusto? Un vero americano, mica uno
segregato in ufficio, libero come un detective dei film, a contatto
con le cose pi torbide ma anche con quelle spirituali, gli
spazi aperti del porto e del mare, i reverendi. Ecco come lo
vedeva Ariadne quella notte. Un uomo che sarebbe arrivato a
casa la sera con il sale dell'oceano sulla pelle, e una storia da
raccontare.
Sei a tuo agio tra la gente disse con ammirazione quando
lui torn dal bancone con un altro giro - non aveva fatto altro
che riprendere prontamente posto al tavolo con un paio di bicchieri.
Lei disse che gli uomini che conosceva di solito non
erano cos, che cercare di farsi largo tra la massa corpulenta
di un bar per ordinare da bere li intimoriva; rimanevano timidamente
da un lato, facendo segno con la mano al barista, e di
solito finiva che andava a prendersi da bere da sola (come se un
qualsiasi barista avesse potuto ignorarla). Una massa corpulenta,
in questo bar? Ariadne, in effetti, pensava che fossero tutti
operai.
Mmm, questo mi piace disse lei, dando una pacca scherzosa
all'erezione che gli sollevava i boxer. Si era appena infilato
nel letto della compagna d'appartamento di Ariadne, che era
andata a Boston (una studentessa iraniana; il suo ragazzo studiava
a Boston. Ariadne si sarebbe trasferita nel grattacielo dell'universit
in agosto). Ariadne non voleva dormire con lui, aveva
detto che non era mai andata a letto con un uomo la prima
notte. Per si erano baciati, nel bar, per strada, nel salotto. Era
quasi l'alba, troppo tardi per tornare fino a Brooklyn, vero?
Allora l'aveva sistemato nel letto dell'iraniana, e lei era andata
nel suo. L'aveva svegliato alcune ore dopo, infilandosi nuda nel
letto, al suo fianco. Da allora non si erano pi separati, neanche
per una notte. (Lui cerca di andare al suo appartamento a
Brooklyn una volta alla settimana, a prendere la posta; paga
ancora l'affitto di quella dannata fogna).
Naturalmente, c'erano anche stati dei brutti momenti.
Per qualche tempo Ariadne era stata amaramente, ossessivamente
ed assurdamente - visto ci che lui provava per lei - gelosa
della sua ex moglie. In un certo senso, secondo Ariadne, lui
aveva contaminato la sua anima, sposandosi prima di sperimentare
un amore grande come il loro! Era cominciato tutto i primi
tempi della loro storia, quando lui si era incautamente lasciato
sfuggire che non aveva mai pi provato niente di simile dai
tempi in cui si era innamorato della sua ex moglie. Lei si era
infuriata - Ariadne non vuole essere paragonata ad altre donne,
in alcun modo! Oh, che noia, l'onest americana, e la correttezza,
e la ragionevolezza! Cosa c'entra la ragionevolezza con l'amore?
Nell'amore come lo intende lei non esiste correttezza
verso il passato. Anche lei ha un passato, cosa crede? Gli piacerebbe,
l'aveva schernito, se anche lei fosse corretta come lui
verso il proprio passato? Anche lei ne aveva tante da raccontare,
davvero, mica gli era da meno. L'attore quasi quarantenne
della televisione francese con cui usciva quando aveva sedici o
diciassette anni, che le aveva dato le chiavi del suo appartamento,
l'aveva portata nei club e alle feste pi decadenti, in vacanza
ai Caraibi, in Grecia e a Bali, s'infuriava come un marmocchio
viziato se passava anche solo una notte senza che lei acconsentisse
a fare del sesso, l'uomo da cui lei dichiarava solennemente
di essere stata corrotta. Suo padre era diventato estremamente
freddo con l'unica figlia dopo la morte della moglie. Ariadne lo
odiava, non gli aveva mai perdonato di aver permesso che sua
figlia - ammaliata dal divo - restasse invischiata in quella storia
sordida. Suo padre avrebbe dovuto ucciderlo, ecco cosa avrebbe
dovuto fare!  quello che avresti fatto tu, se si fosse trattato
di tua figlia, vero, Johnny? Il passato deve restare passato! Cosa
c'entra la correttezza? Se dico che qualcosa mi ferisce, vuol dire
che  cos. E non m'importa se tu credi che sia irragionevole o
nevrotico o poco corretto. Se mi ferisce, e tu mi ami, allora mi
aspetto che tu mi protegga da una cosa del genere!
Ti protegger da tutto quello che vuoi le avr promesso.
Oh, s, il grande protettore. Ma io non sono un povero
marinaio, Johnny avr detto. Chi mi protegger da te, dalla
tua onest insensibile, dalla tua correttezza?
Avr sostituito quell'espressione confusa e ferita con un
broncio dei suoi, poi, alla fine, un gran sorriso malizioso...
Bene o male il suo lavoro di ispettore navale diventer un
elemento importante nell'alchimia del loro piccolo mondo a
due - lei la considera un'occupazione bizzarra ma eroica, che
lui pu condividere soltanto con lei. Ma lui non avr mai veramente
capito fino a che punto lei ne sarebbe stata convinta
senza quella notte nel bar del centro, quando avr trovato la
Urus e il suo equipaggio abbandonato. Per una volta lei arriver
prima di lui. Ariadne, quattro ragazzi e una ragazza, seduti su
divani e sedie imbottite attorno a un tavolino basso in un angolo
poco illuminato. Tre dei ragazzi saranno compagni di universit
di Ariadne. Molto europei, il loro aspetto, l'atmosfera al
tavolo, lo capisci al volo. O sudamericani ricchi, che praticamente
 lo stesso. Fumeranno tutti. Quella socievolezza rilassata,
placida. L'altra donna, capelli rossicci tagliati a paggetto,
gambe snelle in ampi pantaloni di seta verde avvinghiate intorno
allo schienale della sedia, il busto di lato, come una sirena, i
gomiti appoggiati a un bracciolo come su uno scoglio. Roberto,
di Milano, studente in legge e pianista, senza districare le lunghe
gambe si sposter sul divanetto, per permettere all'ispettore
navale di infilarsi al fianco di Ariadne, che stringer appena il
suo braccio quando lui si volter a ricevere un bacio al gusto di
rossetto-profumo-tabacco-martini. Lei gli pulir la bocca sporca
di rossetto con un tovagliolino, dicendo: Stavamo parlando
della caduta del Muro di Berlino, Johnny. Ma lui si sentir
subito a disagio, fuori posto in quella compagnia, ed  proprio
cos, ma sa di non darle fastidio, almeno finch per difesa non
comincer a parlare a vanvera, cosa che non fa quasi mai, a
meno che non abbia bevuto troppo. Roberto indosser ancora
l'impermeabile marrone chiaro che Ariadne gli ha prestato, un
giorno che era andato a trovarla ed aveva cominciato a piovere.
Sembrer che da allora non se lo sia pi tolto, come fosse un
lascito per il suo amore non corrisposto, che lui sopporta con
rassegnazione, dolore, eleganza. Se lo metter in classe, se lo
metter anche se fuori far troppo freddo per quel poco di protezione
che offre, probabilmente se lo metter anche a letto.
Non lo restituir per nessun motivo. Ariadne avr anche fatto
finta di trovare la cosa divertente, ma Roberto non sa che questo
 proprio il genere di scemenze che lei trova pateticamente
infantili. L'impermeabile gli va stretto di parecchie misure, le
maniche arrivano molto al di sopra dei polsi e delle lunghe dita
pallide da strangolatore effeminato, fasciano le braccia in modo
assurdo. Tuttavia, nel complesso, non  cos ridicolo come ci si
potrebbe aspettare. Di sotto  tutto Armani o altre stronzate del
genere, sciarpa di cachemire al collo, pomo d'Adamo prominente,
faccia affilata da giovane falco, occhi azzurri brillanti,
labbra sensuali e petulanti, capelli biondo sporco leggermente
scompigliati. Esattamente il tipo di ragazzo per cui, a detta di
tutti, Ariadne dovrebbe perdere la testa. Dio la benedica, proprio
per questo lei lo ignora. A Roberto deve sembrare terribilmente
ingiusto. L'ispettore navale, che segretamente e provocatoriamente
se la ride, sapr che loro - Roberto e gli altri due, lo
studente francese di filosofia e quello argentino di economia -
pensano che lui per Ariadne rappresenti soltanto un capriccio
passeggero, che prima o poi sparir e finalmente potranno dire
Oh, Ariadne, come hai potuto?.
L'altro ragazzo, che risulter essere un banchiere svizzero
laureato in letteratura tedesca, si alzer di scatto e sostenendosi
con le mani sui braccioli far una verticale, la sirena sorrider e
lo bacer mentre  cos, capovolto, prendendogli le guance tra
le mani.
... quanto prima alla dogana del porto spiegher l'ispettore
navale, sfoggiando senza volere un'intonazione burbera e
strascicata che non  la sua, per rispondere agli amici di
Ariadne che stranamente gli avranno chiesto di che cosa si
occupi. La domanda sar stata nell'aria da un po' di tempo, stimolata
dalle sue osservazioni riguardo agli effetti del crollo del
blocco orientale sulle navi di quei paesi...
Q. P. D. P. esclamer Ariadne, sporgendosi in avanti, le
mani sulle ginocchia, mordicchiandosi il labbro.
Le navi non si fermano pi in porto tanto a lungo come
una volta,  troppo costoso, e con i container, i nuovi sistemi di
carico e scarico e tutto il resto, non ne hanno neanche bisogno.
Un tempo ci volevano giorni per caricare e scaricare una nave,
ora riescono a farlo in meno di dodici ore. Perci non c' pi la
vita di porto che c'era una volta, non in un porto grande e
moderno come il nostro. Gli equipaggi delle navi, a parte i
comandanti e alcuni ufficiali, non scendono pi a terra come
facevano un tempo. Adesso fanno una vita pi triste. Restano
segregati sulle loro navi.
A questo punto il banchiere svizzero osserver come a Platone
non piacessero il mare ed i marinai: Un vicino salato e amaro,
dir, citando Platone, che produce anime disoneste ed infide, i
merciaioli, gli usurai, i mercanti disonesti dei porti, e cos via.
(Prender nota mentalmente di parlare di Platone alla reverenda
Roundtree). Poi Roberto dir: Ma in gran parte  ancora cos,
vero? I porti non sono l'ambiente ideale per i criminali?.
Certo, il crimine c'. Contrabbando. Spaccio di droga.
Frodi di ogni tipo. Anche un nuovo genere di pirateria, i ladri
di camion. I container vengono caricati sui camion, escono dal
porto e bang! in pochi minuti il colpo  fatto. Avete presente la
roba che vendono per le strade di New York? In gran parte
proviene da container rubati.
No, no, non arresto nessuno. Si pu dire che per lo pi mi
occupo di crimini, se volete chiamarli cos, ai danni dei marinai.
Gli equipaggi delle navi hanno pochissime leggi che li proteggano,
sul serio. Ogni bandiera ha le sue. E in materia di lavoro
marittimo non esiste un corpo di leggi internazionale completo
ed esauriente che si possa applicare. In pieno inverno trovi una
nave con equipaggio del Bangladesh, ghiaccio e neve dappertutto,
e quelli che vanno in giro coi sandali.
Johnny porta loro scarpe e calze interverr Ariadne rattristata.
E maglioni.
No, non direi che  un lavoro caritatevole, anche se la
carit  una parte importante di quello che facciamo. Trattative,
mediazioni, negoziati, mi occupo soprattutto di cose del
genere. Per esempio, cerco di capire cosa sta succedendo, mettiamo,
tra un capitano e degli ufficiali greci, degli operai della
sala macchine sikh del Punjab, e magari un equipaggio filippino
o sudamericano. Forse c' stata violenza da parte degli ufficiali.
O addirittura un omicidio che il capitano iugoslavo e
l'armatore vogliono nascondere - cosa c'entrano, che cosa
combinano i loro graduati egiziani? Forse il morto era uno che
se l'era cercata, e loro non vogliono essere trattenuti in porto.
Oppure bisogna effettuare un arresto e io faccio da collegamento
tra i Federali o la Guardia costiera, il capitano e l'agente
marittimo, tra le autorit competenti e il marinaio che deve
essere arrestato, o estradato... Anche se raramente ci sono
avvenimenti cos drammatici. Paghe rubate, o mai spedite a
casa alla famiglia, come pattuito. O un marinaio di Tuvalu, fregato
da un'agenzia marittima fasulla, che ha pagato per ottenere
il lavoro e ha investito tutti i suoi risparmi nel biglietto
aereo per New York, per imbarcarsi su una nave che non 
mai esistita. O qualcuno che deve farsi vedere urgentemente
da un medico e il capitano non lo lascia scendere dalla nave,
per non correre il rischio di dovere pagare la visita. A volte ci
sono equipaggi abbandonati, come quello che ho trovato oggi.
O la nave non  idonea alla navigazione - magari non c' aerazione,
o acqua per l'equipaggio. Clandestini. O una cosa semplice,
ma importante per l'equipaggio: la qualit del cibo. O
problemi religiosi. Avevano assunto il secondo macchinista
promettendogli cibi islamici, e ora quando li chiede gli ridono
in faccia. O le credenze e le superstizioni di un equipaggio di
Kiribati che il capitano polacco non riesce proprio a capire,
pensa che siano un branco di donnicciole e di scansafatiche.
Tensioni politiche. A volte a bordo di una sola nave trovi persone
di sei diverse nazionalit, tutte di lingua differente. Magari
sono reduci da una brutta traversata, hanno affrontato una
tempesta terribile, la nave  stata messa a dura prova, e d'un
tratto problemi gi esistenti diventano emergenze. Ne succedono
di tutti i colori. E noi arriviamo e facciamo quel che
possiamo.
... in effetti dovremmo usare il termine "marittimo". Be',
l'ha deciso qualche reverendo, sapete come vanno queste cose,
sembra che "marinaio" non sia pi il termine corretto, come
una volta.
Ah-ah. Perch la gente pensa sempre che diciate sperma.*
* Gioco di parole tra seaman, marinaio, e semen, sperma. {N. d. T.}
Al telefono dovreste sempre dire: marinaio - sa, quelli delle
navi! Ah-ah ah.
Invitano Johnny nella cambusa, gli offrono cibi d'ogni genere
dir Ariadne.
Be', no, di solito non  molto buono. Ma sei costretto ad
assaggiare roba d'ogni tipo.
A volte li carico in gruppo sul furgone e li porto all'Associazione,
da dove possono telefonare a casa. Una cosa da
niente, ma ha la sua importanza. Anche se, naturalmente, molti
di loro a casa non hanno il telefono, sono posti cos.
Una nave  una nave e basta? Niente affatto. Per esempio,
una nave sovietica  totalmente diversa da una nave coreana. I
capitani russi t'invitano sempre nella loro cabina a bere una
vodka, gli piace fare quattro chiacchiere. C' una nave per container
che arriva tre volte all'anno, batte bandiera maltese,
capitano ed equipaggio sono tutte donne, donne di ogni parte
del mondo, una nave ben equipaggiata...
No, non particolarmente belle. Qualcuna. La pi affascinante
fa la capomacchinista,  abbastanza strano. C' la nave
con l'equipaggio interamente composto da criminali evasi. E su
un'altra sono tutti monaci portoghesi, anche se non l'ho mai
vista, ero a casa con l'influenza quando  arrivata l'inverno
scorso, c' andata la reverenda Roundtree...
Johnny e i suoi colleghi fanno in modo che ciascun marittimo
di ogni nave che arriva a New York e New Jersey in questo
periodo dell'anno riceva un regalo di Natale s'intrometter
Ariadne. Persino su navi islamiche ed israeliane.
ah! Gli piacerebbe! No. Calze, ciabatte, guanti, berretti
di lana, soprattutto rba del genere.
No, non devo fare io il pacchetto. Ci sono i volontari delle
chiese locali...
Vestirmi da Babbo Natale?... No.
Quello che mi piace di questo lavoro  che si riesce a
migliorare la vita di persone che per la maggior parte della
gente quasi non esistono. Facciamo cose importanti, stiamo
organizzando un centro per i diritti dei marittimi che... be', se
riusciremo a raggiungere un apprezzabile livello di cooperazione
internazionale, pu diventare un centro mondiale per promuovere
un nuovo - e speriamo pi applicabile - codice
internazionale del lavoro marittimo. Organizziamo conferenze,
dibattiti. Ma a me piace andare in giro sul furgone, lungo i moli,
salire a bordo delle navi. La parte da detective del lavoro, si pu
dire.  un po' come essere un poliziotto, senza avere a che fare
con altri poliziotti, senza dover sparare a nessuno. La libert. La
sensazione di doverti confrontare con il resto del mondo, di
avere un'esperienza diretta di com' oggi il resto del mondo. 
un gran lavoro. Dannazione, a volte penso davvero di fare il pi
bel lavoro del mondo...
Si sentir frustrato. Dio, come pu farglielo capire? Mille
storie ed immagini che si rimescolano dentro di lui, e quelli a fare
battutine sui regali di Natale. Avr conosciuto un paio di clandestini
di Hong Kong la settimana prima, un vecchio e la sua
nipotina di undici anni, che avranno girato il mondo su quella
nave da quasi due anni e a ogni porto le autorit li avranno
respinti. L'equipaggio marocchino e gli ufficiali turchi, in pratica,
li avranno adottati; il vecchio avr dato una mano in cambusa,
la ragazzina avr imparato l'arabo, addomesticato un piccione
- il pi grasso piccione che lui avr mai visto, quasi un tacchino -
e tenuto in una gabbia fatta di corde indurite col catrame
che le avr costruito uno dell'equipaggio. Ma il capitano
avr voluto risolvere la faccenda, si sar preoccupato per la
ragazza, per il suo effetto sull'equipaggio, quello non  l'ambiente
adatto per una ragazzina alle soglie della pubert: perch
sfidare la sorte? Sar potuto sembrare quasi un tradimento, ma
andava fatto, bisognava contattare quelli dell'UNESCO, convincerli
a sbrigare le pratiche ed a pagare le spese per il rimpatrio
senza che le autorit portuali multassero la nave per trasporto
di clandestini, nessun altro l'avrebbe fatto. Il capitano Kemal
sar stato addirittura disposto a rimanere in porto sei ore in pi
per controllare che fosse tutto a posto. Lo avr invitato alla cena
d'addio, stappando un vinello marocchino niente male.
Durante la cena la ragazzina sar salita su una sedia e avr fatto
un bel discorso in arabo, poi avr cantato una canzone in cantnese...
Capito cosa riesce a vedere? La ragazza s'era portata il
piccione obeso fino a Hong Kong.
Ci sar qualcosa che non va. Se ne sar accorto gi al bar,
ma pi tardi, da soli sul marciapiede, ne avr la certezza.
Come se la complicit che di solito li tiene incollati, che fonde
insieme i loro centri di gravit quando camminano baldanzosi
fianco a fianco, fosse svanita nell'aria. Lei camminer lentamente,
con le mani nelle tasche della giacca di pelle, fissando
pensierosa il marciapiede disseminato d'ombre. E al suo
Ariadne? lo guarder come se fosse stupita di vederlo l, le
sopracciglia leggermente sollevate, poi distoglier lo sguardo,
continuando a camminare. Un uragano di collera potrebbe
scatenarsi da un momento all'altro. Vuoi che prendiamo un
taxi? chieder lui. Lei non risponder, continuer a camminare.
Alla fine, due isolati dopo, scender all'improvviso dal
marciapiede facendo segno a un taxi. Lui salir con lei, ma lei
scivoler verso l'estremit del sedile, guardando fuori dal finestrino.
Lontani, un nodo che si scioglie. E questo perch, stabilir
preoccupato l'ispettore navale, lui ha parlato troppo del
proprio lavoro, ha fatto scioccamente partecipi gli altri di una
cosa che per Ariadne - senza ragione, ovviamente - appartiene
soltanto a loro due. Be', non avr detto molto della Urus,
dell'equipaggio abbandonato e di tutte le storie sentite quel
giorno. Forse le cose si metteranno meglio, quando gliele
racconter...
Girer la testa e lo guarder freddamente mentre il taxi sobbalzer
immettendosi sulla West Side Highway, lungo il fiume
buio.
Amico dir siamo riusciti a stufarli, vero?
Credi? Si sforzer di sorridere. Andiamo, Ariadne, non 
una tragedia. Ariadne, se qualcuno ha stufato, non siamo certo
stati noi. Babbo Natale? Per carit!
E lei rider piano, le mani guantate intrecciate in grembo,
tornando a guardare fuori dal finestrino.
Che tipo, quel Roberto dir quietamente.
Per il resto della sua vita, questo rimarr per l'ispettore
navale il momento premonitore della fine della loro relazione -
uno spaventoso, pesante colpo al petto, una porta che si spalanca,
i fotografi dei quotidiani, con le giacche nere sdrucite, che
irrompono per mettere alla berlina il suo cuore fiducioso e
deluso sorpreso a letto con un amore condannato.
Anche se nel taxi la prima reazione dell'ispettore navale sar
di sfida, parleranno in lui, attraverso le solite metafore di famiglia,
quattro generazioni di uomini di Staten Island, che hanno
vissuto, in un modo o nell'altro, di mare e di navi; se smetti di
amare il mio lavoro, Ariadne, smetti di amare me, penser.
Perch l'amore viene e va, Ariadne, proprio come le navi, che
appaiono e scompaiono all'orizzonte con tutti i loro segreti, e a
volte non capisci quanto una nave sia incasinata finch non sei a
bordo, a viaggio iniziato.
E penser: Per anch'io ho un carattere. Mi rifiuto di soffrire
prima del tempo. Cerchiamo di preoccuparci solo del presente.
Lasciamo che l'amore compia la sua opera soprannaturale.
Ariadne, non puoi immaginarti la nave che ho trovato
oggi, tutta ricoperta di foglie... L'equipaggio  arrivato a New
York sei mesi fa, la stessa settimana che ci siamo conosciuti,
Ariadne, e da allora non si sono mossi di un centimetro.  un
vero naufragio, l, nel porto di Brooklyn.
Il pomeriggio seguente, dopo avere visitato la Urus con la reverenda
Roundtree, l'ispettore navale porter quattro uomini dell'equipaggio
a Manhattan, con la metropolitana, per incontrare
un avvocato. Quando, verso sera, ritorner all'Associazione
marittimi, la reverenda lo aspetter per comunicargli la novit:
da poco tempo, poche settimane, la Urus  diventata un vascello
apolide.
L'armatore non ha pagato l'ultima rata di tasse e diritti,
John, e ha dichiarato che la nave non era pronta per una nuova
ispezione. Cos l'hanno tolta dal registro di Panama. Per questo
hanno cancellato il nome della nave e del porto d'immatricolazione.
Appartiene a una societ fantasma. Registrata come Achuar
L.T.D. di Panama. Non ho idea di chi o cosa ci sia dietro. E l'agenzia
marittima si chiama Miracle Shipping, ha un ufficio al 19
di Rector Street, a Manhattan. O per lo meno questo  l'ultimo
indirizzo che hanno dato. Nient'altro che una segreteria telefonica
in un buco preso in affitto od in prestito, ci scommetterei. Il
telefono  staccato.
Lui rimarr in silenzio - se lo sar aspettato.
Un'altra cosa aggiunger lei. L'equipaggio, comunque,
non  mai stato sotto la giurisdizione di Panama. Sono marittimi
senza licenza, John. Sembra che non abbiano mai firmato un
contratto d'imbarco.
Be', questo complica le cose.
Oh, John! sospirer la reverenda Roundtree. Che cosa
dobbiamo fare?
Credevo si trattasse dell'Opera del Signore, Kathy dir
lui, pi con simpatia che con ironia.
Certo. Tranne che al giorno d'oggi qualsiasi delinquente
riesce a nascondersi a Dio. Serve soltanto una bandiera di comodo,
una societ di facciata. Non c' neanche pi bisogno di
essere ricchi.
...
.
...
UN TAGLIO DI CAPELLI.
(15 ottobre - 25 ottobre).
...
.
...
1.
...
.
....
Il dolore rimane nascosto come una sveglia con le lancette
impazzite che squilla quando il sonno  profondo. Ma il desiderio
rimane sveglio fin quasi alla noia, fa del suo meglio per tenere
fuori dal letto la depressione e le peggiori angosce, supplica:
Non svanire, fallo ancora, come la prima volta che l'ho immaginato,
japonesa bella y sucia. Per qualche tempo, dopo che
Capitn Elias in luglio aveva raccontato la sua storia, ogni notte
battelli pilota solcarono mari oscuri e tempestosi fino alla Urus,
ogni notte una dozzina di scalette vennero calate dal limite del
sonno cos che la provocante pilota del porto potesse raggiungere
una dozzina di insonnie diverse e sgusciare fuori dai suoi
jeans. L'accenno del Capitn al fatto di essersi rintanato insieme
a lei con dei porno giapponesi era stato determinante, aveva
provocato la fioritura di tutte queste Yoriko. Porno giapponesi,
e come saranno? Cercavano d'immaginarseli... per quanto
potevano. Be', altre donne non gliene avevano presentate -
(come El Tinieblas ripete spesso, persino in prigione ci sono
donne: le mogli in visita, impiegate dell'amministrazione, puttane
introdotte di nascosto da guardie che fanno i magnaccia, o
dagli stessi prigionieri. Ma qui ci che pi assomiglia ad una
donna vera sono le poche immagini di donnine sexy tatuate qua
e l sul corpo di El Tinieblas..). - ma questo succedeva tre mesi
prima. Se non hai la minima idea di come sia il Giappone,
quando il kimono va in pezzi, i sogni si trasformano rapidamente
in porno centroamericani, o in porno universali, altrettanto
difficili da tenere vivi se la protagonista  una che non hai mai
conosciuto realmente. Cos, stanotte solo quattro Yoriko visitano
la nave, due delle quali rivendicate da una stessa insonnia
frenetica. Il pi paziente e casto nell'elaborazione della propria
trama  quello che sta ottenendo maggior successo nel portarla
in vita: ha accompagnato Yoriko a casa, a Puerto Corts, la sta
facendo conoscere in giro, la presenta ad amici e parenti, la infila
in un bel vestito che le lascia scoperti le spalle ed il lungo, bellissimo
collo, hombre, lei ama Puerto Corts, e ama El Faro per
avercela portata!
Altrove a bordo, come tutte le notti, in ogni cabina buia e
silenziosa, il desiderio fruga ossessivamente nel solito vecchio
baule, scava nella memoria con le zampe frenetiche di un cane.
Mani e menti inquiete rovistano a tentoni dappertutto e trovano
bambole mute, senza faccia e senza arti, manciate d'aria, finch
non rimane altro che il fondo vuoto del baule, dove riesci a
vedere te stesso, mentre torni a casa dopo il tuo glorioso periodo
in mare, senza un centesimo, ancora indebitato; e lei mi star
ancora aspettando? e cosa penser di me? Il cane scava pi in
profondit, sempre pi freneticamente... Cosa facevi fuori a
quell'ora, Ana Mara, con tua sorella e la nostra hijita, cos lontana
da casa di tua madre? (Roque Balboa fa questa domanda
ad Ana Mara quasi ogni notte, sdraiato sulla pancia, sveglio, gli
occhi chiusi, pi fermo che pu, regolando addirittura il respiro,
tutta l'attenzione concentrata su quel ricordo che lo unisce a
lei). In piedi sulla piccola collina di terriccio dall'altra parte del
canale di scolo, al buio, lasciavi che il vento giocasse con un telo
che tenevi tra le mani. Quella notte c'era un vento forte e caldo
che soffiava dal lago, io stavo andando alla cantina di Lino e
improvvisamente vi ho viste l in piedi, proprio sulla cima della
collinetta, dall'altra parte del canale che costeggia la strada, tu,
nostra figlia e tua sorella. E mi sono avvicinato un poco. Tu
facevi danzare il telo stretto tra le dita, e il telo si gonfiava, fluttuava,
si gonfiava di nuovo, mentre la piccola Norma guardava
e rideva, con i riccioli scompigliati dal vento. E il vento ti soffia
i capelli morbidi sul viso, tende il vestito giallo contro il tuo
corpo, sottolinea i fianchi e le cosce. Ay no, muchacha, fa male.
Fa male ricordare le mie mani che toccano la tua pelle calda
attraverso il vestito. Non ti sei accorta subito di me. La nena s,
anche se non mi ha riconosciuto, con il suo grembiulino bianco
macchiato, adesso ha due anni. Mi viene un nodo in gola, va,
pues. Quando mi hai visto l, sulla strada, ti sei irrigidita, e il
vento gonfiava il telo tra le tue mani come se volesse portarti
via, i tuoi occhi si sono allargati quando mi hanno riconosciuto,
riempiendosi - carajo, lo so - di tristezza, di rimprovero. Sono
rimasto in piedi in mezzo alla strada ma volevo saltare oltre il
canale putrido e toglierti di mano quello straccio, prenderti tra
le braccia e baciarti, dirti che avrei passato il resto della mia vita
a chiederti scusa e a sistemare le cose ed a baciare le tue orecchie
di scimmia nascoste tra i capelli. Ma avevo paura di mettermi a
piangere, Ana Mara, stavo per mettermi a piangere, cos mi
sono voltato e sono andato via e tu hai urlato con odio nel buio,
nel vento: Qu poco hombre eres, Chvez! - e io ho continuato
a camminare verso la cantina di Lino - Chvez Roque,
eres un hijo de la gran puta!. E ora, da questa nave jodida su
cui ho accettato di imbarcarmi subito dopo, dicendomi torner
tra un anno con abbastanza soldi per riconquistare il tuo amore
ed il tuo rispetto, ora lo faccio, scavalco il canale di scolo e mi
arrampico sulla collina fangosa, ti strappo il telo di mano, e ogni
volta che lo faccio tu svanisci, svanite tutt'e tre e io l in piedi
tutto solo con in mano quel telo del cazzo...
... In amore e in guerra ogni buco  una trincea. Una battuta
memorabile, anche se non  mia o del Peperami, ma tua, La
Tusa. Senza dubbio te l'hanno insegnata, puta madre, cos puoi
ripeterla come un pappagallo ai marinai ubriachi. Perch avevi
il seno come una donna e la pelle liscia, madida di sudore
misto a profumo, un ventre sensuale, femminile, che si sollevava
come le onde dell'oceano e una bocca lussuriosa impiastricciata
di rossetto. Avevi perfino messo il profumo nelle mutandine
di pizzo, come una donna, anche se di sotto eri un macho.
Anche il tuo grosso pene violaceo sapeva di profumo da puttana
e d'ascella di lottatore quando alla fine l'ho preso in bocca
rendendomi conto che da quel momento non sarei pi stato io
stesso. Anche da ubriaco sono sempre riuscito a ricordare le
impressioni da capogiro e la degradazione irreparabile di quella
notte, ma adesso non vuoi pi cabrn,  come cercare di
farmi fare una sega da una zitella brutta e vecchia, non mi viene
neanche duro, non sento niente, nessun odore, nessuna sorpresa
e neanche una squallida umiliazione, niente, solo io, e vedo
la mia faccia nel buio che si sforza di ricordare qualcosa,
qualunque cosa...
... Sarai mia moglie, Natalia, mia moglie, per sempre, avremo
una stanza da letto grande e luminosa, con un letto grande
perch io sar ricco - il Cavallo Rosa sar solo il primo passo
perch posso aggiustare tutto, avr il mio negozio e anche un
deposito di rottami, comprer vecchi macchinari rotti, li aggiuster
e li rivender alle fabbriche - ma continueremo ad amarci
come quando eravamo poveri, quindi fammi sentire cos adesso,
il contatto elettrico e scivoloso dei nostri corpi uniti e le dita
fredde dei tuoi piedi contro le mie, la tua nudit contro la mia,
io credevo che non sarebbe mai successo veramente ed invece
alla fine  andata cos, il caldo profumo di gomma della tua
pelle mi riempie le narici, come nessun'altra pelle da quando,
tanto tempo fa, la giovane ta che poi s' fatta suora mi stringeva
tra le braccia sulla spiaggia e io mi addormentavo in quell'abbraccio
con il naso premuto nel soffice, appiccicoso, pulsante
calore, perch ti ho persa Natalit? Perch riesco a malapena a
ricordarmi il tuo volto? Una volta sentivo il mio amore come un
organo infiammato dentro di me, e ora  come se qualcuno mi
avesse operato durante il sonno, l'avesse estratto, mi avesse
ricucito e l'avesse venduto a qualcun altro, probabilmente a
Hrcules Molina che cercava sempre di spogliarti con gli occhi
anche se a me non  mai importato niente, perch sapevo che
amavi solo me...
... Aveva undici anni, vergine, aveva detto sua madre. Bueno,
naturalmente non parlava spagnolo, e sapeva l'inglese pi o
meno come me, ma avevo afferrato le parole girl, eleven, virgin,
avevo capito che con le dita, nella penombra piena di fumo, di
odori, di strana musica ululante, stava facendo segno che abbassava
il prezzo. Il peggior crimine della mia vita. Ed ecco che
torna fuori adesso, perch? Il mattino dopo, dalla vergogna,
neanche riuscivo a guardare il Capitn J.P. Osbourne negli occhi.
Come penitenza, per un anno mi sono tenuto lontano dai burdel
e non l'ho mai detto a nessuno n mai lo far, ci sono dei segreti
che ti porti nella tomba, giusto? E non fa alcuna differenza se
dopotutto non era vergine ed aveva almeno quindici anni e quella
strega raggrinzita probabilmente non era neanche sua madre,
perch non ho saputo resistere, mi ci hanno spinto, e io remissivo
come un agnello depravato. Vos, ero giovane, pi libero di quanto
credessi possibile, con una moglie che non amavo, triste e solo
e voglioso, protetto dall'anonimato di un giovane povero sedotto
dalla magia del denaro in tasca in una citt ancor pi povera
della sua, dall'altra parte del globo, dove tutti pensavano che
fossi un gringo europeo. Hey! Sir? Tu ungiese? Inglese? greco?
Eleven! Virgin! Sir? E guarda, eccola l, il viso scuro e gli occhi
pieni del terrore innocente di una bambina (pensavo io), ancora
mi aspetta nel letto, e quando tiro indietro il lenzuolo  come se
il suo corpo magro da camaleonte vi si fosse dissolto come un'impronta
su un sudario, non c' che un letto vuoto, cos anche la
tua vergogna adesso ritorna come un fantasma...
C' un altro, a bordo, che soffre per l'amante morta: Caratumba,
l'elettricista del Guatemala, si tiene dentro il suo dolore
come Esteban, ma si tormenta in un modo diverso, perch era
presente quando successe, ed  scappato via per salvarsi e dimenticare,
e invece adesso ha tutto il tempo di ricordarsi quel
giorno, quando avevano lasciato il campo di sondaggio petrolifero
sul Rio Usamacinta, dopo pranzo, su una piccola lancia che
gli lasciavano usare. Erano diretti al loro posto preferito, sul Rio
Puct. Lei faceva la lavandaia, una delle poche donne al campo,
dove gli operai vivevano nelle tende ed i geologi e i tecnici gringo
in baracche di legno od in grandi tendoni montati su piattaforme;
all'alba andava avanti e indietro per l'accampamento a raccogliere
la biancheria da lavare che riportava poi alla sera, e con
i capelli ricci e scarmigliati, nell'alba umida, grigia, che risuonava
del canto degli uccelli, si affacciava alla tenda di lui per un
bacio frettoloso, un piccolo morso alle labbra morbide e carnose.
Labbra che anche quando erano serrate parevano sempre
sorridere, e occhi cos fieri da farla sembrare allo stesso tempo
arrabbiata. Un affluente che s'impaluda ricoperto di giacinti,
l'acqua pura e cristallina, la sabbia bianca del fondo che si solleva
in nubi di zucchero attorno ai loro piedi, avevano fatto l'amore
e stavano nuotando nudi quando un primo colpo, sparato
dagli alti canneti, aveva mandato in frantumi il loro scintillante
diletto, poi un altro sparo, si era immerso sott'acqua e l'aveva
vista andare a fondo col sangue che sgorgava a nuvole dalla
testa, come un fumogeno magenta, e aveva capito che era
morta, e si era spinto il pi lontano possibile, riemergendo per
respirare, aveva nuotato per un altro po' e poi aveva sentito un
altro sparo, ma non poteva rischiare di tornare alla lancia a
riprendersi i vestiti; sapeva chi era, era riuscito a seguirli fin l,
era il soldato cui l'aveva portata via, da allora l'aveva sempre
infastidita e minacciata, uno dei soldati di stanza al campo dopo
quell'incursione di guerriglieri che se l'erano svignata con un
po' di dinamite della compagnia petrolifera e avevano dato
fuoco all'elicottero; si era buttato nudo nella foresta pluviale,
era scappato. Adesso  quasi come osservare una scena della
vita di un altro. Condivide l'orrore e la pena dell'altro, ma ottusamente,
quasi senza risentimento. Sa di tormentarsi per un crimine
che in realt non ha commesso, ma sa anche che sar sempre
cos, fino alla fine dei suoi giorni, tutto qui...
Esteban  solo nella stanza e osserva con orrore il nome di
Marta che si scrive da solo sul muro con una vernice rosso brillante.
Non c' una mano, un pennello, una bomboletta: solo la
vernice che piano piano compone le sillabe MAR-ta in grosse lettere
gocciolanti sulle pareti di assi dipinte di grigio, piene d'insetti
spiaccicati, mentre gocce di vernice colano sul pavimento...
Si sveglia nel buio senza respiro, il cuore che batte forte, e
tutto il suo essere in preda al terrore.
Qu haces? gracchia piano Bernardo.
Ha un peso sul petto, vorrebbe singhiozzare ma non ci riesce,
i suoi mezzi sospiri sono come l'ultimo ceppo ardente che desidera
impaziente la pace delle ceneri fredde che lo circondano.
Nada. Una pesadilla riesce a dire. S pues, solo un
incubo...
Non ho fame borbotta Bernardo. Qu?
Me voy! dice lui. Balza dal letto come se stesse prendendo
fuoco.
Non ritornare poi, con voce pi forte e viva, il viejo esclama:
Vos, Estebanito? Vete!.
Mentre si cala dal cavo d'ormeggio, ancora tremante, si accorge
che il coltello sta scivolando fuori dalla tasca, tuttavia non
osa o non pu lasciare la presa per afferrarlo, fatalmente l'attrezzo
cade, sente il tonfo nell'acqua di sotto che mette in allarme
il nemico, adesso prenderanno le armi e cominceranno a
sparare alla cieca nel buio.
Che sogno tremendo. Non riesce a ricordarne uno peggiore.
Ha gli arti freddi e deboli, si sente stordito e beffato. Il nome di
Marta che si scrive da solo su un muro. Perch era cos spaventoso
e triste? Vorrebbe solo riuscire a scappare. Scappare dove?
In citt! Non  mai venuta a trovarmi in sogno, mai una volta,
se ne sta lontana come per un desiderio sbagliato di proteggermi.
E, chocho, adesso viene a scrivere il suo nome su un muro.
Una fila di magazzini a tre piani di mattoni vecchi, le finestre
sigillate da mattoni pi nuovi, una serie di putrelle sporgenti dal
muro, a forma di stella. Anche l, nell'oscurit risuona il tubare
dei piccioni, viene dall'interno dei magazzini: gigantesche gabbie
per uccelli fatte di mattoni, piene di nulla nero come la pece
e di piccioni. Due ratti strisciano furtivamente lungo il muro di
un magazzino, come scarpe di un cacciatore dal corpo invisibile.
La sua ombra invisibile con le scarpe ai piedi. Qualche
magazzino sembra ancora in uso, le porte di legno tra le arcate
di mattoni a pianoterra sono chiuse con dei lucchetti. Trova una
porta socchiusa, con un lucchetto inutile agganciato a un perno
malfermo. E spinge la porta pesante, fissa il buio stantio, entra.
Ha la sensazione che i suoi polmoni emettano una luce fredda
e polverosa, ma l'oscurit  assoluta. Questo posto deve essere
pieno di topi. Mette prudentemente un piede avanti, poi un altro
e un altro ancora, finisce dritto su un oggetto n duro n morbido,
sente un freddo scricchiolio di plastica contro la gamba. Lo
spinge via con il piede, lo tasta con le mani, una copertura di plastica
pieghevole e qualcosa di cedevole impacchettato all'interno.
Cracker? Cereali? Qualcosa del genere. Qualcosa di commestibile?
Procedendo a tentoni, scopre che l'oscurit  piena di quegli
oggetti. Ne solleva uno, non  pesante. Lo porta fuori, dove pu
vedere meglio al debole pallore del cielo rischiarato dalle luci
della citt. Plastica lattiginosa, piegata e graffettata sui bordi.
Apre delicatamente una cucitura e infila una mano dentro.
Trucioli di legno. Ne prende una manciata e annusa, aspira la
fragranza acre che ricorda il solvente per vernici. Cedro? Un
magazzino pieno di trucioli di legno. Li spediranno da qualche
parte? Non sarebbero un'ottima esca per i loro fal? Ci vuole
sempre un sacco di tempo prima che il fuoco prenda, le assi
spezzate che raccolgono tra i rifiuti dei vecchi scali intorno all'insenatura
sono impregnate di umidit, di aria dell'oceano. Per
quando quel vecchio legno incrostato di vernice e creosoto alla
fine comincia a prendere, arde come un magazzino in miniatura
pieno di barili di sostanze chimiche infiammabili, farina di pesce,
la polvere antica delle spezie arabe e gli sputi degli stevedores
vecchi di secoli che prendono fuoco all'improvviso.
Torna passando dal vicolo, tra le braccia il pacco di trucioli
di legno. Cosa diranno al mattino, quando si accorgeranno che
lui ha lasciato la nave e vedranno quello che ha portato con s?
Perch tenere nascosto che lui va e viene dalla nave? Adesso
capiranno con chi hanno a che fare. Forse.
Siede sulla sabbia nel vecchio terminal, ascoltando le campane
delle boe nella rada, i piccioni nel buio, tenendosi stretto
al fianco il pacco di plastica pieno di trucioli di legno. Odia il
sapore e la patina che ha in bocca - sembra l'interno di un
guscio marcio di aguacate - il prurito in mezzo alle gambe ed al
culo, nel cuoio capelluto, la sporcizia inattaccabile che lo incrosta.
Piccoli brividi di freddo - in qualche modo devono essere
collegati nel freddo che ha nei polmoni - corrono lungo la pelle
delle gambe, sottili come ragnatele, proprio dentro la pelle, non
sopra o sotto. Tuttavia, per la prima volta dopo mesi, pensa di
aver fatto qualcosa che gli ha permesso di sentirsi di nuovo se
stesso. Se lei lo vedesse adesso sarebbe meno delusa di ieri, no?
Cos si sdraia sulla sabbia stringendo forte l'involto di plastica,
come se lo amasse.
Era seduto in un pascolo appena fuori dalla citt con Marta tra
le braccia, sotto un albero di papaya senza frutti, con foglie
come grosse e flosce orecchie di bue verdi. Tra l'erba ai piedi di
altri alberi, fermentavano jocote marcescenti, attirando le vespe.
Ogni tanto un aguacate cadeva pesantemente da un ramo alto
dell'enorme albero, urtando rumorosamente i rami pi bassi
con lo stesso suono che fa un proiettile di mortaio prima di
schiantarsi ed esplodere: quando era sobbalzata tra le sue braccia,
girandosi verso di lui per stringerlo forte, aveva visto una
ciocca di capelli sudati appiccicata alla guancia sotto il suo
occhio da puledra terrorizzata, e si era sentito innamoratissimo.
C'era del bestiame al pascolo, e quella sera il battaglione
avrebbe mangiato uno di quei buoi. Lo avrebbero pagato al
campesino proprietario della piccola mandria, anche se non
abbastanza da renderlo contento dell'affare. Lo avrebbero arrostito
su grosse piastre sopra una buca aperta, le lunghe costole
ritte tra le fiamme come mura di una fortezza stretta in un assedio
infernale. Ma lui non lo sapeva ancora, altrimenti avrebbe
osservato la mandria, chiedendosi quale fosse il predestinato,
forse meravigliandosi che la sera stessa un bel tocco di quel bue
muscoloso l in fondo si sarebbe trovato nella sua pancia a
mescolarsi e a fermentare con tutto ci che di Marta sarebbe
riuscito a bere. Lei, Amalia e alcune delle altre sopravvissute del
suo BON da Incubo sarebbero state invitate a cenare con i loro
eroi del BLI, e lei avrebbe scoperto che ormai tutti lo chiamavano
Scoiattolo.
L'aveva stretta sotto l'albero con le braccia allacciate alla cintola
morbida e calda, sotto al seno e allo scoiattolo. La prima
volta che aveva leccato e baciato le tette di Marta, capezzoli sodi
marrone cenere in grossi globi soffici, era preoccupato di prendere
la rabbia o qualcosa del genere, perch lei aveva detto che
lo scoiattolo pisciava sempre, anche se erano come poche goccioline
da un contagocce, quasi inodori, e si asciugavano cos in
fretta che uno non se ne accorgeva neanche. Aveva appena detto
a Marta che un giorno, quand'era bambino, Rubn Daro si era
allontanato da casa, la sua famiglia l'aveva cercato dappertutto in
preda al panico, e alla fine l'avevano trovato in un pascolo proprio
come quello, seduto sotto una mucca a bere latte direttamente
dalla mammella. La stupiva che lui conoscesse storie
come questa? Sul grande poeta, eh? No, la sapeva anche lei
quella storia, certo che la sapeva, forse che Daro non aveva passato
gran parte della sua infanzia a Len, per poi tornarci a finire
i suoi giorni dopo gli anni gloriosi trascorsi in Europa?
Ti sfido a farlo aveva detto Marta. Va' sotto una di quelle
mucche e bevi il latte dalla mammella.
Non sono mucche. Sono buoi.
Ah, s? E quella laggi?
Le costole della mucca sporgevano sotto la pelle come se
stessero per squarciarla, e le sue mammelle flaccide erano sporche
di fango e fili di paglia, punteggiate di zecche e mosche.
Comunque, ci aveva fatto un pensiero.
Non ne ho voglia aveva detto alla fine, con il tono di chi 
troppo pigro per muoversi. Daro quando l'ha fatto era un
bambino.
Ve? aveva detto lei con una smorfia. Non mi ami pi
come prima.
Lui aveva detto che comunque il latte non gli piaceva molto,
ed era vero. Lei aveva piegato le braccia, cingendogli il collo, si
era voltata verso di lui e avevano cominciato a baciarsi. Le mani
di entrambi erano sempre sporche e puzzavano di benzina e di
grasso, perch ogni giorno dovevano pulire le armi.
Il giorno prima, mentre le sbottonava la camicia in quello
stesso pascolo, aveva detto: seni come incudini e aglio, spiegandole
che la frase era di un altro poeta, puta, non si ricordava il
nome. Lei si era messa a ridere. Marta non rideva molto, ma
quando lo faceva era come se dentro di lei ci fosse un bambino
gioioso. Disse che non aveva mai sospettato che essere in un BLI
fosse come seguire un corso di poesia! Bueno, jah! Non esattamente,
ma il commissario politico della sua compagnia aveva la
mania di recitare poesie.
Ogni volta che lo guardava, i suoi occhi erano come arnie
d'api ronzanti. Lo amava gi, ne era certo, era l'unica cosa di
cui fosse certo nella vita. Impossibile credere che entro pochi
giorni sarebbe tornato a combattere. Amalia aveva respinto sdegnosamente
l'amico di Esteban, Arturo, ed era sconcertata dal
fatto che sua sorella avesse potuto innamorarsi perdutamente,
cos in fretta, in mezzo a tutta quella morte, ma Amalia aveva un
novio che l'aspettava a Len. Marta lo ammirava. Lo ammirava.
Era come se lei avesse bisogno del suo respiro, a volte, bocca
contro bocca, respiravano l'uno l'aria dell'altra, aria calda, dentro
e fuori, dentro e fuori la bocca e i polmoni. Non c'era
tempo da perdere: ogni secondo, ogni carezza li allontanavano,
un pezzetto alla volta, come i frammenti di foglia a forma di
vela trasportati dalle lunghe carovane di formiche. Avevano gi
scopato all'aperto due volte, senza osare denudarsi del tutto, ma
entrambe le volte erano stati scoperti dai ragazzini, campesinos
cipotes che, non contenti di starli a spiare, avevano finito per
annunciare la loro presenza bersagliandoli con zolle di terriccio
e jocotes marci dai loro nascondigli dietro le collinette ricoperte
di boscaglia ai bordi del pascolo; uno l'aveva colpito come uno
scaracchio gigantesco sulle nalgas nude, proprio mentre stavano
facendo l'amore. Dovevano trovarsi un altro posto, Aveva sentito
di due fratelli, proprietari di due pompe di benzina ereditate
dai genitori che si erano stabiliti negli Estados Unidos, che
gestivano anche una piccola postazione della Croce Rossa sulla
collina; sembrava che ai due fratelli piacesse farsi le loro
muchachas sull'ambulanza, e qualcuno del battaglione aveva gi
scoperto che l'affittavano ai compas per lo stesso scopo. Le sollev
il braccio per guardare l'orologio rosso di Topolino: era
quasi ora di rientrare. E cominci a sbottonarle la camicetta.
Domani, l'ambulanza. Il vago odore di fango, come d'escrementi
secchi, di sudore e paura, che non si riesce mai a eliminare del
tutto dalle divise militari, e al caldo si sente ancora di pi. Il
sapore salato e acre del suo collo. Baciandole le guance pensa
che tra cinquant'anni continuer a baciarle, e insieme racconteranno
ai loro nipoti come si sono conosciuti in guerra - la
famosa guerra per il futuro del loro paese, per il futuro del
mondo, per il futuro di Esteban e Marta! - a Quilali, quando lei
girava con uno scoiattolo nascosto nel seno e aveva visto la
morte molto pi da vicino di lui.
Figlia di una dentista e di un finquero. Amava la Revolucin.
Perch la Revolucin aiuta anche quelli che hanno i soldi, no?
Forse pi di quanto aiuti i poveri, che, ni modo, di solito dalla
Revolucin esigono proprio quello che non riesce a garantire:
pi roba da mangiare, pi soldi, la pace. Ma chi i soldi gi li ha,
vuole altre cose, cose che si possono nominare ma non toccare e
che certamente non si possono mangiare, cose che la Revolucin
sembra sia in grado di fornire, specialmente se si  abbastanza
fortunati da essere assegnati a un BLI. Cos lei lo ammirava.
Perch senza il BLI, lui non sarebbe stato nessuno. Uno completamente
diverso, che lei non avrebbe degnato di uno sguardo,
non ne avrebbe avuto motivo.
Bueno, comunque i suoi genitori non erano ricchi, erano
cmodo, e ormai neanche tanto. Anche se avevano portato
Marta e Amalia a visitare Disney World, in Florida, quand'erano
bambine, e un'altra volta a Miami e una volta a Philadelphia,
dove erano rimaste un anno intero. Marta viveva a Lon con la
famiglia in una vecchia casa coloniale coi muri rosa ammuffiti
che occupava mezzo isolato. La madre di Marta era dentista,
lavorava in una clinica di stato, pur continuando a occuparsi
dei pazienti che aveva prima, pi ricchi: era lei l'ardente rivoluzionaria,
la sandinista. Aveva portato tre volte Marta e Amalia a
vedere quel film, Apocalipsis Ya, per far loro capire che tipi
erano gli yanquis, anche se si era rivelata una mossa controproducente,
perch tutt'e due le sorelle s'erano prese una cotta per
il soldato biondo che fa lo sci nautico e che, pobrecito, finisce
pazzo. L'aveva visto anche Esteban, a Corinto, c'era quella
scena dove gli elicotteri yanqui arrivano dall'oceano con la
musica sinfonica che tuona dagli altoparlanti e inceneriscono il
villaggio vietnamita, e in tutto il cinema, gremito di gente,
all'improvviso era mancata l'aria, tutti trattenevano il respiro,
pensando la stessa cosa: chocho, gli yanquis potrebbero arrivare
e fare lo stesso a noi in qualsiasi momento. Avevano gi
minato il porto, fatto saltare le cisterne di petrolio, e ogni giorno
i notiziari annunciavano nuove minacce. Com'era possibile
che uno non sentisse un terrore folle anche solo a pensarci? Il
padre di Marta aveva due fincas dove coltivava cotone ed allevava
bestiame, ma il governo aveva espropriato quella pi grande
e l'aveva trasformata in un collettivo agricolo; ormai le due fattorie
erano improduttive. Suo padre aveva lasciato andare a
rotoli anche la seconda, sdegnato per le somme insignificanti
che il governo rivoluzionario, dissanguato dalla guerra, pagava
per il cotone e la carne. L'anno precedente, quando si era rifiutato
di assoldare altri lavoranti per portare a termine la raccolta
del cotone, il gruppo di Juventud Sandinista di Marta e Amalia
si era radunato l, si erano accampati alla finca per due settimane
per ultimare la raccolta, armati soltanto di alcuni vecchi
kalashnikov e FAL con cui fronteggiare il non remoto pericolo
delle incursioni dei contras. Cos la Revolucin avrebbe avuto
un po' pi di cotone da vendere o da barattare con armi, petrolio,
patate polacche. Il padre, poi, lavorava come ispettore delle
scorte per il Ministero dell'Agricoltura - perch glielo avevano
chiesto e lui non aveva osato dire di no - e questo faceva di lui
un vero e proprio bersaglio per i contras, qualunque strada
solitaria di campagna poteva essere buona per tendergli un'imboscata.
Voleva trasferire la famiglia a Philadelphia, negli
Estados Unidos, dove viveva sua sorella, che aveva sposato uno
psichiatra, anche lui del Nicaragua. Amalia e Marta avevano
passato un anno intero a Philadelphia, a casa degli zii, frequentando
una scuola elementare cattolica, dove avrebbero potuto
imparare l'inglese. Poi avevano passato parte dell'estate in un
campeggio in mezzo ai boschi con altri bambini yanqui e il
resto delle vacanze con i parenti, in una casa di legno grande ed
ariosa su una bellissima spiaggia, dove il padre, la madre ed il
piccolo Camilo le avevano raggiunte in aereo. Suo padre aveva
anche del denaro da parte in una banca di Philadelphia.
Minacciava sempre di trasferirsi l prima di loro, di andarsene
da solo, ma amava la moglie e le figlie ed il figlio piccolo, non
poteva abbandonarli (comunque, cosa avrebbe fatto a
Philadelphia? era la moglie la professionista), non poteva impedire
loro di fare la vita che volevano, non poteva neanche impedire
alle due figlie adolescenti di unirsi a un battaglione di
volontari della Juventud Sandinista!
Dunque Marta amava la Revolucin. Ed Esteban amava il
suo battaglione: il suo BLI, concepito non per agire come unit
di un esercito regolare ma come guerrillas che vivevano alla
macchia, sempre in movimento, cacciando i nemici senza sosta,
inseguendoli, a volte combattendo per settimane, tutti i giorni,
finch non riuscivano a respingerli al di l della frontiera (gli
invasori, traditori, bestias, i vecchi torturatori del dittatore ed i
poveri sciocchi lumpen rurali trasformati in mercenari yanqui,
no?). Persino nel suo battaglione sembrava che tutti si rendessero
conto che per Revolucin in realt s'intendeva il BLI - perch
al di fuori del BLI non c'era un posto dove andare, se non giungla
e montagne, e ci che solo gli eserciti in guerra riescono a
portarvi. Il BLI era tutto: combattere, sopravvivere. Con mucho
arte militar, come piaceva dire al loro comandante. Un concetto
coerente e necessario, considerando cosa succedeva a chi non lo
capiva. Perci in questo paesaggio tormentato erano perfetti,
facevano ogni cosa nel migliore dei modi, senza mai essere
sconfitti in combattimento o sorpresi in un'imboscata... finch
quella cagna non si un a loro, e poi la Zompopera Road. Ma
sarebbe successo dopo Quilali.
Milton, il comandante del loro battaglione, uno dei fondatori
del Coro de Angeles, il primo BLI, costituito all'inizio della
guerra, veniva da una famiglia di campesinos. Ma il jefe della
sua compagnia, Nol, era di famiglia burgesa, una famiglia
molto pi ricca di quella di Marta; erano scappati a Miami
appena prima del Trionfo del 79 e Nol aveva vissuto l per
quattro anni, trascorrendovi un'adolescenza tutta spiaggia-auto-sesso
come nei film, fino ai diciotto anni, quando, invece di
iscriversi all'universit, era tornato in Nicaragua per conto suo,
si era arruolato nell'Ejrcito Popular Sandinista e da allora
aveva continuato a combattere contro gli yanquis - il fratello
maggiore di Nol aveva fatto la guerrilla, ucciso in combattimento
a Matagalpa gi nel 75. Nol mor nell'imboscata sulla
Zompopera Road, dopo Marta, dopo che avevano tolto il comando
a Milton, e anche dopo l'imboscata della cagna, durante
l'ultima furiosa offensiva dei contras. Un altro ufficiale, Jacinto,
era stato due anni a studiare in Bulgaria. Un altro compa,
Guillermo, aveva trascorso l'infanzia in esilio a Parigi con la sua
famiglia, i suoi genitori erano degli intellettuali - anche
Guillermo era morto nell'agguato sulla Zompopera. Il loro
medico, Nelson, anche se aveva soltanto ventiquattro anni era
gi dottore, aveva studiato a Cuba. Il loro miglior tiratore scelto
e pi valido cecchino, Frank, era un moreno di Bluefields, che
era stato con i cubani in Angola, dove aveva perfezionato le sue
doti. Un comandante di plotone, Aldo, che aveva fatto il clown
in un circo e dava lezioni della sua arte tramite il Sindacato
Lavoratori della Cultura, era morto per colpa di quella cagna.
Come Marta e Amalia, alcuni compas del suo battaglione avevano
genitori abbastanza ricchi che li avevano portati a Disney
World. I genitori e i fratelli di alcuni di loro adesso vivevano l,
negli Estados Unidos. Naturalmente tutti gli altri - la maggioranza
del battaglione - erano coscritti come Esteban, povera
gente che non era mai stata da nessuna parte. Povera gente che
era stata radunata prima che riuscisse a sfuggire alla leva scappando
in Honduras, in Costa Rica o da qualche altra parte; o
altri, come Esteban, che non avevano voluto fuggire. Molti, specialmente
i compas campesini, avevano parenti e vecchi amici
che combattevano dall'altra parte. Nessuno voleva trovarsi
costretto a uccidere un fratello od un cugino in battaglia, anche se
tutti sapevano che era capitato, che se non avessero avuto scelta
l'avrebbero fatto, e il dolore - ma non il biasimo - li avrebbe
accompagnati per sempre. Ne parlavano spesso. La sua compagnia
aveva un commissario politico, Rodolfo (prima di entrare
nell'esercito era un professore, ovviamente), che avrebbe dovuto
aiutarli a considerare queste faccende nel modo giusto, e che li
istruiva sulla legge del valore, i proletari, i lumpen, la democrazia,
la perestroika - parole che venivano distribuite come fossero
caricatori di proiettili supplementari -, cercava di spiegare i
cambiamenti del mondo e i rivolgimenti della storia, di cui loro
erano un'agguerrita avanguardia: le imprese eroiche del loro battaglione
stavano gi aggiungendo lettere fresche d'inchiostro alle
pagine di storia di quel secolo sanguinoso e del mondo intero
che un giorno qualcuno avrebbe scritto! - e cercava di spiegare
loro che genere di uomini avrebbero dovuto essere da quel
momento in poi: rivoluzionari; confrontava la rivoluzione ideale
con quella possibile (per adesso il BLI era quella possibile);
amava declamare poesie a memoria, poesie politiche, poesie d'amore,
poesie sulle cose semplici e sulle tette, e poesie cos strane
che, nel silenzio che ne seguiva, sembrava che la giungla tutto
intorno si facesse tesa, ancor pi sinistra, mentre il loro significato
nascosto riecheggiava nel vibrante gracidio delle rane. I tuoi
seni sono come incudini e aglio. Almeno non era una bugia, se
era poesia non poteva essere una bugia, una volta detta diventava
una cosa reale, terrena, come tutte le altre - un cappello, un
fucile, un bue -, questo era ci che Rodolfo pensava della poesia.
Cos, aveva imparato a considerare persino l'amore in un
modo nuovo. Bisogna creare qualcosa con l'amore, mica lasciare
semplicemente che accada. E se non riesci a costruirci qualcosa,
compa, allora non  amore. In un modo o nell'altro, era un concetto
che si poteva applicare a qualsiasi cosa, dall'amore all'assassinio.
Sapendo che eri obbligato a uccidere, e conoscendo il
motivo per cui l'avresti fatto, eri tenuto a trovare un modo di
parlare d'amore. E che cosa avresti dovuto amare? Claro, la
Revolucin, che era come una poesia che dovevi scriverti nella
mente, e pi di ogni altra cosa il BLI, che era reale, e in cui c'era
solamente un soldato di cui Marta s'era innamorata.
Ve? Non sarebbe pi stato un ignorante. Non sarebbe mai
pi stato un pezzente di una citt portuale, un campagnolo
della costa, il bastardo di una cuoca del mercato, con un'idea
del mondo che andava poco pi in l di quello che raccontavano
i marinai ubriachi e le puttane. Dentro di lui tutto era stato
passato al setaccio: come tutti quelli del BLI, che parlavano di
ogni cosa, sapevano tutto. Poi, prima di avere la possibilit di
capire cosa avevi imparato realmente, potevi prenderti una
scheggia di granata in testa e tutta quella conoscenza se ne
andava via da te, compa, pi fredda e remota delle stelle.
Oppure continuavi a vivere. E allora che vantaggio ne avevi?
A che cosa serviva? Dov' adesso il commissario politico, quel
fottutissimo Rodolfo? Chi star bersagliando di parole sulla poesia,
la morte e la rivoluzione e l'amore e gli eroi e i martiri, adesso?
Hijueputa, in questo stesso istante, in qualche angolo sperduto
del Nicaragua, la bocca di Rodolfo star continuando a blaterare.
Vos, mentre tu sei qui negli Estados Unidos, cercando di
trovare il coraggio di far perdere le tue tracce, puta, cercando di
trovare un motivo per farlo. Pensando di aver fatto chiss che, a
sgattaiolare da una nave che non si muove per sdraiarti sulla sabbia
con il tuo sacco rubato di trucioli di legno, nell'oscurit che ti
fa sentire lei vicina come il respiro di un'amante...
Sia Marta sia la sorella volevano fare le economiste o le contabili.
Perch la Revolucin aveva bisogno di gente che sapesse
maneggiare il denaro. Chocho,  sempre stato cos. A loro piaceva
la matematica. Le contabili della Revolucin, ecco che cosa
volevano fare Marta e Amalia.
L'anno prima avevano fatto domanda per un lavoro estivo a
una sezione del Ministero del Commercio. Si recarono a un colloquio
privato con un uomo di mezza et, alto e corpulento, che
teneva gli occhiali da sole anche al chiuso, quasi pelato, con i
baffetti, sempre in guayabera immacolata e pantaloni neri con la
 piega. Consegn a entrambe un test psicologico, poi le fece tornare
nel suo ufficio, separatamente, per un ulteriore colloquio
in cui discutere i risultati dei test:
Ha detto le cose pi strane gli aveva raccontato Marta
sotto l'albero di papaya senza frutti, con quello sguardo fisso e
stupito che aveva ogni volta che pensava a qualcosa di serio. Ha
detto che il mio profilo psicologico rivelava una grande capacit
d'amare e che sarei stata una moglie ed una madre meravigliosa.
Poi sai cosa mi ha chiesto? Mi ha chiesto se avevo mai fatto del
sesso anale. Pieg la testa per guardare Esteban negli occhi.
Pendejo disse Esteban. Pensava che gli avresti dato il
culo l su quel divano?
Vos; che delusione disse Marta, e sorrise. Gli ho chiesto
cosa intendesse dire, perch si era tolto gli occhiali da sole e mi
guardava cos severamente che mi sentivo agitata. Ha detto: Sa
cos', non  vero? E io ho scosso la testa, quasi facendo di s e
di no allo stesso tempo, e lui ha detto: Non  vergine, giusto? E
io ho detto: Questi non sono affari suoi, e... s, sapevo cos'era.
Allora lui ha detto, in tono arrogante (Marta fece una voce
bassa e solenne): Seorita compita, le ho fatto una domanda
molto diretta, e la risposta pu aiutarmi a completare il suo profilo
psicologico. Ho chiesto se ha mai fatto del sesso anale.
Gliel'ho chiesto perch secondo quello che ho potuto desumere,
la prima volta che far del sesso anale sar per vero amore,
con l'uomo che sposer. Il suo questionario indica che lei  quel
tipo di donna.  importante che anche lei lo sappia. Questo  il
profondo beneficio che si pu trarre da questi test psicologici.
Uccider quel hijueputa! esclam Esteban. Voleva forzarti
a farlo con lui perch pensava che volessi sposarlo, o qualcosa
del genere? Per un po' continu a scagliare insulti e
minacce feroci all'indirizzo dello psicologo, mentre Marta si
abbandonava sul suo petto con lo sguardo rivolto al pascolo,
finch lui non ebbe finito, e allora disse: Vos, Esteban, questa
 la cosa pi strana. Quando son tornata a casa, ho scoperto che
ad Amalia aveva fatto esattamente le stesse domande. Le aveva
detto le stesse cose. Parola per parola! Bueno, qu onda? Era
un pervertito od uno psicologo serio, o tutt'e due le cose?
Un pervertito totale, Marta. Non avrai mica lavorato l...
Vos, dovevo. Ci hanno dato il lavoro. Ma lui non ha detto
mai pi nulla al riguardo. Sempre educato e tutto quanto.
Manteneva le distanze. Era un lavoro che dava soddisfazione,
molto istruttivo, e loro erano contenti, specialmente di Amalia.
Vos, Esteban, l'hai mai fatto in quel modo?
Stava quasi per mentire. No ammise, cercando di assumere
un tono indifferente. Le putas lo fanno di continuo, lo sapeva,
e anche le chvalas che non vogliono restare incinte.
Ve? disse lei. Perch io penso che quello che mi ha detto
sia vero. Io senza amore non lo farei mai.
Se vogliamo, fu cos che Marta chiese a Esteban di sposarla.
Il mattino dopo, quando and al distributore dei due fratelli
non trov nessuno, solo un cartello scritto a mano che diceva
che la benzina era finita. Sal alla postazione della Croce Rossa,
sulla collina, e non c'era nessuno neanche l. La postazione non
era altro che una stanza quasi completamente spoglia, collegata ad
un garage con la saracinesca abbassata. La porta era aperta, lui
entr e rimase a guardare l'ambulanza nel garage: era vecchia di
almeno trent'anni, ma in condizioni impeccabili, lunga, color
crema, con una croce rossa sui portelli posteriori, cofano e
paraurti bombati. Ondeggiava leggermente, emettendo deboli
cigoli, come topini silenziosi. Poi torn fuori, ad aspettare. Alla
fine un ragazzo, uno dei fratelli, usc abbottonandosi la camicia,
seguito da una muchacha grassottella, con un bel viso, che portava
una camicetta annodata sulla pancia e si ravviava con le dita
i capelli sudati. Claro, compa disse il ragazzo dopo che
Esteban gli ebbe spiegato perch voleva in prestito l'ambulanza.
 qui per questo.
Nella parte posteriore della vettura c'era una trapunta beige,
piena di macchie, stesa sul pavimento; dei cuscini appoggiati allo
schienale dei sedili anteriori; lettighe arrotolate contro le pareti.
Dalla stanza adiacente al garage filtrava un po' di luce, attraverso
il parabrezza. Passarono quasi quattro ore l dentro, inzuppati
di sudore, amandosi in quel calore da forno. Persino lo scoiattolo
sembrava fradicio, paralizzato in un angolo, momentaneamente
libero del suo cordone ombelicale. Le carezze di Marta, la
disinvoltura con cui lo toccava e si stringeva al suo corpo, la sua
assoluta mancanza di nervosismo, confermavano ci che
Esteban sospettava, cio che avesse pi esperienza di lui. In certi
punti era pelosa come un neonato di scimmia, in altri liscia, lucida
e marrone come una caramella al cioccolato, per tutte le punture
d'insetto e i graffi e le eruzioni disseminate ovunque sulla
pelle, come se si fosse rotolata tra spine e petali umidi di rosa.
Braccia e caviglie snelle, gambe affusolate, ma altrove le sue
forme erano magnificamente arrotondate, una dolce morbidezza
che la guerra aveva sorprendentemente risparmiato. Un po' di
peluria, appena una spruzzatina di soffici aculei di porcospino,
andava dal pube all'ombelico. Lui, tutto mani fruganti, si sentiva
insaziabile, stordito dall'inebriante variet di posti da toccare e
da prendere in bocca, con il pene gonfio che si dibatteva come
un pesce nella rete. La sua chunchita, pelosissima, il suo sapore
e la sua consistenza, gli ricordavano la base terrosa e muschiosa
di un tronco sradicato; ci si ficcava grugnendo come un formichiere,
roteava la lingua in profondit nell'acre, rosa umidit sierosa,
tra le cosce di lei che fremevano e tremavano intorno alla
sua testa. E quando scoparono - spingendo muto e appassionato
cercava di riversare tutto se stesso, tutta la sua emozione dentro
di lei - vennero entrambi in fretta, palpitando. Non aveva mai
scopato cos, in modo tanto puro e solenne, quasi religioso.
Come una donna, pens. Aveva appena fatto l'amore come fa
una donna innamorata. Mi rey l'aveva chiamato. E adesso
pensa che la cicatrice di quella ferita che si era fatta da bambina,
come un sottile millepiedi sulla tibia pelosa, fosse il segnale che
qualcuno aveva inciso sulla sua pelle per indicare la strada alla
morte. Anche lui era pieno di punture d'insetti e di minuscole
protuberanze dure come pietre. Lei gli esamin il corpo a lungo,
facendo scoppiare le piccole irritazioni con le unghie, mentre lui
sussultava e scalciava per i pizzichi brucianti, dolorosi. I loro
piedi coperti di funghi, macerati, con le dita infiammate, puzzavano
d'aceto. Ay Esteban, si sarebbe mai sentita di nuovo liscia e
pulita dappertutto? (Mai). Un bagnoschiuma! Oppure manicure
e pedicure. Non ne ho mai voluto sapere, ma adesso lo farei e
credo che gli lascerei anche usare quella cera per togliere i peli.
Mami ancora adesso si dipinge le unghie e si depila, a papi piace
cos. Va da una donna che gestisce un piccolo salone di bellezza
davanti a casa loro, a Len. Una volta ci sono andata insieme a
mami, Esteban, che schifo, c'era una grossa coppa piena di cera,
solida, gialla, tutti quei peli di chiss quante gambe di donna
mischiati insieme, perch quella continuava ad usare sempre la
stessa cera. Ho detto, puta, qu asco, mami! Tu fatti imbrattare
con quella roba, se vuoi, io no di sicuro! Fecero di nuovo l'amore,
quasi con la stessa passione della prima volta. Poi lei lo
guard con la sua aria seria da gufo e disse che voleva farlo, vos
sabes, come si fa con il vero amore. Un occhietto scuro lo fissava
da sotto una ciocca di capelli di un nero muschioso. Non erano
sicuri di come si dovesse procedere. Ci volle un po' di tempo,
ma alla fine lui riusc a entrare, forse non abbastanza lentamente
e delicatamente come avrebbe voluto, lei gemette ed agit le
braccia, tanto che colp lo scoiattolo facendolo volare contro il
muro come un guanto floscio, e allora lui dovette smettere di
muoversi dentro di lei, mentre lei raggiungeva quel mucchietto di
pelliccia, lo prendeva tra le mani mormorando qualcosa in tono
di scusa, lo rimetteva gi. Mi rey, te gusta? url docilmente.
Te gusta, mi rey? Tutti e due guardarono deliziati e imbarazzati
i piccoli pezzetti di merda luccicanti che erano rimasti attaccati al
pene quando l'aveva tirato fuori, ed entrambi si guardarono
intorno, confusi, cercando qualcosa con cui pulirlo. Alla fine lui
riusc ad afferrare i suoi pantaloni, si pul con l'interno dei risvolti
incrostati di fango, ridacchi. Straordinario, insieme erano stati
in un posto in cui nessuno dei due era mai stato prima, i loro
corpi manifestavano una confidenza crescente. Lui croll tra le
sue braccia madide di sudore e disse: Questo significa che ci
sposeremo?. E lei disse: S mi amor, claro que s. Appena finisce
questa maledetta guerra. Passarono il resto del tempo accarezzandosi
e facendo progetti per il futuro, accarezzando il futuro.
Due giorni dopo lui torn alla guerra con l'orologio di
Topolino in tasca e la macchia puzzolente del suo pegno di fidanzamento
camuffata tra il fango dentro il risvolto dei calzoni, e
usc marciando da Quilali per incappare quasi immediatamente
nei mesi pi funesti di tutta la guerra. Un giovane innamorato,
con un futuro. Ti dicono sempre che la guerra  per il futuro, no?
E invece riguarda sempre il presente, un mondo tormentato e
oscurato dai presagi, che pensa al secondo, al minuto, all'ora, al
giorno successivo, non oltre. E ora il futuro  arrivato e, hijueputa,
guarda cos': una nave che non si muove.
Alcune settimane prima, sul ponte, alla luce del loro fal
sibilante-scoppiettante-acremente-fumigante, El Tinieblas si era tolto la
camicia, poi si era calato i pantaloni per raccontare all'equipaggio la
storia della sua vita: prima non aveva neanche mai detto perch
fosse finito in prigione, e per quanto tempo. Alcuni tatuaggi erano
puramente decorativi, oppure simbolici: gli scorpioni sulle braccia,
Superwoman in perizoma, La Santa Muerte con mantello e
cappuccio. Altri rappresentavano momenti chiave, punti cruciali
della sua esistenza: quegli alberi di banana, quella era la piantagione
di banane sulla costa dov'era nato, e claro, quella  Chiquita
Banana, ma  anche la sua mamita, e questo  il cimitero dov' sepolta,
ed  lui quella luna piena che piange sul muro del cimitero.
Quello  il Kentucky Fried Chicken che ha rapinato a Tegucigalpa,
anche se ha combinato un gran casino - due anni s' fatto, 
finito dentro che ne aveva sedici. E quella  la sua novia, Leticia.
Sta seduta cos, pudicamente, con le braccia intorno alle ginocchia
- perch lui non voleva mica commettere una falta de respeto, non
voleva che tutti vedessero i suoi segreti, dopotutto lei veniva in
visita coniugale due volte alla settimana. Poi non era pi venuta. E
queste qui, sulla coscia, erano le guardie della prigione, che lo picchiavano
perch durante l'ennesima ispezione a sorpresa alla
baracca dei prigionieri lui aveva vomitato l'erba e le pillole ancora
nella plastica che aveva ingoiato in fretta e furia, s'era buscato un
anno in pi per quella storia. E qui, sullo stinco, questa data,
13/5/86, circondata da un serpente fatto a pezzi, quello  il giorno
in cui Leticia venne in prigione a dirgli che era incinta, forse era
figlio suo, forse no, comunque si sarebbe sposata con un altro...
I tatuaggi li faceva sempre un altro detenuto, con una corda
da chitarra collegata a dei fili elettrici e alle pile di una radio
avvolte in una rivista; intingeva la punta sottile della corda nel
prezioso inchiostro versato con la massima cautela nel tappo di
un tubetto di dentifricio. Cos, quando le guardie facevano un'ispezione,
non trovavano niente: le pile dentro la radio, il dentifricio
tappato, la corda di nuovo sulla chitarra. I tatuaggi erano
vietati in prigione, ma loro tutti i giorni ne avevano di nuovi,
come se le immagini dei loro sogni notturni apparissero sulla
pelle ogni mattina.
Quando tutto questo sar finito, non avrai abbastanza spazio
per farti tatuare una nave disse El Faro.
No disse El Tinieblas. Be', forse una piccola.
Comunque una nave tatuata sarebbe una balla disse
Esteban. Perch se ti metti una nave sulla pelle, la gente penser
che sei andato da qualche parte con quella nave.
 vero disse El Tinieblas. Tutti penserebbero che ho
fatto il marinero, e chiederebbero: Dove sei stato? e a me ogni
volta toccherebbe spiegare che ero su una nave che non si  mai
mossa. Puta.
Tu sei un marinero disse Tomaso Tostado. Solo che non
sei andato da nessuna parte.
Sapete cosa potrei fare? disse El Tinieblas. Il giorno che
questa storia finir, comunque vada, sceglier un simbolo per
esprimere quel che sentir in quel momento. Solo per me.
Come questo qui, ve? Solo io conosco il significato di questo.
E sollev di nuovo la camicia battendo ripetutamente la mano
sull'immagine di un cucchiaio che aveva sul petto. Questo  un
cucchiaio disse e non dir mai a nessuno cosa significa.
Puta vos, e allora non tatuarti niente disse El Barbie.
Affonda questo cazzo di nave. Affondala, cos nessuno potr
pi vederla. Non tatuarti niente, cos potrai dire, ve? Qui sotto
e si batt la mano sul petto c' una nave affondata.
Tatuata sul cuore disse Panzn.
S pues, tatuata sul cuore disse El Faro, annuendo con
un'occhiata di traverso.
Tatuata sul mio culo disse El Barbie.
Altri sette giorni ed Esteban avrebbe incontrato Joaquina
Martnez. Altri dieci giorni e Bernardo avrebbe avuto l'incidente.
Altre sei settimane e l'ispettore navale li avrebbe finalmente
trovati. Per sette notti consecutive, a partire da quella, Esteban
si sarebbe aggirato nei quartieri del porto, in cerca di qualcosa
di utile da rubare... Molto tempo dopo, ricordandosi di quanto
aveva detto El Tinieblas a proposito del tatuaggio che si sarebbe
fatto fare quando la vicenda della Urus si fosse conclusa,
Esteban si sarebbe chiesto come ci si possa far tatuare un sacco
di trucioli di legno.
Non capisco perch non te ne vai, patroncito.  una citt che
offre tante occasioni. Devono essercene a migliaia, l fuori, di
nostri connazionali, giovani come te ma meno preparati, forse
meno fortunati. Te lo garantisco, questa nave non andr da nessuna
parte.
Il viejo sta impazzendo,  sovreccitato, nervoso. Perch continua
a fiutare la sua coperta? Di colpo gli  presa la mania di
fiutare la coperta. E chiede sempre se non gli sentono addosso
una strana puzza.
Vos, qu te pasa? Perch continui a fiutare la tua coperta?
Bernardo lo guarda come un piccolo cipote con occhi d'agnello,
poi chiede, dubbioso: Non senti puzza di piscia di
gatto?.
No.
Il viejo sistema la coperta. Bueno dice. Neanch'io.
Viejo pazzo!
Ho portato dei trucioli di legno.
Trucioli di legno?
Lui spiega. Gli dice che ha nascosto il sacco dietro al silos
ed  risalito dal cavo d'ormeggio.
Andranno bene per accendere il fuoco. Si tira la coperta
sulle spalle, si volta verso la paratia e crolla addormentato.
 una giornata parzialmente coperta, il sole lotta per aprirsi un
varco tra le nuvole; un vento d'ottobre freddo e intermittente
porta i primi morsi pungenti dell'inverno, squarcia l'aria, guizza
fastidiosamente su dai pantaloni, sotto le camicie, attraverso i
buchi dei vestiti, lasciando sulla pelle una lieve sensazione di
bruciore. Il vento ulula fra gli stragli e le alberature, gli argani e
il sartiame, e l'acqua, sospinta attraverso la baia,  una distesa
liscia e metallica sfiorata dai gabbiani. La luce del sole coglie il
petto di un gabbiano in picchiata, che disegna nell'aria un arco
bianco abbagliante.
Ma non sono stati abbandonati, non ancora: quel giorno
arriva Mark con la sua Honda, con Miracolo e un po' di rifornimenti.
I due ufficiali non si facevano vedere da tre giorni, ma
l'arrivo di Mark - per quanto sia di gran sollievo - non suscita
reazioni. Lui non saluta nessuno, e nessuno dell'equipaggio gli
concede pi di un'occhiata.
El Primero  sul ponte e dice in inglese: Ho portato del
cibo e un po' di roba e indica il molo. Scende nuovamente dalla
passerella, seguito da Roque Balboa e Cebo, per scaricare la roba
dalla macchina. Subito dopo tornano a bordo, Roque con una
grande borsa di carta, Cebo reggendo un grosso sacco di patate,
portano tutto nella mensa. Mark e il cane salgono sul ponte.
Dunque capitn e primero non hanno abbandonato la Urus.
E se i loro ufficiali non hanno rinunciato, questo significa che
c' ancora qualcosa... da aspettare. Quando avevano sentito
arrivare l'auto sul molo tutti i marinai semplici, a parte Esteban
- che sta ancora dormendo nella sua cabina -, avevano ripreso
immediatamente a lavorare, ad aprire barattoli di vernice, a
intingere pennelli, c'era sempre qualcosa da fare. L'arrivo del
Primero, pi che attivare semplicemente un'obbedienza innata,
aveva fornito il pretesto, e il contesto, per trasformare un tedio
completamente letargico in un tedio in qualche modo pi attivo.
Solo i meccanici e gli elettricisti continuavano a lavorare anche
quando non c'erano il capitn o il primero: quando era arrivato
Mark erano gi nel vano a due livelli della sala macchine, impegnati
ancora una volta a smontare pezzi, pulire, lubrificare, stringere,
rimontare, facendo infinite congetture su come quella roba
avesse potuto funzionare, ammesso che lo avesse mai fatto. La
gioia illusoria di studiare e tentare di riparare vecchi motori,
generatori e pompe, cos complicati, misteriosi e inerti, esige ed
impone un amore non corrisposto. La settimana prima el
Capitn aveva incaricato alcuni marinai semplici di saldare le
crepe nel serbatoio della zavorra, nel ponte inferiore, sotto la
stiva - un lavoro impegnativo e pericoloso, senza gli occhiali
protettivi, con degli stracci legati intorno al naso e alla bocca, e
la concentrazione richiesta aveva fatto passare la giornata in un
baleno. Ma non avevano potuto finire il lavoro, perch non era
venuto nessuno a mettere in funzione il compressore ed il generatore.
N vi provvede Mark oggi.
Dopo un ragionevole lasso di tempo, alcuni depongono
attrezzi e pennelli e vanno in mensa a dare un'occhiata ai rifornimenti
che Jos Mateo e Bernardo hanno gi spacchettato.
Patate, olio, fegatini di pollo, sei scatole di piselli, una borsa di
plastica piena di mele rosa lucide, sapone, cinque tubetti di
dentifricio, carta igienica. Ma el Primero s' scordato ancora
una volta di portare i rasoi.
Le scatole di sardine arrugginite, con le etichette di carta
sgretolate, che avevano trovato in giugno abbandonate in un angolo
remoto della stiva, erano state una salvezza ma anche una
maledizione. Ne restano ancora pi di trecento - le chiavette
sono inservibili a causa della ruggine, ma Jos Mateo e Bernardo
le aprono con l'apriscatole a forza di martellate - e gli ufficiali
sanno che se anche si dimenticano di portare nuovi rifornimenti,
l'equipaggio non morir di fame. Ma il riso comincia a
scarseggiare, ne avanzano cinque sacchi.
Pi tardi vedono Mark appoggiato al parapetto, che fuma
fissando le rovine, il porto, la rada. Che disdetta che non abbia
portato delle sigarette, non che lo abbiano mai fatto. Non sarebbe
meraviglioso fumarsi una sigaretta? Fumo caldo, rilassante,
che ti lava e pulisce i polmoni. El Primero rimane l a lungo.
Come se venisse giusto per farsi vedere, per dire: Non preoccupatevi,
io e il Capitn Elias siamo ancora qui, ci prendiamo cura
di voi agnellini. Sembra calmo e sognante, lass, come se la nave
avesse gi preso il largo e lui stesse gettando le sue cicche in
mezzo all'oceano, nel vento, con ampie parabole. Non sembra
essersi accorto che oggi Esteban scansa il lavoro. O forse se ne
frega. Comunque sar difficile che dica qualcosa al riguardo,
anche perch di solito tutto quel che dice : Ciao ragazzi! Qu
pasa! e oggi nemmeno quello. Il viejo dice che Esteban non si
sente bene, cos lasceranno il chavalo in pace. Tanto Panzn gli
segner una giornata di lavoro intera, pi gli straordinari.
Dopo il sollievo di quella visita del Primero, quanti malumori!
Rabbia, umiliazione, frustrazione, autocommiserazione.
Come un innamorato in pena crudelmente trascurato il cui
amore finalmente chiama. Possibile che alla fine il loro senso di
sicurezza dipenda dal fatto che uno di questi huevones venga
alla nave? Sollievo di sentirsi nuovamente al sicuro, poi rabbia
per questo inganno camuffato da sicurezza: solo perch ci che
temono maggiormente non  ancora accaduto. El Barbie dimentica
quello che stava facendo e cammina su e gi furiosamente,
con il pennello in mano, sgocciolando dappertutto: lui
che pi di ogni altro si  fidato del suo capitn, lo ha addirittura
amato, ha trattato ossequiosamente persino quel maricn d'un
primero, per rispetto del suo capitn. Lascia che lo chiamino El
Barbie, ma lui non dimentica chi  Omar Usareli, e neanche
loro dovrebbero, E Omar Usareli che si  degnato di accettare
l'onore della promozione a contramaestre, di onorare quell'onore
con la propria dignit, perch lasciatevelo dire, cabrones,
quando fate appello alla dignit e all'onore di Omar Usareli gli
chiedete di darvi il meglio di s, di ricambiare il rispetto con il
rispetto, e Omar Usareli non trova mica tanto spesso qualcuno
che meriti il suo rispetto tanto da fargli accettare un impegno
del genere, ma  quanto ha cercato di fare, e guarda, si prendono
gioco di lui! Ma io prendo quel pendejo d'un primero, lo
spoglio e lo pitturo, lo appendo a testa in gi e gli dipingo la
pija di rosso, poi vediamo se ha voglia di fare una partita a
Spezza il Biscotto, maricn jodido!
Cosa succeder se capitn e primero non torneranno pi alla
nave? Se rinunciano, se scappano, verranno almeno a dirglielo, a
prepararli a ci che succeder poi?  questa la domanda che di
notte si abbatte sui loro pensieri come un'improvvisa valanga di
fango. Quanti giorni dovranno passare senza che i loro ufficiali si
facciano vedere alla nave, prima che siano costretti ad ammettere
di essere stati abbandonati una volta per tutte? Come si accorgeranno
di essere stati abbandonati, e cosa faranno, dopo?
Navi ed equipaggi abbandonati, Jos Mateo dice che cpita,
pues. Un equipaggio abbandonato pu rimanere bloccato su
una nave in eterno, mentre si risolvono tutte le pendejadas legali,
finch non scoprono chi  il responsabile, chi deve pagare e
chi deve essere pagato, e quanto. A volte, dice, finisce che per
poter pagare tutti mettono all'asta la nave come rottame, fondono
una nave come questa per farci lamette da barba, lattine di
birra, frigoriferi...
Bernardo s'immagina gringos che si fanno la barba con le
sue lacrime, tirano fuori lattine gelate piene della sua bile da frigoriferi
scintillanti fatti con il suo odio. Un'immortalit perfetta.
Tre ore dopo il loro arrivo, senza essere scesi una sola volta dal
ponte, Mark e Miracolo se ne vanno senza neppure salutare.
Esteban esce sul ponte, scende in fretta dalla passerella e
torna su portando tra le braccia un grosso sacco di plastica, che
appoggia ai suoi piedi.
E quello cos'? Stanno tutti mangiando una mela mentre
si raccolgono intorno a Esteban e al sacco misterioso. Il freddo
crepitio dei denti che mordono le mele. Lui spiega che cos' ed a
cosa pensa che possa servire.
Dove l'hai preso?
In un magazzino. Alza le spalle. Gi di l. L'ho rubato,
pues.
El Barbie storce il viso in una smorfia di deliberata incredulit
e di invidia spontanea,  ammutolito dalla confusione. Gli
altri guardano Esteban con espressione preoccupata, assimilando
questo nuovo sorprendente sviluppo e il suo significato.
Sono sceso dalla nave di notte dice, incapace di trattenere
un tono leggermente compiaciuto e provocatorio. Questa  la
prima cosa utile che ho trovato.
Dunque, mentre loro dormivano o tentavano di dormire, il
cupo masticapollice, il nieto del vecchio, il reticente ragazzo soldato
aveva lasciato la nave, s'era aggirato nella zona del porto in
cerca di preda.
Tutto qua? Trucioli di legno? dice El Barbie.
Y vos qu? ribatte Esteban. E tu cosa hai portato?
Qualcuno gli ha allungato una mela, e lui l'addenta - il frutto 
farinoso, quasi secco, poco saporito, per  dolce, delizioso.
Quella sera nessuno va a lavarsi sul molo, nonostante il
sapone nuovo, fa troppo freddo; si godono la sensazione esplosiva
del dentifricio in bocca. Adesso la notte cala prima, cancella
in fretta il cielo azzurro e rosa, sereno, il sole mite che affonda,
le cime ingiallite degli alberi; i gabbiani vanno a dormire da
qualche parte ed i gatti - la famiglia di Desastres - scatenano il
solito frastuono caotico. Dopo avere raccolto la legna sollevano
la passerella, tre uomini dell'equipaggio grugniscono issandola
con corde e pulegge, a strattoni.
Sul ponte Esteban dispone i trucioli di legno come esca
sotto il mucchio di assi. I trucioli sprigionano piccole fiammelle
prismatiche, in un ribollire di coloranti chimici, bruciano rapidamente
con sbuffi effimeri, come meringhe, riducendosi in un
acre nulla che bruciacchia la legna a malapena. Meringhe fatte
di legno e sostanze chimiche. Allora a cosa serve questa merda?
Come esca  inutile.
Ma neanche El Barbie osa prendere in giro Esteban per
quel fallimento. Loro non hanno osato lasciare la nave, lui s.
All'improvviso il prestigio di Esteban supera persino quello di
Tomaso Tostado, che  solamente furbo, svelto e deciso.
Ni modo dice Esteban stringendosi nelle spalle. Stanotte
trover qualcos'altro.
Il bel Pinpoyo ed El Tinieblas chiedono se quella notte possono
andare con lui. Rifiuta. Da solo potr intrufolarsi e rubare
meglio, dice. El Tinieblas  un po' offeso, dopotutto il furto era
il suo mestiere, anche se non ha mai ottenuto risultati molto
brillanti. Si offrono di abbassargli la passerella, di fare la guardia
aspettando che torni. No. Non occorre. Non sa quanto
tempo ci metter.
Adesso si riempie le tasche con un taglierino, un coltello,
dei punteruoli, pinze. Dovrebbe portarsi l'orologio, nel caso
non tornasse indietro? E se glielo rubano? Ancora non si rende
conto che quando, tra qualche notte, si avventurer nella zona
residenziale e commerciale, le poche persone in giro a quell'ora
lo guarderanno minacciose, faranno fnta di non vederlo, lo fisseranno
con occhiate di tremenda commiserazione o disgusto
ma a nessuno passer mai per la testa di derubarlo, cos sudicio,
vestito di stracci.
...
.
...
2.
...
.
...
Di notte le strade pi remote del porto sono quasi tutte per lui.
Difficilmente vede persone in giro e, quando cpita, filano via
come ombre. Rispetto a dov' ormeggiata la Urus l'area portuale
si stende per miglia e miglia in entrambe le direzioni, rovine e
campi d'erbacce inframmezzati a zone ancora in attivit, magazzini
e quartieri industriali, un isolato dopo l'altro. Camminare,
ve? con uno scopo. Con i suoi jeans sbrindellati, macchiati di
vernice, di grasso, di ruggine, con tre magliette una sull'altra per
tenersi al caldo, gli anfibi allacciati con il filo elettrico arancione.
Oltrepassa magazzini cintati e parcheggi di camion protetti da
staccionate sormontate da filo spinato; un terminal ancora in
funzione, recintato in alcuni punti; strade asfaltate bloccate da
sbarre abbassate o cancelli chiusi a chiave e garitte e la rada che
luccica sullo sfondo. Ogni tanto sbircia una nave ormeggiata, con
le luci accese sulla sovrastruttura, il ronzio basso del motore ausiliario,
nidi di vita fatti di ferro nascosti nel labirinto vasto e intricato
della zona del porto. Sente sirene che urlano lontano, sente
colpi d'arma da fuoco, un rapido crepitio di spari, ormai non fa
pi attenzione a questo genere di suoni. La sirena di una nave
che ulula al largo, nella rada. Sente in lontananza il canto irritato
di un gallo, e se ne stupisce; non  sicuro, ma s, eccolo di nuovo,
viene da oltre quei tunnel di cemento e mattoni. Devono essere
pi o meno le tre di mattina. Distingue la sagoma di un gatto che
scivola nel buio rasente a un muro e l'insegue per vedere se 
Desastres; non  lei. C' poco traffico. Passano soprattutto grossi
camion con i motori rombanti, come fossero impegnati in un'importante
missione di guerra, in pericolose manovre notturne
troppo rumorose perch si possa tenerle segrete.
Poi alza gli occhi e vede un posto ancora aperto, in fondo a
uno spiazzo, sagome argentee di donne nude, scintillanti apparizioni
angeliche incastonate nella facciata di stucco rosa, la
musica che pulsa all'interno come un cuore terrorizzato, macchine
lustre da macho danarosi, jeep, pick-up, moto. La porta
rossa si spalanca e un gigante che, nonostante il freddo, indossa
unicamente un panciotto di cuoio nero sopra una maglietta con
le maniche corte, attraversa lo spiazzo con passi pesanti, regolari.
 ancora pi grosso e se possibile pi peloso di El Pelos, con
una barbetta rossa corta e avambracci possenti, irsuti come
zampe di orso. Sta fumando una sigaretta. Si dirige verso la
Cherokee parcheggiata davanti a Esteban e tira fuori le chiavi.
Tutto a un tratto Esteban decide di chiedergli una sigaretta, por
qu no?
Ehm... Cigarro? Please, meester? Puta, odia il suono
pigolante della voce da straniero che gli  uscita di bocca...
Il chiarore rosato delle lampade ai vapori di sodio nel parcheggio
disegna un'aureola luminosa intorno ai capelli incolti
dell'uomo, che lo guarda torvo; gli occhi azzurri da ubriaco hanno
la fredda lucentezza di una medusa.
Fuck you dice, con gli occhi dilatati, come se avesse preso
paura.
Esteban si allontana.
Ehi! lo chiama l'uomo. Ehi tu, dai, vieni!
Esteban si volta e lo guarda. L'uomo gli sta porgendo il pacchetto.
Poi estrae una sigaretta, come una minuscola spada, e
gliela porge dicendo qualcosa in inglese.
Esteban sente nel petto una vibrazione nervosa di paura.
Gli gira le spalle e di nuovo si allontana. L'uomo dice qualcosa,
un altro fuck you, questa volta in tono quasi lamentoso; Esteban
sente la portiera che si chiude, il motore che s'accende. Poi la
jeep lo affianca sulla strada e l'uomo, con una sigaretta accesa e
la mano sul volante, lo osserva incuriosito e accigliato, e butta
dal finestrino il pacchetto di sigarette, che atterra ai piedi di
Esteban.
Non dici gra-zie? chiede.
Esteban annuisce. Graa-zzie dice piano.
Tu vaga-bondo? qualcosa del genere, gli chiede.
Poi lo fissa un altro po', scuote le spalle e se ne va. Vos, uno
del Nicaragua non accetta l'elemosina dagli yanquis che gli
dicono fuck you. Pues, non io. Ma ora le sigarette sono l per
terra, quelle col cammello sul pacchetto. Lo raccoglie, il pacchetto
 caldo tra le sue mani gelate. Ci sono dei fiammiferi infilati
nel cellophane - ne sono rimasti solo quattro. Tira fuori una
sigaretta,  col filtro. La fiuta, se la rigira sotto il naso, l'accende
tra le mani a coppa. La prima boccata lo fa tossire. S'infila il
pacchetto nella tasca di dietro e riprende a camminare, aspirando
piano. Tutto  di nuovo tranquillo. Pensa, io non esisto pi.
Puta, sono svanito. Dove sar tra un anno? Tra dieci anni?
Chiss, forse tra due anni sar in Italia. Trover lavoro su un'altra
nave, sbarcher e rimarr in Italia. Bernardo dice che l'Italia
 estupendo. Una volta ha conosciuto una donna l, cameriera
in una locanda del porto, che l'aveva portato a vedere quella
torre che pende, erano andati in treno e lungo la strada s'erano
bevuti una bottiglia di vino. Quando sta a sentire Bernardo, ha
l'impressione che ai suoi tempi il mondo fosse pi accogliente.
Da queste parti non potrebbe mai capitare una cosa del genere.
Un momento tutto sembra possibile, e quello dopo niente.
Cerca di immaginarsi a casa, a Corinto. Ad ascoltare la pioggia
che batte sul tetto di lamiera ondulata, che gocciola e gorgoglia
sul fango di fuori, sdraiato sul letto a non far niente, a
dimenticare la guerra e Marta, o a ricordare, quello che cpita,
la memoria fa quel cazzo che vuole. Per armadio, borse di plastica
inchiodate alle pareti d'assi, i suoi averi ammassati all'interno.
Sua mamma e To Nelson siedono per ore davanti alla
stufa arrugginita sul piccolo patio di cemento nel retro, la pioggia
trabocca dalle grondaie sfondate della copertura di zinco
che fa da tetto, e in parte scorre rumorosamente lungo il tubo
d'alluminio finendo nel barile dell'acqua. Il fetore del cesso
esterno, il marciume della spiaggia con la bassa marea. To
Nelson che intreccia una rete con le sue mani di pastafrolla. To
Nelson lavorava come spedizioniere, ma adesso che pochissime
navi fanno scalo a Corinto, sono quasi tutti disoccupati. E le
putas languiscono in un malumore perenne, aspettando che
arrivino quei russi taccagni sulle navi da Vladivostok, oppure
quelli distaccati al grande ospedale da campo di Chinandega.
Mamma si fa vento con un ventaglio di foglie intrecciate, ravviva
i tizzoni morenti nella stufa, cerca di interessare il suo pigro
fratello agli ultimi roventi pettegolezzi delle donne del mercato,
il volto cascante e paziente da vecchia saggia cinese colpita da
amnesia. Esteban non ha la pi pallida idea di chi possa essere
suo padre, n pu immaginarselo. Claro, non  insolito a Corinto,
ma lui non ha nulla di caratteristico: gli occhi verdi di un
marinero danese, i capelli giallicci di un australiano, lo sguardo
seducente ed i lineamenti da falco di un egiziano. Ai suoi tos
piace scherzare, dicono che la prossima generazione sar caratterizzata
dai peli del naso traboccanti e dai piedi con sei dita del
prete basco, e dal triplo mento dei pallidi russi.
Camminando di notte per le strade del porto, Esteban passa
spesso davanti a viottoli chiusi o a spiazzi recintati, e dietro cancelli
sprangati ogni tanto vede una banchina di carico illuminata
e un camion parcheggiato, uomini indaffarati che spingono carrelli,
che entrano ed escono dal cono di luce, altri che guidano
carrelli elevatori. Ci sono cartelli che intimano di non oltrepassare
i confini di propriet, o di stare attenti ai cani, in inglese ed
in spagnolo. Qualche volta - come in questo momento - i cani
si scagliano contro la recinzione mentre lui passa, e restano con
le zampe appoggiate al reticolato come prigionieri disperati,
abbaiando. Ce ne sono cinque, corrono verso la recinzione,
ringhiando.
Resta di sasso vedendone uno che s'infila in uno squarcio
della rete a circa mezzo metro dal suolo, seguito dagli altri quattro
- come un incubo che improvvisamente diviene realt, come
lupi che si tuffano dallo schermo di un cinema tra gli spettatori.
I cani sgusciano dalla rete di cinta come un serpente a cinque
teste, e lo caricano latrando e ringhiando, lo incalzano sul marciapiede,
lo spingono contro il muro di un edificio dall'altra
parte della strada, mostrano i denti, si acquattano, saltano, morsicano
a vuoto con rumore di mascelle che si serrano di scatto,
mettono in mostra le zanne come El Barbie. Rimane l sconvolto,
impotente di fronte a quella baraonda. Perch, ovunque al
mondo, devono esserci cani impazziti? Deve fare qualcosa, deve
tentare, subito - cos si volta e si allontana, il corpo contratto
che aspetta il primo morso, mentre la cagnara aumenta, si fa pi
febbrile. Ma il morso non arriva. Continua a camminare col batticuore
ed il sangue raggelato finch i cani, sempre latrando,
anche se con minor zelo, cominciano a indietreggiare descrivendo
piccoli cerchi minacciosi, come se volessero caricare nuovamente;
uno si ferma e solleva una zampa per urinare contro un
lampione prima di andarsene, lanciando gli ultimi latrati. A differenza
di tutti gli altri animali domestici o anche di quelli selvatici,
comprese le scimmie inferocite - bueno, e i serpenti velenosi
per altri versi -, solo i cani sembrano odiare come certi esseri
umani: hanno occhi che mandano lampi, ghignano, strillano, si
comportano vigliaccamente, stupidamente, minacciosamente, e
a volte, come Ana, mortalmente. Cani e umani. Cobardes, hijos
de puta. Il modo in cui Ana si era scagliata sul contra ferito e gli
aveva squarciato la gola, e aveva portato l'intero plotone dritto
in un'imboscata. Quel pelato del Capitn Elias con la faccia triste
da cagna rognosa, e Mark e Miracolo, i suoi due cuccioli.
Allora, se le scimmie sono le pi simili all'uomo, come mai non
s' mai vista una scimmia pisciare contro un tronco d'albero?
Svolta in un viottolo che, dopo una serie di edifici con i
vetri infranti, porta ad un altro pontile crollato da tempo, che
non ha bisogno di essere recintato. Scende sulla riva coperta di
pietrisco e poi torna sui suoi passi lungo la sponda dove l'acqua
si infrange, verso quella banchina illuminata. Si inerpica su un
cumulo geometrico di lastroni di cemento spezzati e gigantesche
schegge di molo, alla sua destra si spalanca la notte della
rada come una voragine ventosa e scintillante pronta ad inghiottirlo.
Poi sale su una sporgenza di cemento sopra il frangiflutti -,
dietro un magazzino, e avanza ancora, fino a raggiungere un
reticolato, alto e apparentemente recente, che gli sbarra la strada
estendendosi per un bel pezzo anche in acqua, tra le onde
che s'infrangono con violenza contro il frangiflutti,  l proprio
per evitare scorrerie di quel tipo. Ma riesce ad aggirarlo facilmente,
aggrappato con le dita doloranti e facendo leva sulla
punta degli anfibi, prima lungo un lato, fin sopra l'acqua spumeggiante,
e poi indietro dall'altra parte; pi avanti oltrepassa
un'altra recinzione identica. Poi uno stretto sentiero coperto di
erbacce dietro l'edificio successivo. Infine sguscia sotto un reticolato
arrugginito e cedevole e si acquatta dietro l'angolo del
magazzino, nell'oscurit, vicino all'accesso dei camion, guarda
verso la luce i cartoni impilati sulla banchina di carico una ventina
di metri pi avanti; ci sono due uomini che spingono carrelli
carichi di cartoni dal magazzino al rimorchio, avanti e
indietro. Niente cani, finora. Al vecchio piace dire che non si
perde solo quando si gioca d'azzardo, ma viejo, quando giochi
d'azzardo? Cronometra i movimenti degli operai che entrano
ed escono dalla zona illuminata, si accosta lentamente al muro.
Deve solo avvicinarsi, afferrare un cartone, via, svanire di nuovo
nella notte, ni verga, dirigersi lungo la riva dalla parte opposta
per evitare la chochada di quei reticolati...
El Tinieblas, Canario, Caratumba, Tomaso Tostado e persino
El Barbie erano comunque rimasti alzati ad aspettarlo. Come
se fossero troppo eccitati per dormire, mentre lui magari tornava
indietro con qualcosa, qualcosa di buono da mangiare.
Vedono sbucare Esteban dietro il silos, nell'oscurit, il corpo
piegato sotto il peso di una grossa scatola di cartone che tiene
sulle spalle. E attraversano la passerella tutti insieme, scendono
scalpitando e sgroppando come bestiame da uno scivolo, e si
precipitano intorno a lui - Esteban, gi al molo, apre la scatola
con un coltello.
Quando vede cosa c' dentro, Esteban si ricorda di questo:
un periodo di carestia, niente cibo, ma To Beny  andato a
pesca di squali, remando fino al largo sulla sua lancia di legno,
perch  impossibile trovare anche quel po' di benzina necessaria
al piccolo motore della barca. La mattina dopo la seconda
notte trascorsa in mare lo localizzano all'orizzonte, rema nel
chiarore del sole, fermandosi per buttare fuori l'acqua. Alla fine
riescono a distinguere quella che pare la sagoma di uno squalo
legato al fianco della lancia dondolante. Sembra che To Beny ci
metta un'eternit a raggiungere la spiaggia, a trascinare lo squalo
- un pesce sega che avrebbe fornito carne ed ossa per el caldo
sufficienti a nutrire un battaglione - sulla sabbia nera e bollente.
Ha le mani gonfie e piene di vesciche per il gran remare, il
naso cos bruciato dal sole che sembra una barbabietola
ammuffita. Tutti si accalcano intorno a lui. To Beny chiede un
coltello. Qualcuno glielo allunga e lui lo ficca sotto la pinna, poi
lo estrae e fiuta la lama scura di sangue. Podrido dice To
Beny, e lascia cadere il coltello sulla sabbia, si volta e con passo
stanco se ne va dalla spiaggia, dicendo solo quella parola, marcio,
lasciando lo squalo immangiabile l dov'.
Il cartone  pieno di lunghe scatole rettangolari, avvolte nel
cellophane, leggerissime, a disegni colorati, con una parola
stampata in rilievo: PARCHEEZI. Ne scuote una con entrambe le
mani,  quasi vuota, qualche pezzo balla all'interno. Niente di
commestibile. Una specie di gioco da tavola. Lascia cadere la
scatola sul molo e sale sulla passerella mentre gli altri iniziano a
frugare. A met strada Esteban si ferma e urla Oye, e loro lo
guardano; stanno intorno al cartone, tutti con una scatola di
Parcheezi in mano. Tira fuori le sigarette dalla tasca posteriore
- tanto ormai ha gi usato i suoi quattro fiammiferi - e le lancia
di sotto; subito se ne pente, avrebbe dovuto tenerne qualcuna
per Bernardo. Urla: Spartitele con gli altri. E che nessuno mi
svegli, domattina. Poi si volta e sale sul ponte.
La notte successiva Esteban non commette lo stesso errore:
vede nuvole di vapore bianco che si gonfiano nella luce di una
banchina di carico, e pensa:  roba surgelata. Il vapore bianco
fuoriesce dal retro del camion parcheggiato sulla banchina,
fuori dal magazzino, e gli operai sono infagottati come cacciatori
di foche russi. In effetti, potrebbero essere russi. I brandelli
di conversazione che riesce a cogliere mentre striscia verso di
loro non sono in inglese, sembra russo. Uno degli operai assomiglia
al papa, anche se molto pi giovane, ha un cappello di
pelliccia, occhi azzurro chiaro come quelli di una ragazzina...
Torna alla nave con una confezione di gamberi surgelati che
gli brucia le braccia. Sul coperchio, la scritta Producto de Honduras.
La prima luce dell'alba si diffonde nell'oscurit e la dissolve
lentamente. Sui tetti lunghe file di serbatoi d'acqua si stagliano
come tetre torri di guardia nel cielo che impallidisce.
Trova la passerella abbassata, sale sul ponte e vede che nessuno 
rimasto ad aspettarlo. Porta il pacco di gamberi nella sua cabina
e lo appoggia ai piedi del materasso di Bernardo senza disturbare
il suo sonno a occhi spalancati, poi s'infila nel letto e rimane
sdraiato a strofinarsi le braccia intirizzite, fredde, infradiciate,
un'eccitazione bruciante gli scalda l'inguine, lo sfinimento gli
scalda tutto il resto. Si addormenta pensando a putas in abiti di
seta trasparente che tengono in mano scarpe dai tacchi alti, tornano
a casa all'alba con i piedi nudi nel fango tiepido, ancheggiando,
a capo chino; anche loro dormono di giorno, si nascondono
al giorno, producono e conservano il miele amaro che
durante la notte vendono a uomini che sfuggono il giorno.
Esteban dorme di giorno, e nessuno lo disturba, neanche
quando arrivano alla nave Capitn Elias e Mark, ognuno con la
sua macchina. Pi tardi gli uomini dell'equipaggio sentono
capitn e primero discutere animatamente sul ponte, anche se
nessuno riesce a capire cosa dicono.
La sera stessa Jos Mateo prepara i gamberi. Guarda, il coperchio
della scatola dice Producto de Honduras:  un piatto tipico
dei catrachos. Claro, molti lungo la costa lavorano su quelle navi
che restano in mezzo all'oceano per mesi, pescano i gamberi con
le reti a strascico e li surgelano nelle stive. Altri, come Cebo, s'immergono
senza respiratore a pescare le aragoste - molti di loro,
per embolia, finiscono paralizzati, rincretiniti, a volte annegati - e
anche le aragoste finiscono nelle grandi navi frigorifero. Ma quanti
di loro riescono a mangiarne, fratello? Bueno, te lo puoi scordare
un banchetto come questo, anche nelle occasioni speciali!
Dividendo i gamberi tra tutti i membri dell'equipaggio, ne spettano
trentatr o trentaquattro a testa. Este Esteban, que cabrn!
Tomaso Tostado scatena una pioggia di fischi in onore di Esteban,
e lui se ne sta seduto annuendo, si sente pieno di calore gioioso, e
pensa: s, questa  una notte speciale!
Rischiano sul pi bello di restare affamati, quando si esaurisce
il gas per il fornello. Allestiscono in gran fretta un fal sul
ponte, e l'acqua riprende a bollire.
Quella profusione di gamberi ricorda a Caratumba l'ultima
volta che si  ingozzato in modo simile, non di gamberi ma di
pesce di fiume, soprattutto pesce persico. La guerrilla aveva
attaccato il campo di sondaggio petrolifero in cui lavorava, a El
Petn, sul Rio Usamacinta...
 una storia lunga dice agitando con noncuranza tra le
dita una coda di gambero ma el ejerc... e fa una pausa per
succhiarla, se l'infila nella bocca stretta come una fessura, con le
labbra sottili e diritte, raggrinzite, come se stesse impastando la
coda del gambero con gli incisivi. Ejerc  il suo modo di dire
esercito. Senza pi masticare, Caratumba siede sul bordo del
boccaporto con le mani sulle ginocchia, ignorando il piatto
colmo di gamberi rosa che tiene in grembo, l'espressione pietrificata.
Un ciuffo di capelli ispidi, neri e dritti, gli ciondola sulla
fronte come un'ala di corvo sbrindellata, nascondendo in parte
gli occhi penetranti, profondamente infossati nelle orbite
straordinariamente cave.
Y los soldados, qu? chiede Pinpoyo.
Non ce li voleva nessuno l dice Caratumba storcendo la
bocca, come se gli avessero chiesto la sua opinione sull'esercito
e non di proseguire la sua storia.
S pues, 'mano. Ma cosa c'entrano con la tua abbuffata di
pesce?
Erano venuti a proteggere il campo da un'altra incursione,
perch temevano che la guerrilla avrebbe rubato il resto della
nostra dinamite, per usarlo contro di loro. Caratumba si stringe
nelle spalle. Met dei lavoratori al campo passavano informazioni
alla guerrilla, l'altra met all'ejerci. C'era anche chi le passava
a tutt'e due. I gringos lo sospettavano, ma cosa potevano
farci? La guerrilla, in realt, aveva attaccato il campo per distruggere
l'elicottero, in modo da poter estorcere soldi alla compagnia
petrolifera in cambio della promessa di non attaccarli
pi. Ma i gringos erano molto preoccupati perch anche se la
guerrilla aveva promesso di non attaccare pi il campo petrolifero,
non aveva promesso di non attaccare i soldati che ora lo
difendevano.
Comunque, una sera, due di questi soldaditos entrano bel
deposito della dinamite, vos dice Caratumba. Rubano tre
candelotti, i cabrnes volevano usarla per pescare, vos. E vanno
poco lontano dal campo, lungo la riva del fiume. Accendono la
miccia. Hijos de puta, lanciano la dinamite a monte anzich a
valle.
Caratumba sorride, le labbra si schiudono appena, mettendo
in mostra i denti storti. Si porta un altro gambero alla bocca.
Esteban ridacchia sommessamente, altri sorridono, come se
non fossero sicuri...
E allora? chiede Pinpoyo. Hombre, no jodas!
Bueno, funzion dice Caratumba, a bocca piena. Pesci
dappertutto. Sembrava che fosse piovuto pesce.
Ed Esteban ridendo: Y esos hijos de puta....
Non era un problema nostro, furono i soldati a raccogliere
i loro pezzettini. E noi raccogliemmo il pesce. Perch sprecare
tutto quel pesce?
Ahhh! esclama El Faro.
E non sono scappati via vedendo che la dinamite scendeva
verso di loro? chiede Bernardo, inorridito. Pobres.
Non avrebbe fatto alcuna differenza, la corrente era rapida
dice Caratumba e loro erano l, sulla riva del fiume. Gli
deve essere esplosa proprio davanti. Erano ignoranti; hanno
lanciato tre candelotti quando uno bastava e avanzava. Pum,
pum, pum. Tre esplosioni, hanno fatto tremare il terreno. Tutti
hanno pensato che fosse la guerrilla che attaccava. I gringos
correvano da ogni parte strillando a terra! a terra!, acquattandosi
dietro le baracche. Era dinamite molto potente, quella.
Trivellano questi buchi profondi, ci buttano dentro la dinamite
e la fanno saltare, registrano le risonanze ed i geologi gringos studiano
i risultati sui loro computer, per vedere gli strati di roccia
che ci sono l sotto. Una volta hanno scoperto una piramide
Maya molto antica, sepolta in profondit, era l, perfettamente
visibile sullo schermo del computer. L'ho vista, qu maravilla,
no? Insomma, figuratevi, vos. Pesce dappertutto, sulle sponde,
nel fiume, galleggiava a pancia in su. Quegli hijos de puta dell'ejerci,
perdneme Dios, ma vorrei che fossero finiti tutti in
fondo al fiume come quei due buffoni.
Comunista dice El Barbie, sghignazzando.
Mica solo per questo dice Caratumba freddamente, e si
mangia un altro gambero. No tanto, vos.
Vos, Piri dice El Barbie pi tardi. Perch non trovi della
carne la prossima volta? Delle belle bisteccone grasse.
E Tomaso Tostado dice: E quei chunches, quei Parcheezi.
Non credi che potremmo venderli?
Il bottino della notte successiva  un cartone pieno zeppo di
mutande da uomo avvolte in confezioni di plastica, tre paia per
confezione. Tutte per taglia extra-large. Non vanno bene a
nessuno, neanche a Panzn. Comunque se le mettono.
Scherzano, dicono che sembra di avere una tovaglia sotto i calzoni.
Ma almeno sono pulite! E la notte dopo, carajo, Esteban
torna con un cartone di occhialini da nuoto. Perch  cos difficile
trovare del cibo?
Ogni notte attraversa quartieri di cui non conosce il nome,
anche se quella settimana le sue esplorazioni lo spingono da
Sunset Park e Owl Point, su fino a Red Hook e al capo estremo
del porto, a Cobble Hill. Per ormai conosce i nomi delle strade
quel tanto che basta per orientarsi: Columbia, Halleck,
Coffee, Lorraine, Pilgrim, Bush, Second Avenue, Third Avenue.
L'autostrada sopraelevata e il viale sottostante circondano
un'ampia zona del porto, e sono una specie di frontiera: dall'altra
parte le vie numerate salgono verso le alture di Brooklyn.
Los proyectos non gli fanno pi paura. Nei suoi andirivieni
di quella settimana li aggira da ogni lato, anche se non ci si inoltra
mai. Sembrano pi tranquilli e bui rispetto alla notte in cui
l'equipaggio aveva tentato di attraversarli; folate di vento riempiono
gli spazi tra gli edifici con uno scintillio di foglie gialle.
Taglia dal parco, dai campi da ftbol e da baseball rinsecchiti.
Alcuni uomini, ancora pi malandati di lui, dormono sulle panchine,
sotto coperte a brandelli e scatole di cartone appiattite, e
il respiro forma nuvole di vapore sopra i loro volti, quando lo
chiamano con voce stridula e soffocata.
A volte supera una tiendita aperta tutta la notte, protetta da
vetri scuri e unti, i rari clienti fanno i loro affari lungo il marciapiede,
pagano e ritirano la loro roba attraverso una piccola finestra
scorrevole. A volte le scritte della tienda sono in spagnolo -
cosa significa Quisqueya? C' un gruppo di persone davanti a
una tienda illuminata in fondo a una strada buia, sente il loro
baccano insistente, osserva la gente che va avanti e indietro per
la strada come disorientata da una grande calamit, si dirige
cautamente verso di loro, quasi aspettandosi di vedere qualcuno
appena assassinato sul marciapiede, la folla agitata ed eccitata
dal delitto che aspetta la polizia. Ma quando si avvicina capisce
che non  successo niente, la folla semplicemente se ne sta l
davanti a gesticolare, strillare e discutere, anche se mancano
ancora un paio d'ore all'alba. Adesso c' un uomo con i capelli
grigi, sporco, che barcolla verso di lui con le mani tese supplicando:
Papi! Papi! Un peso para algo a comer, Papi, por
favor! Per comprarmi qualcosa da mangiare... ed Esteban
dice che non ha un soldo e continua a camminare come se avesse
una meta precisa, gira l'angolo... All'orizzonte, dietro l'autostrada,
c' un altro ponte, e a volte si vedono dei treni che guizzano
come luce liquida in un tubo trasparente.
I moli di carico dei camion sono pi vulnerabili quando
hanno una via d'accesso dal porto. Batte le strade in lungo e in
largo, cercando i punti deboli. Usando la pinza Esteban libera
due scatole da un bancale sul molo di carico, senza sapere cosa
contengono. Ma pensa che si tratti di cibo. Ci sono cartoni impilati
con la scritta pomodori, ma sono troppo vicini al retro
del camion per tentare di rubarli. Sta gi scivolando nel buio
quando sente il primo urlo di un uomo appena sbucato dal
rimorchio, l'uomo grida: Ehi! Ehi, tu! Che cazzo... ed
Esteban si lancia verso le distese alberate dietro lo spiazzo del
magazzino. Sente voci che incitano da qualche parte dietro di
lui, corre, segue un piccolo sentiero tortuoso, su e gi da salite
scivolose di fanghiglia, in mezzo agli alberi neri come la pece ed
ai rami che lo sferzano, supera cumuli di rifiuti, telai di auto
distrutte, sente le ridicole mutande che scivolano gi dalle nalgas
e dalle cosce, si raccolgono flosce nell'inforcatura tra le
gambe. Segue il sentiero fino alla riva del mare, e rimane l
ascoltando le voci, ma la risacca crepitante copre ogni rumore.
Mi staranno inseguendo? Saranno armati? Aspetta e ascolta,
accucciato tra i cespugli con le due scatole in grembo, scrutando
la boscaglia buia... Alla fine si alza in piedi e si guarda
intorno. Dalla riva una sottile striscia di rifiuti, sassi, pietrisco e
alghe si allunga nell'acqua. Cosa c' nel cartone? Strappa il
coperchio, scopre che  pieno di piccole scatole quadrate,
coperte di cellophane assicurato con degli elastici. Ne apre uno,
prende una manciata di piccole bacche tonde e sorprendentemente
pesanti, le assaggia. Mmmm, rico. Saporite, sugose, dolci.
Studia il coperchio, la parola chiave sembra essere BLUEBERRIES.
Saber. Si succhia via le pellicine rimaste attaccate ai denti. Posa
a terra il cartone e prende la scatoletta gi aperta. Tenendola in
mano si fa strada lungo la penisola cosparsa di detriti, tra erbacce
alte come frumento, cespugli, pezzi di pilastri di cemento,
saltando e scavalcando massi fino a raggiungere l'estremit. Qui
i lunghi marosi spumeggianti si accavallano intorno a lui come
nell'oceano vero.  in piedi su un lastrone di cemento inclinato
che infrange la risacca, l'acqua spruzza in alto e lo schizza, il
vento lo sferza. Mangia un'altra manciata di mirtilli, sente il
sapore salato dell'oceano che si mischia al succo delle bacche.
Chocho, buoni davvero. Da qui la rada sembra pi grande. La
notte un'immensa distesa oscura ventosa e umida, vuota al centro,
avvolta da lustrini di luce variopinti. I pilastri illuminati dell'immenso
ponte. Una volta mangiati tutti i mirtilli scaglia la scatola
nel vento e torna indietro. Si sente leggermente nauseato. Il
giorno dopo molti dell'equipaggio avranno la diarrea per essersi
ingozzati di mirtilli.
La notte dopo, sotto il cavalcavia dell'autostrada, sente improvvisamente
un gran strepito di anatre, un fetore putrido. Si volta
e vede un camion che imbocca lentamente lo svincolo, diretto
verso le strade buie del porto: sul lungo pianale, stipate ordinatamente,
centinaia di gabbie quadrate di filo di ferro piene di
anatre schiamazzanti, bianche, con il becco giallo. Salta sul pianale
proprio mentre il camion stridendo esce dalla curva. Resta
calmo nonostante un'anatra gli becchi le dita mentre si aggrappa
ad una gabbia, frugandosi in tasca per cercare la pinza, quasi
soffocando per la puzza di merda d'anatra. Taglia in fretta il filo
di ferro, afferra un'anatra, la tiene stretta al petto mentre quella
si dibatte, starnazza, gli morsica la testa e un orecchio, cerca di
acciuffarne un'altra, la prende per il collo e la strappa fuori
dalla gabbia mentre salta gi dal camion - cade male, i piedi e
le gambe gli cedono, sbatte la coscia, le costole, un gomito, sempre
tenendo strette le anatre in un tumulto di ali frenetiche, di
starnazzi, di beccate, mentre il camion scompare rumorosamente
nell'oscurit. Con le mani spezza il collo a un'anatra, mentre
l'altra si allontana sculettando, sbattendo le ali inutili, lascia
cadere l'anatra morta e si mette a inseguire l'altra, cerca di romperle
il collo sul ginocchio piegato, ma quella  ancora viva, solleva
di nuovo il ginocchio, le sbatte gi il collo con tutt'e due le
mani, lo sente spezzarsi come un fuscello, l'anatra si affloscia
istantaneamente, come un sacco pesante tra le sue mani. Resta
l, ansimante. Le dita gli sanguinano, da un morso all'orecchio
scorre sangue tiepido lungo il collo, si  sbucciato un gomito, la
coscia dolorante.
Due morenos sembrano essersi materializzati dalle tenebre,
d'un tratto sono in mezzo alla strada, indossano lunghi cappotti
e berretti di lana, ridono e gli urlano qualcosa in inglese, eccitati.
Lui rimane fermo a studiarli, strofinandosi l'orecchio con la manica
della maglietta, pulendosi le dita sanguinanti sui calzoni.
Decide che hanno l'aria di essere ubriachi contenti, innocui.
Portandosi un'anatra, torna indietro lungo la strada, cercando la
pinza che gli  caduta, la ritrova e se la mette in tasca, e torna per
prendere l'altra anatra. Adesso i due morenos le sono proprio
vicini. Stesa a pancia in su, soffice e bianca, il collo torto e la
testa da un lato, le grosse zampe gommose rovesciate, come i
piedi di un mendicante gonfi per l'elefantiasi. I due uomini ridono,
scherzano rumorosamente, Lui li fissa negli occhi giallastri
brilli, sente puzza di liquore. Hanno profondi solchi sulla faccia,
la pelle piena di cicatrici e bitorzoli, uno ha una barbetta disordinata,
l'altro labbra grosse, gli mancano dei denti. Yo dicono
yo, qualche fuck, qualche duck, un sacco di parole che non
capisce. Diventa una lezioncina d'inglese. Duck. Duck. Yo, 
un'anatra, amico... Voci rauche, quando ridono sembra che un
jet decolli dalle gole catarrose. L'anatra  fottuta.
Esteban ripete: Duck... Aja. S. En espaol, pato. Tocca
col piede l'anatra sul selciato. Duck. Gracias.
A te, amico, grass-yas... e altre parole che non capisce, ma
ora sembra che stiano raccontandosi divertiti l'impresa del furto
d'anatre, uno agita le braccia e le mani come se stesse affogando
e strepita: Qua! Qua!.... Quello senza denti prende delicatamente
tra le dita la sua maglietta striata di sangue, gli chiede
qualcosa con aria grave, deve essere qualcosa sul modo in cui 
vestito. Dice: Ragmffn,* * Cio ragamuffin, straccione. {N.d.T.} qualcosa
del genere, e incrocia le braccia, mima brividi di freddo, scuote la testa
per far tremare le labbra e le guance, geme. Esteban si stringe nelle spalle
desolato e sorride. E l'altro, quello con la barba e una faccia lunga e
opaca come la cenere, chiede: Sei un ricano?.
Qu?
Sei portoricano?
Ah, no. Nicaraguense.
Messicano?
Nicaragua.
S? Sandiiinistiii, giusto? Allarme! Allarme! Arrivano i sandinisti.
Il presidente dice che i sandinisti ci stanno arrivando
addosso dal Texas! Buuum! Ci uccideranno tutti!
Questo pi o meno  quello che capisce Esteban - ridono.
Sandinista, s pues, annuisce. Si tocca il petto. Soy sandinista.
Comunque lo  stato. Anche questo li fa ridere. Allungano le
mani, coi palmi raggrinziti all'ins, gli fanno capire che deve
colpire le loro mani con le sue.
... duck? Dai, amico, jes one. Gli stanno chiedendo una
delle anatre?  sicuro che anche loro sono affamati, ma le anatre
sono per l'equipaggio. Prende l'altra anatra.  giusto che se
le tenga tutt'e due.
Bueno. Adis. Gracias. Puta, qu locura, cos'altro dovrebbe
dire? Solleva un'anatra in un gesto di saluto. Duck
dice deciso, e quelli ridono ancora, dandogli manate. S'infila le
anatre sottobraccio, una per parte, saluta di nuovo, si gira e se
ne va, sogghignando. Le anatre sono grasse e pesanti, non pelle
ed ossa come polli. Alcuni isolati dopo sta ancora ridacchiando
tra s.
Si siede nel terminal con le anatre accanto, sulla sabbia, la
coscia gli fa male, il gomito sbucciato brucia. Si abbraccia per
proteggersi dal freddo umido. Dall'alto viene uno sbattere d'ali,
un tubare soffocato. Passa un dito lungo il collo spezzato di
un'anatra, tasta la frattura mortale, sfiora il cranio rigido, il
becco freddo, tocca un occhio, ha la consistenza molliccia di un
guscio di lumaca, fa scivolare la mano su un'ala e preme la
carne elastica sotto le piume. Ricorda la volta che teneva tra le
mani una gazza ammalata, vicino al Ro Coco, aveva piume
bianche come queste, com'era leggero quell'uccello, sembrava
cavo e senza peso come un cappello piumato, il cuore batteva
convulsamente dentro la fragile gabbia d'ossa. Marta stanotte
vuole parlare della propria morte, ma lui non ne ha voglia.
Davvero, ha passato solo quella settimana con lei a Quilali. Ma
lei fa sempre quello che le pare.  giusto che sia cos. Tutto quel
che vuoi, Martita. Da quando  morta sente di non avere pi
veramente parlato con nessuno. Non come parlava con lei.
Neanche coi compas. Neanche con Bernardo. Ha vissuto chiuso
in se stesso in un modo che non credeva nemmeno possibile,
prima di conoscerla e di perderla, no? Ha scoperto la solitudine,
che non aveva mai conosciuto fino al giorno in cui aveva
saputo che Marta era morta. Ha scoperto una paura diversa da
quella della morte, la paura di ci che adesso gli sembrava la
vita, una luce crudele davanti a lui che fa esalare vapore da una
strada di fango lunga e sgradevole. Perci, in ogni caso, era
stata una buona decisione quella d'imbarcarsi su una nave. Il
modo in cui Marta lo aveva fatto sentire per tutta la settimana
- nei mesi successivi avrebbe fatto del suo meglio per ricordarlo;
serbava il suo amore dentro di s come acqua di primavera
che miracolosamente rimane intatta nella coppa delle mani
giunte. Serbava la sua voce come acqua nella coppa delle mani.
Lei riusciva a farlo ridere o sorridere all'improvviso, anche nei
momenti peggiori. Serbava, dentro di s, Marta che diceva
Fjate, Flaquito. Stanotte ho sognato di tornare a Len e c'era
un orso polare che girava libero per casa.
Sapeva che quel nuovo comandante, un modesto postino,
l'avrebbe tenuta in vita. Il BON da Incubo sarebbe rimasto di
stanza a Quilali - avrebbero trovato qualcosa da fargli fare,
piantare un frutteto, posare i tubi per l'acqua potabile, costruire
gabbie per conigli, togliere le zecche dalle orecchie degli asini,
per la Revolucin. Il piccolo cartello che il suo nuovo jefe aveva
appeso prometteva: La pi grande vittoria  la battaglia che evitiamo
di combattere. E anche il prete yanqui aveva promesso di
usare la sua influenza presso la Comandancia di Wiwil. Si sentiva
sommerso da un'ondata di tenerezza e di sollievo superstizioso
ogni volta che vedeva uno scoiattolo rosso sfrecciare su un
albero od attraverso un sentiero. Una notte, dalla cima di un
colle vide una meteora screziare il cielo pieno di stelle, la
osserv trepidante precipitare dietro le alture dell'Honduras
senza spegnersi, significava che lei era viva, lo amava ancora,
stava pensando a lui. Poi, circa tre mesi dopo, il suo battaglione
era faticosamente tornato a Quilali, e le stalle riadattate dove
Marta e Amalia avevano fatto i loro giacigli nella paglia vecchia,
dormendo terrorizzate da topi e serpenti, erano deserte. E il
cartello del loro jefe era ancora appeso all'esterno, un pezzo di
cartone stinto dalla pioggia.
Il padre yanqui era nel suo piccolo ufficio di fronte alla
chiesa quando Esteban si precipit dentro. Era seduto con un
vecchio campesino rinsecchito che teneva il cappello di paglia
tra le ginocchia. Il padre stava ascoltando impassibile il campesino
che si lamentava desolato del fatto che qualcuno gli aveva
rubato l'unico macho, come poteva tirare avanti? Poteva il
padre prestargli il denaro per comprarsi un nuovo cavallo, o
anche solamente un mulo? Dov' Marta? lo interruppe Esteban.
Dov' il BON di Len?
Il padre lo aveva riconosciuto, ma aveva dovuto chiedergli il
nome, e gi dal tono della voce, dall'improvvisa espressione di
ansia addolorata nei suoi occhi azzurri, Esteban seppe... Il
padre si alz dalla sedia, e il campesino lo guard, con gli occhi
spaventati.
Esteban disse il padre yanqui, con la faccia ardente di un
rosa acceso, gli occhi azzurri ingranditi dietro le lenti degli
occhiali con la montatura d'acciaio. La tua amica Marta... Il
padre fece un passo in avanti e tese le mani. Sono rimasti coinvolti
in un terribile combate. Amalia  rimasta ferita gravemente,
ma Marta non ce l'ha fatta, Esteban, il suo spirito  con
Dio.
Esteban rest un attimo in silenzio. Ma lei lo aveva promesso
balbett alla fine. Non aveva promesso di parlare a quelli del
comando di Wiwil, di andare a raccomandare che il BON da
Incubo rimanesse a Quilali? Poi cominci a singhiozzare.
L'ho fatto disse il padre, con la mano sulle spalle tremanti
di Esteban. Ma c'erano tanti combates al nord, nello stesso
momento, hanno dovuto mandare tutti, Esteban, anche le militias
locali, di rinforzo. Hanno mandato tutti. In citt sono ancora
tutti arrabbiati, o a lutto, Esteban. Non ho potuto farci niente.
Il campesino, a piedi scalzi, i pantaloni che sembravano
ricavati da sacchi di zucchero cuciti insieme, la camicia logora
ormai quasi del tutto priva di bottoni, la faccia raggrinzita del
colore di un sigaro stagionato, se ne stava seduto l con il cappello
di paglia sulle ginocchia, a bocca aperta, come sull'orlo di
un tracollo, i piccoli occhi impauriti fissi sulla parete di fronte.
Rinforzi? Hijueputa! Non avrebbero potuto rinforzare neanche
una gabbia di conigli!
Questa  la guerra, Esteban disse il padre quasi indignato,
gli occhi lucidi che scavavano nei suoi. Prego soltanto che
finisca.
S pues disse con voce stridula il campesino, senza distogliere
gli occhi dal muro, passandosi velocemente le dita nodose
da viejo sui capelli grigi arruffati. Si Dios quiere. Padre Guillermo
es un buen padre. Aiuta i poveri. Ama i giovani.
Esteban voleva colpirlo. Voleva prendere il kalashnikov e
spaccargli la testa con il calcio.
Ma cosa  successo? chiese. Lei dov'?
 stato uno di quei bazooka LAU, Esteban disse il padre.
Hanno fatto fuoco sull'accampamento, e Marta era la pi vicina.
Loro... temo che fossero sotto tiro, cos quando sono arrivati
gli elicotteri hanno portato via solo i feriti, e qualche morto.
Marta  stata sepolta l. Sono sicuro che torneranno a prenderla.
Era la pi vicina?
S disse il padre. Perci non dev'essersene neanche accorta,
non deve aver sentito niente. Non ha sofferto.
Se ne and via senza salutare n ringraziare, usc dall'ufficio
sulla strada sporca, nel sole. Un bazooka LAU. Conosceva i crateri
che lasciano al suolo, le schegge d'acciaio ficcate in profondit
nei tronchi degli alberi. Era la pi vicina. Lui aveva visto
come poteva ridurre un corpo. A volte li trovi fatti a pezzetti,
sparsi nella boscaglia, fin sui rami degli alberi...
Qualche tempo dopo, il mattino successivo all'imboscata
sulla Zompopera Road, vide il camion IFA che trasportava le
muchachas della sussistenza colpito in pieno da un RPG. Vide
una testa dai lunghi capelli neri, staccata, e il cranio era cos
sgonfio che la faccia abbrustolita non sembrava pi neanche
una faccia, sembrava una sogliola, le orbite vuote fisse verso
l'alto. E allora seppe, e perse la Marta intatta che fino a quel
momento era riuscito a conservare dentro di s. (Ma qui, in
questo magazzino vuoto, intatta, Marta ritorna da lui).
Molto tempo dopo venne a sapere che Amalia era rimasta in
coma per tre giorni dopo che era stata portata via in elicottero,
con tante ossa rotte, una grave lesione neurologica, in stato di
amnesia... Non and a trovarla all'ospedale militare di Managua.
Pens che lei non l'avrebbe riconosciuto, e che comunque
non avrebbe voluto vederlo. Ma forse alla fine ci sarebbe andato.
Non ce l'aveva fatta.
Quel piccolo cartello diceva: La pi grande vittoria  la battaglia
che evitiamo di combattere. Il jefe-postino non voleva che
fossero dei vigliacchi. Voleva solo dare una diversa idea di vittoria.
Perfettamente adatta ad un BON da Incubo di volontari della
Juventud Sandinista, totalmente digiuno di arte militar. Ma
Esteban non era mai riuscito a capire cosa significassero quelle
parole. Claro, evitare di dover combattere.  una vittoria perch
quelli che ci fanno combattere hanno risolto le loro divergenze
in modo diverso, hanno deciso che in ogni caso  meglio la
pace, ma per questo gli uomini dovrebbero essere diversi, ecco
perch  troppo semplice, una fantasia assurda, e comunque il
postino non ne ha colpa, non  sua la responsabilit. Dunque
cosa significa?  una vittoria restarsene a Quilali? Magari.
Ora Esteban si mette a sedere sulla sabbia.  stato un vigliacco?
A volte  una parola come un'altra, no? A volte le persone
dimenticano che non si  obbligati a essere vigliacchi, vivono
da vigliacchi senza neanche rendersene conto. Non devi
mica sempre combattere: solo, non devi vergognartene. Sulla
nostra nave siamo ammalati di vergogna, perch la situazione 
diventata vergognosa. Se abbandonassi la nave come il viejo mi
dice sempre di fare... sarebbe coraggio o vigliaccheria?
Arte militar. Qui imparerete a vivere ed a combattere con mucho
arte militar, aveva detto Milton il suo primo giorno al BLI. Ne
avevano tutti in abbondanza, perch vi erano costretti. Ma quando
alla fine a Milton venne tolto il comando del BLI, fu perch ne
aveva troppa, di arte militar. Milton, con la sua faccia dura e butterata
da indio, il corpo granitico, la personalit generosa, espansiva,
sempre a parlare di arte militar e amor, l'amore che voleva
(ordinava) che ciascuno nel BLI sentisse per gli altri; per essere
convincente non aveva bisogno di tutte le parole che usava il loro
commissario politico. Milton era pieno d'amor, trovava sempre
un letto per le compitas della sussistenza del BLI che li seguivano
in zona di combattimento, le aspettava ai bivacchi. Era membro
del Coro de Angeles, il primo BLI, che nell'83 aveva perso quasi
la met degli uomini nelle leggendarie battaglie di Jalapa e
Teotecacinte, quando erano riusciti a respingere la prima grossa
invasione yanqui-contra quasi da soli. Avevano combattuto in
una vasta pianura che si protendeva verso le alture dell'Honduras
da dove attaccavano i contras, tenendoli sotto il tiro costante
delle mitragliatrici e dei mortai, soprattutto di notte. I problemi
di Milton erano iniziati durante quell'ultima offensiva dei contras,
quando aveva disobbedito all'ordine di far portare a ogni
uomo trecento cartucce supplementari nello zaino, anzich le
solite cento. Oltre alle munizioni in pi, il Grupo Operativo della
Comandancia voleva che da quel momento in poi le truppe dei
BLI portassero con s mortai da 82 millimetri, granate e mine,
anzich il consueto kalashnikov, la pistola Tokarev e un coltello.
Milton, spiegando al BLI il suo veemente rifiuto agli ordini, disse:
Se voi aveste una sola pallottola a testa, vi garantisco che ognuna
di quelle pallottole ucciderebbe un contra. Perch quando i soldati
hanno troppe pallottole tirano a casaccio, prdono la concentrazione
e la giusta tensione, ritornano un branco di reclute
cipotes, che sparano tra gli alberi e da ogni parte, senza mai colpire
niente e nessuno, e la guerra diventa una cazzata, un gioco
da bambini. E con gli zaini cos pesanti, quando si scontrano con
il nemico sono comunque troppo sfiniti dalla marcia per combattere
bene. Ma la Comandancia era nel panico, gli yanquis avevano
munito la contra di una tale potenza di fuoco! Bene, disse
Milton, lasciamo che siano loro quelli stanchi e sciuponi. Il BLI di
Esteban continu a combattere come aveva sempre fatto, leggeri
e a piedi, colpendo da ogni parte, da un cachimbeo all'altro,
costantemente impegnati in una caccia spietata (l'unica disgrazia
fu quella volta della cagna, vicino a Wambln).
Ma duemila contras stavano irrompendo dal Cerro Chachawy
e da Wina, dove confluiscono il Ro Coco e il Bocy. A Milton
fu affidata la controffensiva: l'intero BLI, ai suoi ordini, si
diresse al fronte. E quando ciascuno fu al suo posto, Milton
guid un attacco a tenaglia, e nel giro di una settimana il nemico
fu ricacciato alla frontiera e circondato da tre lati. Il Grupo
Operativo ordin a Milton per radio di portare a termine l'attacco.
Ma Milton riteneva che se l'avessero fatto sarebbero
morti troppi compas: i contras erano ben trincerati, avevano
messo mine dappertutto, controllavano le sponde del fiume ed
avevano rafforzato le alture alle loro spalle, e questo gli ricordava
troppo la situazione che El Coro de Angeles aveva dovuto
affrontare a Jalapa e Teotecacinte. Voleva che intervenissero gli
elicotteri, voleva che il territorio fosse prima battuto dai terribili
M-27, gli elicotteri sovietici da attacco e trasporto. Ma il Grupo
Operativo diede solo il permesso di servirsene per trasportare i
soldati ai limiti della zona di battaglia; avevano paura che venissero
abbattuti dai nuovi missili dei contras, i Redeye. Avevano
paura di provocare gli yanquis. Temevano che ci fossero troppi
civili nella zona dov'era intrappolata la contra. Milton era furioso:
perch dovevano morire i suoi soldati e non i contras?
Perch dovevano essere loro a morire e non i civili sostenitori
della contra? Perch  ovvio che sono della contra, se non lo
fossero che cazzo ci farebbero l? Satrapi degenerati, cos Milton
aveva cominciato a chiamare gli ufficiali della Comandancia
e del Grupo Operativo, la nuova razza di subcomandantes che
stava facendo carriera nell'esercito. Puteros, ubriaconi, che si
godevano gli emolumenti di guerra nei loro quartieri generali e
a Managua, sempre timorosi di far incazzare gli yanquis, sempre
a dar retta a quegli stronzi di cubani. Milton ordin alla compagnia
di Esteban di guidare l'attacco, di raggiungere la zona di
combattimento sugli elicotteri. Ne arrivarono dieci, enormi,
verdi e neri, armati, irti di lanciamissili e mitragliatrici, puzzolenti
di benzina. Le pale rombanti scatenavano un uragano di
aria calda. Ma all'ultimo momento Milton aveva cambiato gli
ordini: i piloti erano ai suoi comandi, era lui il responsabile di
quell'offensiva, aveva ordinato ai piloti di arrivare pronti ed
equipaggiati per attaccare... Milton stesso sal sull'elicottero di
testa, e la compagnia di Esteban rimase a terra. Volavano alti,
lanciando razzi al magnesio per depistare i Redeye, arrivavano
dritto sulle alture lanciando missili e sparando con le mitragliatrici
di grosso calibro, ritornavano alla base per fare rifornimento
e poi daccapo; l'operazione prosegu per tutto il giorno, mentre
i BLI a terra e le unit d'artiglieria tenevano la zona sotto un
fuoco costante di razzi Katyusha e di obici. Non fu abbattuto
neanche un elicottero. La compagnia di Esteban attacc soltanto
il giorno seguente, a bordo degli elicotteri, che continuavano
a lanciare missili: Rigoberto Mazariego tenne per un attimo la
bambola della sua novia fuori dal portello per farle vedere le
esplosioni che alzavano fumo e polvere dal paesaggio sottostante,
mentre il vento le strappava qualche capello. Erano atterrati
vicino ad alcune trincee ormai vuote, fuori da un piccolo villaggio
caduto in mano alla contra. Non ci fu una gran resistenza.
C'erano molti contras morti, spesso li trovavano ammucchiati. I
morti erano come sempre sono i morti, la morte miseramente
camuffata da espressioni contratte, stupite, a volte serene, alcuni
erano gi gonfi, fetidi. Avvoltoi dappertutto. E muli e cavalli
morti. Milton diceva che erano morti quattrocento contras, ma
doveva essere un'esagerazione, non c'erano cos tanti cadaveri;
ma chiss quanti morti si erano portati oltre frontiera?
Recuperarono un gran numero di armi e di radio, equipaggiamento
yanqui di ogni tipo abbandonato quando si erano dati
alla fuga. Milton voleva oltrepassare il confine e farli fuori, ma
la Comandancia l'aveva proibito. Il BLI di Esteban aveva perso
cinque compas in tutto, tre per colpa delle mine, e c'erano nove
feriti, di cui molti dai cazabobos, quelle mine che ti fanno volar
via un piede. Ma il problema era che si riteneva ci fosse anche
un gran numero di civili morti - donne e bambini. Anche se
personalmente lui ne aveva visti pochi, una famiglia distesa
scompostamente sulla sponda di un fiume, una madre e tre
bambini, di cui due chavalitas, con i vestiti a brandelli scuri di
sangue, i corpi che si stavano gi dissolvendo nel fango caldo.
Non era la prima volta che vedeva uno spettacolo cos osceno,
pi di una volta erano passati tra le macerie ancora fumanti di
cooperative agricole o di piccoli villaggi rasi al suolo uno o due
giorni prima. Probabilmente c'era un numero troppo alto di vittime
tra i civili. Probabilmente gli yanquis si stavano gi lamentando
della loro controffensiva. Milton fu convocato alla
Comandancia di Wiwil, lo vennero a prendere in elicottero, e
non fece in tempo a scendere che gli tolsero il comando e venne
pubblicamente umiliato dal jefe del Grupo Operativo per avere
disubbidito agli ordini e agito in maniera irresponsabile. Fu trasferito
al campo d'addestramento reclute di Mulukuku, in attesa
dei risultati dell'indagine sulle perdite tra i civili a Wina. E al
BLI venne ordinato di rimanere dove si trovava, in quel paesaggio
di morte silenziosa, ad aspettare il nuovo comandante.
Si chiamava Eliseo. Era una buena onda. Anche se non era
pi lo stesso BLI, per un po' sarebbero stati come gli altri BLI,
avrebbero portato il peso supplementare nello zaino, avrebbero
combattuto di meno, che in fondo non era male, anche se tutti
ricordavano come andavano le cose prima, ed era strano sentirsi
fieri del proprio passato mentre si doveva continuare a combattere.
Eliseo non aveva colpa di quanto era poi accaduto sulla
Zompopera Road. Era stato dopo che erano tornati a Quilali ed
Esteban aveva saputo della fine di Marta, e da allora il peso
supplementare che portava sulle spalle non era niente rispetto a
quello del dolore e del terrore che aveva in cuore. Anche se
forse era vero quello che qualcuno aveva detto, che Milton al
suo posto avrebbe fatto di tutto per accertarsi che la
Comandancia avesse eseguito, confermato e riconfermato i suoi
ordini, che avesse davvero incaricato l'esercito regolare di rendere
sicura la strada dalle imboscate prima che ci passasse il
convoglio del BLI. Si scopr che l'ufficiale della Comandancia
che aveva ricevuto l'ordine da Eliseo era ubriaco.
In sguito avevano sentito dire che Milton aveva lasciato il
paese e viveva a Miami, dove lavorava come guardia notturna in
un magazzino di profumi. Un magazzino di profumi? Ecco
dove l'arte militar ha portato Milton, alla fine. Pues, almeno
non  un magazzino di Parcheezi. Sar ancora l? Forse dovrebbe
andare a Miami a cercare Milton...
Jos Mateo aveva gi cucinato l'anatra. Una volta che la sua
nave era ormeggiata a Shanghai erano andati al mercato e ne
avevano prese una mezza dozzina. Ma allora aveva il forno.
Dice che  un peccato che si siano mangiati tutti quei mirtilli,
avrebbe potuto fare una buona salsa. Ma come potevano sapere
che Esteban sarebbe tornato con dell'anatra? Anatra bollita, in
un brodo grasso, ripiena di piselli, patate e riso. Avevano versato
il brodo nei loro bicchieri di plastica, strati di grasso dorato
sulla superficie. Delicioso.
Esteban dice: Vos, sapete cosa sembrava che ci fosse su
quel camion? Centinaia di piccoli patos cubani in gabbia, tutti
che gridavano cono cono cono cono!.
...
.
...
3.
...
.
...
Era passato sotto il cavalcavia dell'autostrada, era arrivato a
Brooklyn. Da queste parti ci sono molte scritte in spagnolo. Paco
Naco's Tacos. Un posto che organizza trasferimenti di denaro e
collegamenti telefonici con il Messico, i Caraibi e tutti i paesi
dell'America Centrale. C' gente in giro per le strade, molti uomini,
spesso coi lineamenti da mestizo, che portano berretti da
baseball, giubbotti gonfi variopinti che sembrano di plastica, e
hanno l'aria di avere fretta di arrivare a destinazione, quale che
sia, probabilmente al lavoro. Molti scendono le scale che portano
sottoterra, ai treni della metropolitana - lui sente il selciato che
romba sotto i piedi. Nessuno lo guarda amichevolmente.  quasi
l'alba, ma ad un incrocio trova un piccolo ristorante gi aperto,
pareti grigio-azzurre, scaldavivande in vetrina; alcuni piatti li riconosce
- arroz con pollo che sembra sia rimasto l tutta la notte -
altri non li ha mai visti prima. Gli piacerebbe avere un po' di
soldi per entrare, ordinare una tazza di caff, togliersi il freddo di
dosso. L'odore oleoso di cibo, di pollo imbevuto di salsa, di pesce
e frutta guasta gli fa brontolare lo stomaco; si mischia allo scappamento
dei bus e al vento freddo, leggermente salmastro, che s'insinua
nelle lunghe strade che salgono dal porto.
Non  mai stato fuori cos a lungo. Ormai sulla nave si staranno
svegliando, si staranno chiedendo perch non  ancora
tornato. In una strada laterale trova un cartello curioso, un foglio
di carta bianco con una scritta a mano, attaccato sul vetro
al di l delle sbarre di una saracinesca abbassata: qualcuno ha
perso una gatta di nome Dolores e offre una ricompensa di cinquanta
dollari. C' l'immagine fotocopiata di Dolores, troppo
grigia e sporca per riuscire a distinguerla dagli altri suoi simili.
Ma ecco il fatto curioso: il colore del gatto viene definito aceltuna.
Ma le olive possono essere sia verdi sia nere. Se si tratta
di olive nere, perch dire che il gatto  color oliva, anzich
nero? E quando mai si  sentito di un gatto verde oliva?
Tu, gey!
Si volta e vede una muchacha dai riccioli biondi che lo guarda
di traverso, snella e carina, ha in mano le chiavi della saracinesca
dov' attaccato il cartello del gatto smarrito. Ha un viso
morbido, con una sfumatura nocciola, gli occhi sono grandi
specchi d'acqua agitati, contornati da ombretto azzurro e lunghe
ciglia nere. Naso piccolo e impertinente. Bocca vivace, con
il rossetto, distorta in una smorfia rabbiosa.
Sei tu il gey che urina sulla porta, no? Pince asqueroso!
E ora i suoi occhi scuri e indignati pulsano verso di lui.
No! esclama Esteban. Non sono mai stato qui!
Ah, no? in tono d'accusa.
No!
Lui riesce a sentire il suo profumo. Quanti anni ha? Giovane.
Pi o meno la sua et, no? Indossa un lungo cappotto azzurro,
con un colletto che sembra fatto di lana scadente, le caviglie
sottili fasciate da calze chiare che sbucano dal cappotto e finiscono
dentro scarpe nere e lucide con il tacco alto e grosso.
Qu triste, gey dice, sfottendolo impietosamente.
Andare in giro ridotto cos. Gey, sei troppo giovane per fare
il vagabondo. Qualsiasi gey pu trovarsi un lavoro. Bueno.
Cosa ci vuoi fare? Otro desgraciado sinvergenza. Scrolla le
spalle, lo guarda con esagerata commiserazione, scuote la testa.
En fin.
Lui la fissa a bocca aperta. Le labbra sotto il rossetto sono
gonfie e screpolate - per forza, hombre, a furia di parlare cos!
E lei si volta verso la porta, si ferma, poi ricomincia, la bocca
si muove come quella di una corista esagitata, e tiene il ritmo
spiritato con il mazzo di chiavi, sbatacchiandolo su e gi:
...Hijos de la cingada, patanes asquerosos, vengono qua e stanno
tutta la notte davanti alla porta a pisciare, bere birra, fumare
marijuana, lasciano le loro porcherie dappertutto. Y la polica,
qu hacen? Cabrnes de mierrrda. Absolutamente nada! No,
no, non ce la faccio pi.  troppo. Cominciare la giornata camminando
su questa porquera. No! Pinche degenarados....
 indietreggiata, per un attimo smette di guardarlo mentre
prosegue la sua arringa davanti alla porta, poi si gira e lo squadra
di nuovo. Lui ride, non riesce a trattenersi, e lei dice: Ah,
s, guey? Ridi pure. Ridi e finirai all'ospizio dei poveri, verdad?
S pues. Chiin.
Chocho gli scappa detto. Qu agresiva!
Qu! ?! Vulgarote!
Bueno. Okay! Spalanca le braccia. Si meraviglia di s, stare
su un marciapiede a Brooklyn a discutere con questa loca! Si
morde il labbro mentre lo guarda ancora una volta come un'abuela
infuriata. Ma che occhi!
Finalmente sembra che si calmi un po' e dice: Non ti vergogni
ad andare in giro cos? Per non parlare del freddo. Ti
prenderai qualcosa ai polmoni. Bueno, per quel che me ne
frega... per ti potresti buscare la tubercolosi, giiey, e attaccarla
a qualcuno. Succede, sai? L'hanno detto i giornali.
E lui dice: Non sono un vago. Ho un lavoro. Sono un marinero.
Sono bloccato su una nave al porto da quasi cinque mesi, a
lavorare senza paga, quasi niente da mangiare. Tutto l'equipaggio
 ridotto come me. Laggi. E fa un cenno verso il porto.
Qua non succedono queste cose dice lei in tono indifferente.
Cinque mesi senza paga? Giiey, non  mica una cosa
tanto intelligente! E tu non mi sembri uno stupido.  una balla.
Non credo a una sola parola.
Va, pues, non mi crede, e chi se ne frega dice improvvisamente
arrabbiato. Pensavamo che ci avrebbero pagato. Vos,
pensavamo che dopo qualche giorno saremmo partiti. E invece
ci hanno messo a lavorare, a riparare quella vecchia nave scassata.
Continuano a dirci che quando la nave sar a posto partiremo
e saremo pagati. Puta, cosa dovremmo fare? Nessuno ha i
soldi per tornare a casa. Sappiamo a malapena dove ci troviamo.
E tira fuori qualche attrezzo dalle tasche, le mostra il punteruolo
e la pinza. Questi cosa credi che siano?
Qu s yo? Arnesi da scasso. Entri nelle macchine nei parcheggi,
no? Vedrai cosa ti succede, giiey, se la polizia ti prende
con quella roba. E scuote la testa.  proprio il pretesto che
cercano per farti a polpette.
Questi sono attrezzi da marinaio dice, pensando: Puta, in
effetti sono attrezzi da scasso.
Lei guarda gli arnesi, lo guarda.
Hai un accento buffo dice alla fine. Perch dici sempre
vos?
Soy de Nicaragua risponde. Esteban Gaitn. Mucho gusto.
Y usted?
Joaquina dice guardinga. Encantada. Lo dice con un
certo sarcasmo e un lieve sorriso. Bueno. En fin conclude
bruscamente, e con una smorfia avvicina di nuovo le chiavi alla
porta. Hasta luego, marinero.
Come fa un gatto a essere color oliva? Esteban indica il
cartello sulla vetrina. Perch non dice semplicemente nero?
Lei torna indietro, sorride dubbiosa, una piccola fettina di
sorriso che si allarga all'improvviso: la illumina talmente che
sembra una bimba di otto anni.
Non ci avevo mai pensato. Gonzalo crede che Dolores sia
verde oliva. Claro, non  cos.  pi sul grigio fango. Forse 
daltonico e lo tiene nascosto, Ma t'immagini? Pensi che le
donne verrebbero qui a farsi tingere i capelli se sapessero che 
daltonico? Ma il mio jefe, bueno, lui  cos, pieno di trovate.
Ridacchia piano. Come te, verdad?
Lei lavora qui?
Pues, claro dice come se d'un tratto lui la infastidisse di
nuovo. Sono io che vengo ad aprire di mattina. Non sai leggere?
Ed indica il cartello sopra la porta: Saln de Belleza Tropicana
- Unisex.
So leggere.
Lei ora lo guarda pensierosa, non  pi arrabbiata come
prima.
Davvero sei un marinaio?
S pues.
Allora devi essere bravo con lo strofinaccio, no? Non 
quello che fanno sempre i marineros, strofinare il ponte?
A volte.
Bueno, te propongo, algo. Se passi lo strofinaccio e pulisci
l'ingresso, ti faccio una tazza di caff. Orale? Alza le
sopracciglia...
Lui sorride. Non capisce quella parola. Orale? ripete.
Papas! dice lei. Patate? E apre la porta, girando diverse
chiavi in diverse serrature. Entrando, lo guarda:  attonito, in
piedi sul marciapiede.
Ven!
Segue Joaquina all'interno. Nel salone c' un profumo dolciastro
quasi soffocante, il grigio bagliore degli specchi nell'oscurit;
resta sulla porta mentre lei attraversa la stanza, fino agli
interruttori. Si accende la luce, e lei scompare dietro una tenda
rossa e gialla, sul retro. Sente l'acqua che scroscia sul metallo,
un secchio che si riempie. Esteban si guarda allo specchio, spaventato
dal suo aspetto da accattone, capelli lunghi, sporchi e
una leggera barba, la faccia scavata e gli occhi impauriti: sembra
uno di quei ragazzi allevati dai lupi. L'acqua cessa di scorrere;
lei riemerge dalla tenda, si  tolta il cappotto, indossa una sottana
a pieghe di lana grigio-nera, un cardigan rosa sopra una
camicia bianca con il colletto di pizzo. Gli fa un cenno. Ven.
Tocca a te, gey.
La segue dietro la tenda, in un corridoio con tre porte chiuse,
un attaccapanni con il suo cappotto e tre grembiuli azzurri,
scorte allineate su scaffali, un lavandino. Joaquina sta versando
ammoniaca da una bottiglia di plastica nel secchio di metallo, e
quando ha finito riavvita il tappo accuratamente, tenendo la
bottiglia a distanza. Lui nota un orecchino, una stellina di vetro
viola sul lobo. Gli d uno strofinaccio e una scopa, esce dalla
tenda; lui la segue, con la scopa stretta tra il bicipite e le costole,
lo strofinaccio in una mano e nell'altra il secchio gocciolante.
Dovrei tagliarmi i capelli borbotta, cercando di dire qualcosa
che lo nobiliti un po'. E anche farmi la barba, pues.
Pinche gey! esclama lei, fissandolo con occhi fiammeggianti.
Sei sfortunato. Sono solo la manicure.
Lui sta andando verso la porta quando la sente dire:
Bueno, posso anche farti la ceretta alle gambe. E anche intorno
al bikini, gey. Ja!.
Si volta a guardarla. Gli gira le spalle mentre armeggia con
la caffettiera su un tavolo addossato al muro. Lei dice: Gonzalo
ti taglier i capelli per dieci dollari. L'orlo del maglione
cade come una soffice campana sul sedere snello. Pulisci tutto
bene, gey, e ti dar anche un pastelito.
C' un forte tanfo di urina davanti alla porta. Lui pensa:
Bocona, mandona. Proprio non gli va gi il modo in cui lei gli
parla, petulante, prepotente, strafottente, eh? Raccoglie due
bottiglie di birra vuote in sacchetti di carta appoggiati tra la
porta del salone ed un'altra porta con pulsanti e numeri scarabocchiati
su una targa metallica ammaccata; porta le bottiglie
nel bidone sul marciapiede, e ficcandole dentro apre uno squarcio
in un sacco di plastica e vede che  pieno di capelli, in prevalenza
scuri. Cera piena di peli, ricorda Marta. Scopa via i
mozziconi di sigaretta, alcune minuscole cicche di marijuana
arrotolate con cartine rosa - la gente gli si affretta intorno lungo
il marciapiede. Lui fissa i propri anfibi, con la scopa in mano.
Pensa:  proprio strano, no? Gli anfibi neri consumati e macchiati
di grasso, fabbricati in Unione Sovietica, allacciati con filo
elettrico, che lo hanno accompagnato per tutta la guerra, che
pi di una volta gli sono stati slacciati e sfilati dai piedi da
Marta, che quella cagna tedesca ha fiutato col suo naso infausto,
che sono stati in mezzo a una cascata di bossoli quando lui
rispondeva al fuoco tremendo attraverso le assi del pianale del
camion durante l'imboscata sulla Zompopera, che si erano
inzuppati del sangue dei compas, mentre lui chiss come non
era stato ucciso, e che poi erano tornati a casa insieme a lui, a
Corinto, avevano calpestato il fango merdoso, fumante e salato
delle strade della citt e che, stranamente, era suo To Nelson, e
con la mam, a pulire e lucidare per lui; anfibi che erano stati
testimoni della sua patetica allucinazione con quella puta nel
burdel, vuoti e ritti di fronte al letto, a esalare fetore nella piccola
stanza gi abbastanza puzzolente, a riempirla di mute urla di
dolore sconvolto, e che una settimana pi tardi si erano imbarcati
insieme a lui: e ora, vos, eccoli qua, mentre ramazza davanti
a un salone di bellezza a Brooklyn, questi anfibi, testimoni
superstiti della sua vita, l'unica prova che possiede della vita di
un certo Esteban Gaitn... Guarda oltre la fila di case sgangherate
- facciate rivestite di mattoni, legno, cemento e alluminio,
qualcuna con minuscoli giardini pieni di rifiuti, dietro cancelli
arrugginiti - oltre i bidoni dell'immondizia e le macchine
parcheggiate, verso il viale animato di traffico e passanti. La
gente che passa probabilmente pensa: Guarda questo sudicio
accattone che scopa davanti a un salone di bellezza, deve essere
un ritardato mentale o un ubriacone, lavorer per quattro soldi.
Puta. Y qu? Finisce di spazzare, spinge il mucchietto tra due
bidoni dell'immondizia. Poi comincia a strofinare di gran lena,
strizzando lo straccio con le mani, inalando l'acre odore del-
l'ammoniaca, schizzando acqua dappertutto, dalla porta al
marciapiede...
Oye, chamaco dice Joaquina dalla porta. Non ti ho mica
chiesto di spazzare tutta Brooklyn!
Entrano, si siedono contro il muro su sedie pieghevoli. Su
una seggiola  appoggiata una scatola bianca di cartone che
contiene qualche pasta, sorseggiano il caff. Insomma, dovrebbe
rivolgerle la parola come se fosse il capo?
Y usted, lei di dov'?
Mxico dice sbadigliando, portandosi la mano alla bocca.
E non devi darmi del lei. Indica la scatola. Sono avanzate da
ieri, per questo sono un po' passe.
Gli ha gi spiegato come ha fatto il caff con quella macchina,
gli ha detto che  caff vero. S pues, come quello che ha
bevuto sull'aereo. Ed  il primo da mesi, perch gli ufficiali non
portavano pi quei barattoli di caff istantaneo, che comunque
non sembrava caff vero. Assapora il gusto forte, fangoso, sente
l'urto del calore e della caffeina, sente l'intestino che si contrae.
Si guarda intorno, foto a colori vivaci di uomini e donne che
sfoggiano variet di acconciature; un'immagine in cornice della
Virgin de Cobre su un fondale rosso, con un faro, palme dipinte
e conchiglie incollate; un'altra fotografia incorniciata di un
uomo vestito come Pedro Picapiedra, con una tunica che sembra
fatta di pelle di leopardo, e che con le braccia muscolose
tiene sollevata sopra la testa una donna biondo platino in calzamaglia
argentea che fa la spaccata.
Di solito non vengo cos presto dice Joaquina ma ho un
appuntamento speciale con un cliente.
Aja fa lui piano, senza guardarla. Prende una delle paste,
a forma di mezzaluna, glassata e cosparsa di zucchero, addenta
la crosta gommosa e la marmellata gli cola in bocca. Masticando
si osserva tristemente allo specchio.
Dunque sei un nufrago, gey dice lei. De veras?
Un marinaio naufrago,  abbastanza esatto. S pues.  vero.
Ma il mio nome non  gey,  Esteban. Il nostro capitn ci chiama
gey.
 un chilango?
Chiede che cos' un chilango, e lei gli spiega che  uno del
Mxico, del Distrito Federal. Me-ksii-kou Siitii dice lei, cercando
d'imitare l'accento gringo.
No, non credo. Bueno, di dovunque sia,  un pendejo.
Americano. Ingls. Griego. Las Amazonas. Credo che sia un po'
di tutti questi posti. Scrolla le spalle. Tu sei proprio di l?
S. No. Zacatecas. Ma ci ho vissuto per qualche anno,  l
che ho fatto la scuola da estetista, e per un po' ci ho lavorato,
prima di venire a vivere qui con i miei fratelli. Per un po' abbiamo
vissuto tutti l.
 una citt grande, no?
S, gey,  una citt grande. Molto pi grande di questa,
dicono, anche se non sembra.
 difficile vivere qui da immigrati?
Per qualche motivo questo la fa ridere, una breve risatina
gaia. Ms o menos. Bueno, es bonito... Esteban. Sorseggia il
suo caff, gli occhi luccicanti come se avesse detto qualcosa di
buffo; tiene la tazza facendo sporgere il mignolo, il mento sollevato,
lo sguardo fisso, sorride compiaciuta con le labbra strette,
come se stesse assaporando il gusto di qualcosa di estremamente
divertente, e non semplicemente del caff.
Rimangono in silenzio mentre lei si porta la tazza alle labbra
con tutt'e due le mani e beve a piccoli sorsi. Ha le unghie
accuratamente tagliate, corte, lucide. Siede, curva sul suo caff,
le gambe allungate e leggermente aperte, i piedi puntati all'ins
che oscillano sui tacchi, il tessuto delle calze raggrinzito intorno
alle caviglie. Lui lascia scivolare rapidamente lo sguardo
lungo i polpacci snelli e torniti. Respira a bocca chiusa, assorbe
il suo profumo, la sottile fragranza del sapone e quella del
caff, annusa tutto il salone. Con un naso pieno di Urus, no?
Narici corrose, che ormai sono particelle mobili di Urus: ruggine
e vernice, la nafta stantia delle profondit della nave, i suoi
compaeros che non si lavano.  comprensibile che sia un po'
stordito, che sudi per il dolore freddo che gli ribolle nell'intestino.
E il profumo di Joaquina comincia ad agire sul suo respiro,
lo rende afono.
Lui ha finito il suo caff, vede che ce n' dell'altro nella caffettiera.
Dovrebbe chiederne ancora? Non crede di volerne pi.
Non gli viene in mente nulla da dire. Chiss se pu chiedere di
usare la toilette. Non osa, ha paura di fare troppa puzza. Riccioli
d'oro, in parte tirati dietro le orecchie, ricadono dietro il
collo sottile ed il colletto di pizzo, un'elegante catenina d'argento
dondola sui suoi seni minuscoli, scompare dentro il maglione -
ha una di quelle stelline su ciascun lobo. Una voce da donna, di
petto, sorprendentemente bassa, che diventa squillante quando
 eccitata. Una faccia quasi da bambina, nonostante l'arroganza
e la petulanza. Quanti anni ha? Forse  addirittura pi giovane
di lui, perch il trucco pu farla sembrare pi vecchia di quanto
non sia in realt. I capelli devono essere tinti. Decide che non
gli piace troppo. In confronto a Marta, appare boriosa e finta.
Insomma, ti piace stare qui le dice.
Sui. sta padre, sta chingn.
Usa troppo quel suo strano gergo.
Allora che cosa farai? chiede lei.
Quando?
Sulla tua barca, gey.
Forse me ne andr. Cercher di trovare un lavoro qui in
citt. Naturalmente, prima devo tagliarmi i capelli. Trovare dei
vestiti. Si chiede se non ci sia il modo di vendere tutti quei
Parcheezi, e anche gli occhialini da nuoto.
Claro dice lei.
Ma penso che prima dovrei andare alle Nazioni Unite, a
vedere se possono fare qualcosa per risolvere la nostra situazione.
Sai come ci si arriva?
Penso che siano da qualche parte a Manhattan dice lei, in
apparenza indifferente a questo piano nuovo e audace. Sono
sicura che ci si pu arrivare con la metropolitana. Claro, non in
queste condizioni, penserebbero che sei un terrorista. Ti presterei
dei vestiti ma... I miei fratelli ne hanno, di vestiti, per sono
pi bassi di te, e pi grossi, e non penso che siano contenti che
io dia via la loro roba.
Bueno, grazie del pensiero.
Por nada dice lei. Comunque, ci sono posti che vendono
abiti a buon mercato, usati, a volte si trovano cose carine... Ah!
Ecco il mio cliente! Esteban, adesso devi andartene.
Lui alza gli occhi e vede un uomo dalle spalle larghe, alto e
massiccio, con una tuta da jogging color rosso acceso, con scritte
bianche, capelli nerissimi tirati indietro su una faccia da indio
larga e squadrata. Joaquina gli apre la porta, e lui si china per
abbracciarla, si scambiano baci sulle guance, lei dice: Chucho,
mi corazn, cmo te va, eh?.
Joaquina, ngel de mi alma. La sua voce  una cantilena
aspra. Spero di non averti fatta alzare troppo presto. Con questo
pinche di freddo.
S, 'sta friolin, no?
Chucho guarda Esteban, il suo sguardo dapprima stupito si
trasforma in un'occhiataccia ostile, gli occhi gli si stringono, il
mento sembra sprofondare nel collo muscoloso. Indossa stivaletti
neri lucenti, dentro i quali sono rimboccate le braghe della
tuta; su una mano porta tre anelli d'oro con una pietra preziosa,
e sotto la manica rossa s'intravede un grosso orologio d'oro.
Questo  Esteban dice Joaquina, e lo fissa, spalancando
gli occhi con aria di rimprovero.  un marinaio naufrago. Ci
crederesti?
Ah dice Chucho. Non mi dire.
Mucho gusto dice Esteban, alzandosi in piedi.
S pues dice Chucho fissando Joaquina.
Davvero,  cos dice Joaquina imbarazzata, prendendo
Chucho per il braccio, trascinandolo delicatamente attraverso
la stanza - cammina, pensa Esteban, come se le scarpe fossero
troppo pesanti e larghe per lei, per con un certo ritmo elastico,
una certa grazia - e comincia a spiegargli come ha trovato
Esteban l fuori. ... Voleva sapere come fa un gatto a essere
verde come un'oliva. Non  intelligente? Quando ha detto cos
ho capito che non dovevo aver paura di lui. Ha pulito l'entrata...
Ridendo, guida Chucho a una poltrona metallica con lo
schienale ed i braccioli di pelle, vicino a uno sgabello e a un carrellino
carico di boccette di smalto per le unghie ed altre pozioni,
delicati attrezzi argentati disposti sul ripiano, e una tazza
che contiene limette di carta che a Esteban ricordano le stecche
per schiacciare la lingua nell'ambulatorio del dottore. E dopo
che l'ha fatto sedere, dice senza fiato: Chucho, un momentito
y ya, e Chucho dice che ha fretta, guerita, e lei dice: S, s,
corazn, devo solo salutare Esteban. Lancia un'occhiataccia ad
Esteban e va verso l'uscita, lui si volta a salutare Chucho e la
segue fuori dalla porta, che lei tiene aperta con una spalla. D
la mano a Esteban.
Oye, gracias por todo. E buona fortuna per tutto quanto,
eh? Se posso fare qualcosa per aiutarti... Orale?
Gracias!
Por nada, gey. Orale?
Orale.
Papas! Un rapido sorriso ed  gi ritornata nel salone.
La guarda mentre si affretta verso Chucho, sistema lo sgabello
di fronte a lui, si siede lisciandosi la gonna, avvicina il carrellino,
e Chucho solleva le mani, le allunga verso di lei; riesce a
vedere che parlano mentre lei gli prende una mano tra le sue.
Chucho guarda dalla sua parte.  meglio che se ne vada; se ne
va. Pensando: Qu cosa, qu cosa. Un macho prepotente che
come prima cosa al mattino si fa fare la manicure!
Si sente esaltato, poi confuso e un po' meno esaltato mentre
percorre a lunghi passi il marciapiede. Avrebbe fatto bene a
chiederle di usare il bagno. Una mandona totale, comunque.
Boccalona! Lei e Chucho, y qu? Era poi vestito tanto bene,
Chucho?  una di quelle chicas plsticas. Mica il tipo che ti
legge nel cuore, e capisce quanto vali, chi sei veramente.
...
.
...
4.
...
.
...
Cebo, il dolce adone, l'ex pescatore di aragoste, giura che una
volta, sul fondo dell'oceano, ha visto una sirena dai capelli
d'oro che gli faceva cenno, mentre lui, ormai senza fiato, coi
polmoni doloranti, stava per immergersi ancor pi in profondit
per afferrare un'aragosta tra gli scogli dove lei fluttuava.
Ma Cebo sapeva dagli altri tuffatori che la sirena bionda appare
soltanto quando vuole attirarti ancora un po' pi sotto, quel
tanto che basta per farti venire un embolo fatale. Cos lui non si
 lasciato incantare, e ha nuotato su, su, sempre pi su, mezzo
svenuto, e quando alla fine  emerso si sentiva come dilaniato
da squali invisibili. Non era mai arrivato cos vicino all'embolia.
Dopo quella volta ha smesso di pescare aragoste. Non voleva
rivedere pi quella sirena bionda.  per questo che ha cominciato
a cercare lavoro sulle navi. Eppure - pensa spesso
Bernardo - si direbbe che tutte quelle immersioni in profondit
abbiano lesionato il cervello di Cebo. Non che Cebo sembri
deficiente.  che uno sempre cos dolce e soddisfatto, anche in
una situazione come la loro, deve essere un po' lento di coco.
Ma Cebo - proprio lui! - ha dato un pugno in bocca a
Canario, stamattina prima dell'alba, nella loro cabina, gli ha
fatto sanguinare il labbro, hanno svegliato tutti con le loro urla
e ora nessuno dei due dice il perch. Solo Bernardo lo sa, perch
Cebo ne ha parlato con lui soltanto, e insieme hanno deciso
di tenere il segreto. Cebo gli ha detto che Canario era arrivato
barcollando dopo aver sniffato stracci impregnati di solvente
con Pinpoyo ed El Tinieblas nella loro cabina, era fuori di testa,
ridacchiava come un demonio, era cos sconvolto che aveva tentato
d'infilarsi nel letto di Cebo. Cebo aveva promesso a Canario
che non l'avrebbe detto a nessuno, a patto che lui la smettesse
di sniffare solvente.  una brutta storia, claro, Santsima
Virgen, ci mancava anche questa, una nave piena di sniffatori di
solvente. Bernardo aveva accettato di andarne a parlare in privato
con il bellimbusto e l'ex galeotto tatuato, se avessero continuato.
Ma non se la sente. Teme di non avere il minimo ascendente
su di loro. In un certo senso gli manca l'energia, non ha
ganas. Una parte di lui pensa: lasciamo che sballino se vogliono,
che si distruggano il cervello, se proprio ci tengono. El
Tinieblas probabilmente l'ha gi fatto, molto prima di finire
qui. Va bene, decide Bernardo, cercher di parlargli. Specialmente
se continuano, se quell'abitudine schifosa comincia a
prendere piede.
Poi  arrivato il Capitn Elias e li ha convocati tutti per una
riunione. Molti dell'equipaggio dormivano ancora, compresi
Canario, Pinpoyo ed El Tinieblas, ed  stato necessario andare a
prenderli nelle loro cabine; barcollavano come ubriachi. Bernardo
ha notato che Jos Mateo li guardava sospettoso, come se
si stesse chiedendo in che modo si fossero procurati l'alcol e
perch non l'avessero spartito con lui. Ed Esteban non c'era:
era andato via nottetempo e non era tornato. Ma el Capitn non
ha dato segno di accorgersene.
El Capitn ha tenuto un altro dei suoi discorsi. Ha detto
che era ora di ricominciare a lavorare sodo. Canario ascoltava
con la testa tra le mani, e Pinpoyo stava sul ponte a gambe
incrociate, la testa che ciondolava sempre di pi, finch alla
fine s' accasciato da un lato. Invece El Tinieblas aveva la solita
aria ottusa, la faccia piccola e inespressiva come quella di una
lumaca. Sembrava che il problema degli interruttori si sarebbe
presto risolto. E la settimana successiva ci sarebbe stata un'ispezione.
Poi el Capitn ha acceso il generatore ed il compressore ed i
marinai semplici hanno ripreso a saldare il serbatoio della
zavorra nella stiva; el Capitn  andato in sala macchine, per
tornare dopo un po', infuriato con i meccanici, dicendo che
Pinpoyo e Canario erano un paio d'idioti deliranti. Poi  sceso
nella stiva dalla scaletta d'acciaio e ha visto i muchachos che
saldavano i serbatoi della zavorra indossando occhialini da
nuoto. Cosa poteva dire? Dopotutto s'era dimenticato di portare
gli occhiali di protezione. E quelli da dove vengono? ha chiesto
el Capitn. Comprati, ha risposto Tomaso Tostado. E cosa
avrebbe potuto ribattere el Capitn?
E allora s' accorto che mancava Esteban. Dov' Esteban?
chiese el Capitn. E ovviamente tutti si sono limitati a dire: No
s, mi Capi. Saber, mi Capi. Non so dove sia andato, mi Capi.
Oggi non c', mi Capi. Claro, el Capitn sembrava arrabbiato
per il loro tono insolente. Ma cosa poteva dire, che erano tutti
schiavi? Che Esteban era licenziato? Invece ha detto a Panzn:
Se a Esteban non interessa la paga di oggi, tanto peggio per lui,
no? E subito dopo el Capitn se n' andato. Non aveva portato
cibo, oggi.
Allora Tomaso Tostado ed El Buzo hanno preso il cartone di
Parcheezi nella cabina di Tomaso, dove era stato riposto, e l'hanno
portato fino a los proyectos. Sono tornati circa un'ora dopo,
senza il cartone, raccontando che l'avevano appoggiato su un
marciapiede davanti a los proyectos e avevano cominciato a strillare
in inglese: Wan dlar! Wan dlar! e ne avevano venduti
otto molto in fretta. Ma poi era arrivato un gruppo di quei delinquenti
che li avevano cacciati via e si erano tenuti il resto dei
Parcheezi, per questa volta non gli avevano fatto del male, e
non si erano presi gli otto dollari.
Naturalmente tutti erano preoccupati per Esteban, si chiedevano
perch non fosse tornato, speravano che stesse bene, si
chiedevano cosa avrebbe portato.
S pues, una giornata piena. Ci sono mutamenti nell'aria,
alcuni poco chiari, altri infausti, rimugina Bernardo passando lo
strofinaccio nel buio corridoio d'acciaio al secondo piano della
tuga. Poi sente di nuovo odore di piscio di gatto. Esce sul ponte
e si siede sulla base della tuga, vicino all'entrata. Si sente svuotato
dall'apatia.
 ancora seduto l, con le mani sulle ginocchia sollevate,
quando riappare Esteban. L'equipaggio accorre. Naturalmente
sono tutti felici di vederlo sano e salvo, ma non riescono a
nascondere il disappunto: non ha con s niente da mangiare.
Dopo gamberi, mirtilli e anatra,  difficile non avere grandi speranze,
ed  ancor pi difficile tornare alle sardine. Persino
Bernardo si era cullato in pigre fantasie su quello che Esteban
avrebbe potuto portare.
A Esteban non passa neanche per la mente di scusarsi. E
perch dovrebbe?  stato via tutta notte, fino a giorno fatto.
Conoscendolo, avr cercato di trovare qualcosa, non ha avuto
fortuna, tutto qui, e ora si sente stanco e frustrato.
Alla fine, claro, El Barbie deve per forza aprire il suo bocn
e dire: Nada? Tutto questo tempo fuori, y nada?.
Esteban lo guarda torvo, come per dire: Ancora tu?
E Bernardo pensa: Esteban non capisce che questo  solo il
modo di fare del Barbie, che ormai El Barbie vorrebbe davvero
essergli amico, ma  fatto cos.
Perch non porti qualcosa tu, huevn rompicazzo? dice
Esteban. Non lo far pi, gey. Finora m' andata bene. Ma se
mi prende la polizia, eh? Mi farebbero a polpette.
Gey? E proprio prima che El Barbie - che lo guarda inferocito
e gonfio d'ira cercando di pensare a come controbattere
con qualcosa di offensivo - riesca a rispondere, El Faro dice
eccitato: Hanno portato qualcosa El Buzo e Tostado. Otto dollari!
Hanno venduto i Parcheezi.
Esteban rimane allibito. Qu? dice. E per la verit, non si
capisce se il chavalito stia per scoppiare a piangere o per tirare
un pugno a Tomaso Tostado, che ha gi cominciato a raccontare
la sua avventura pomeridiana con El Buzo.
Erano mica vostri, da venderli dice Esteban.
Ora  Tostado a sembrare arrabbiato, ed esclama: Qu?!?
Che putas dici, 'mano!.
El Barbie mormora ridacchiando: D a verga. Che razza
d'un piri.
Erano miei dice Esteban.
Bernardo  costernato.
Tomaso Tostado allunga le mani, guarda gli altri e dice:
Esteban, qu le pasa? Ci siamo in mezzo tutti....
Tutti! Ma sono io quello che fa tutto.
Sos un comemierda, de veras sibila El Barbie. Una settimana
d'attivit, dopo esserti succhiato il pollice per quattro
mesi. E chi ti copre, mentre dormi tutto il giorno e noi lavoriamo,
eh, Piri?
Chiamami un'altra volta cos e giuro che ti ammazzo...
Come mierda, Piri. Dopotutto El Barbie cos'ha da temere?
 pi grosso, pi forte...
Ma Esteban si scaglia su di lui ed El Barbie scatta in piedi;
piovono pugni e calci, mentre tutti tranne Bernardo accorrono
urlando, separano i due contendenti, e Bernardo rimane seduto,
sentendosi irrimediabilmente afflitto. Per nessuno dei due
resta ferito gravemente, non c' sangue questa volta; li dividono,
respirano affannosamente. Ma, Dios mo, guarda guarda!
Quel chavalote del Barbie ha gli occhi arrossati pieni di lacrime,
lacrime che colano lungo le guance sudice. Non riesce neanche
a parlare, cerca di dire qualcosa ma non riesce ad articolare una
parola. Ed Esteban guarda tutti con ira, e tira su col naso come
fanno le lontre infuriate. El Barbie, con la voce strozzata, soffocando
per l'emozione e la rabbia, il petto massiccio che si alza e
si abbassa, alla fine comincia a parlare:
Piri, sos un hijueputa, sos un cabrn. E lo sono anch'io, lo
so. In fondo ti rispetto. Ma tra noi ci sono molte differenze. Ecco
quali. Primo, io non sono presuntuoso. Secondo, credo in Dio.
Terzo, so stare allo scherzo. Vos, tu no! El Barbie  sopraffatto
dall'emozione, non riesce a parlare, si guarda le scarpe mentre
tutti guardano lui confusi, tranne Esteban, immobile e senza
espressione, come se non avesse sentito nulla di ci che ha detto.
El Tinieblas mormora qualche parola d'incoraggiamento, con
una mano sulla spalla del Barbie, ma El Barbie la scrolla via.
Quarto dice El Barbie vos, quarto... Tostadito  da giorni
che dice che dovremmo vendere quei chunches e tu semplicemente
non te ne sei neanche accorto, ecco cosa intendo per
presuntuoso. E, quinto, vos, piri hijo de puta...
Ya Barbie,  abbastanza dice Bernardo, alzandosi lentamente
in piedi. Carajo! Falla finita con questa follia!
Vos, e quinto? dice calmo Esteban fissando tristemente
El Barbie. Voglio sentire.
Vos, la quinta differenza tra noi  che io non ho tolto la
lancetta dall'orologio.
Panzn dice: Vos, Barbie, Esteban non ha rotto l'orologio.
Chi lo sa, hombre. Ma secondo me s. Adesso El Barbie
sogghigna. Oiga, Estebanito. Facciamo un patto. Tu d'ora in
avanti trattami con rispetto, e io far lo stesso. Ma non venirmi
a dire che non posso chiamarti come mi pare, perch puoi star
sicuro che lo far, cazzo. E la prossima volta che faremo a
botte, ti romper il culo.
Bueno dice Esteban con indifferenza. Si fa avanti e stringe
la mano del Barbie.
Non sembra che il discorso del Barbie abbia sortito l'effetto
voluto, e lui sembra sprofondare di colpo in una pensierosa
tetraggine.
Bernardo dice: Chavalos, non possiamo litigare cos. Esteban,
hai sbagliato a reagire in quel modo solo perch Tomaso e
Buzo hanno venduto quegli affari.
Esteban annuisce. Mi dispiace. Allora, quanto denaro ci
abbiamo ricavato?
Otto dollari dice Tomaso Tostado.
Est bien. Si stringe nelle spalle. Scusatemi. Sono stanco.
Si gira e si avvia alla cabina.
E prima che El Barbie possa aprire bocca, Bernardo dice:
Certo che  stanco.  stato in piedi tutta la notte. E sta male
perch non  riuscito a trovare niente da portarci.  ora di accendere
il fuoco per la cena.
Stasera, gallos gracchia Jos Mateo il men  riso e
sardine.
Quando Bernardo entra in cabina  sorpreso di vedere Esteban
completamente sveglio, steso sul letto con le mani intrecciate
dietro la nuca, che sorride al soffitto.
Un centavo per i tuoi pensieri.
Esteban storce la bocca e riprende a guardare il soffitto,
senza pi sorridere. Stavo pensando che bello sarebbe mettere
del veleno per topi nelle sardine dell'equipaggio.
Sarebbe meglio usarlo per i topi, se ce l'avessimo.
Allora io e te potremmo vivere qui sulla nave, sistemarla,
trasferirci di sopra, fare la sauna, sarebbe come avere il nostro
palazzo de Playboy, no?
El Capitn e l'armatore potrebbero avere qualcosa da
dire.
Avveleniamo anche loro. Malditos.
De veras, chico. La gente che sa cosa significa uccidere
non dovrebbe scherzarci sopra. Non  mai divertente.
Esteban fa tch con la lingua.
Claro, Bernardo sa di essere sentimentale con Esteban, lo
immagina come un giovane dal cuore puro, innocente, si
dimentica sempre che fino a poco tempo prima, con l'alito che
ancora gli puzzava del latte materno, era un assassino dell'esercito.
Non  vero che quelli che uccidono, anche se in guerra, in
un certo senso muoiono dentro a loro volta? Forse  per questo
che il chavalo ha cos poca paura, si  rivelato un ribaldo intrepido
e incosciente, perch si sente gi morto. Anche se non ne
parla mai. Solo una volta, quando ha raccontato quella barbara
storia della cagna tedesca. E non  neanche mai stato innamorato,
pensa Bernardo. Questa  la cosa pi triste. Non ha mai neppure
accennato al fatto di avere sperimentato l'esaltazione, la
pena o la rabbia dell'amore...
So di essermi comportato da pendejo l fuori dice Esteban
ma pensavo di venderli io quegli aggeggi, quei Parcheezi,
e ricavarci i soldi per un taglio di capelli.
Ah.
Bernardo si avvicina all'obl e lo chiude, un gesto piuttosto
inutile, visto che il vetro  rotto.
Dovremmo trovare il modo di aggiustarlo, adesso che di
notte comincia a far freddo.
Oggi ho conosciuto una che lavora in un salone di bellezza.
Unisex.
Unisex?
Vuol dire che qualunque sia il tuo sesso, ti tagliano i
capelli.
E dov' questo posto?
In una zona di Brooklyn dove tutti i cartelli sono in spagnolo.
Penso che ci vivano un sacco di messicani.
Pues, vedi? Non te l'avevo detto? Scommetto che l puoi
trovare un lavoro cos... E schiocca le dita.
Forse. Ma non ridotto come sono. Questo  il problema.
Lei ha detto che un taglio mi costerebbe dieci dollari.
Sta cercando di derubarti. Era bella?
No. Pues, forse. Y qu?
Giovane?
Sembra giovane.
Vos, allora non dovrebbe essere un problema. Ahhh, Esteban
sospira penso che nessuno ti abbia insegnato a stare al
mondo. Sii audace, muchacho, lusingala, incantala, seducila,
finch non ti taglia i capelli gratis. Quando sarai ben ripulito, lei
vedr quanto sei bello e s'innamorer. E quello sar il tuo
biglietto d'ingresso per Nueva York. Per te non pu che essere
un bene. Nelle tue condizioni non puoi fare tanto il difficile.
Lei non taglia i capelli ribatte Esteban animatamente.
Lei  la manicure.  il suo capo che li taglia. Si chiama Gonzalo.
Pensi che dovrei sedurre anche lui? Hijueputa, gey! Che
razza di cose dici!
Perch ti sei messo a dire gey?
Esteban sorride al soffitto. De veras? Deve avermelo attaccato
lei, credo. Non sta mai zitta e lo usa ogni due parole. Gey,
sei tu quello che urina sulla porta, gey.
Le hai urinato sulla porta?
No! Ma  la prima cosa che m'ha detto, io me ne stavo soltanto
l fuori.  tremenda, un'agresiva total. Da quel momento
in poi ogni cosa che ha detto  stata una provocazione. Esteban
racconta dettagliatamente a Bernardo l'incontro con
Joaquina...
C'era qualcosa tra lei e quel Chucho. Dovrei credere che
quel macho pato era l alle otto di mattina solo per farsi le unghie?
Ma per favore!
Cos questo pistolito ha un grilletto, dopotutto! Bernardo
ha ascoltato con meraviglia crescente.
Chavalo, le donne dispotiche e difficili sono quanto di
meglio c' al mondo! esclama. Bueno, finch non esagerano.
La mia Clarita era cos. Credi a me, lo fanno solo per amore,
non lasciano mai che ti addormenti al volante. E dopo, le donne
docili ti sembreranno tiepidine per sempre. Perch dovrebbe
darti fastidio, se ha un amante?  meglio che non sia una santarellina.
Lo avrai fuori dai piedi molto presto se lei ti parla gi in
quel modo, se cerca gi di controllarti la vita, eh?
Qu? Lei non sta cercando... puta!
Bernardo ridacchia eccitato. Non sai cosa ti aspetta, muchacho!
Deludi una donna del genere e ti far patire le pene dell'inferno.
Non hai scelta, devi avere successo nella vita. Abtuati all'idea,
chign: direi che lei ha gi il tuo stipendio in mano.
Adesso Esteban si  alzato a sedere, e lo fissa furioso.
Stipendio? Stai davvero diventando pazzo, viejo. Chocho!
Lei esagera davvero. E chi vuole patire le pene dell'inferno?
Ya, ya, ndale. Bernardo annuisce. Se sei cos convinto,
resta qui sul nostro barquito. Prima o poi, immagino, dovranno
rispedirci a casa. S pues,  proprio quello che farei se avessi la
tua et, rimanere qui ad aspettare finch non ci rimandano
indietro. Il nostro paese ha un futuro splendido, s pues. Cosa
fa la tua famiglia per guadagnarsi da vivere? Rubacchia dai carichi
di navi che non arrivano pi? Proprio una bella vita.
Si distende sul letto e ascolta con cauta felicit il respiro
furioso di Esteban, i suoi sbuffi irati.
Clara era l'amore della mia vita. E anche lei esagerava
dice alla fine. Ma forse perch l'ho delusa cos spesso. Forse a
te non succeder.
Ya! Io voglio solo farmi tagliare i capelli!... Che
tormento!
Claro, andrebbe bene anche un taglio di capelli.
Rimane disteso ad ascoltare Esteban che soffia rumorosamente
la sua ira.
... Bueno. Okay mormora alla fine il chavalo. Come hai
fatto a deluderla?
Ero un marinero. Quando ci siamo sposati le avevo promesso
che avrei cambiato vita, ma non c'era niente da fare, si
diventava sempre pi poveri. La solita vecchia storia.
Avrebbe dovuto capirlo.
Era pi giovane di me di vent'anni, e io la vedevo soltanto
un paio di volte all'anno. E a poco a poco diventavo vecchio, e
lei... lei era ancora giovane... Sospira. Pues, lo sai cos'
successo.
Bueno dice dopo una lunga pausa. Ho le scatole di sardine
che mi aspettano.
A cena l'umore  tetro. Esteban  rimasto in cabina. Sembra
che gli uomini dell'equipaggio considerino la sua assenza un
rimprovero ingiustificato. Masticano imbronciati, come se fossero
costretti a mangiare sabbia imbevuta di petrolio. Bernardo
pensa: Hanno tutte le ragioni di non poterne pi di sardine e
riso rancido. Ma  abbastanza nutriente, sono fortunati ad averlo,
spesso  l'unico pasto della giornata, e di solito lo divorano.
In passato, quando Bernardo si sentiva troppo stanco od apatico
per lavare i piatti dopo cena - o quando los blacks erano gi sul
molo - li lasciava l fino al mattino dopo, con la certezza che ai
topi restavano solo i piatti, puliti a forza di leccate. Ma stasera
molti lasciano i piatti sul ponte ancora pieni di cibo. Lui li guarda
seccato, aspettando che un impeto di collera gli porti alle
labbra un rimbrotto pungente; non arriva.
Non avete fame? dice con un sospiro indifferente. Allora
ve lo mangerete domani.
Nessuno replica.
Non penserete che butti via tutto, vero?
Il mio lo tengo da parte per il piricuaco sbotta El Barbie.
Quando Esteban esce dalla cabina, Pinpoyo  gi arrivato al
dolce, anche se non si pu pi cospargerlo di zucchero: sta
raschiando con le dita croste di raspado, il riso che resta attaccato
al fondo della pentola. Di solito la pentola viene fatta girare
ed ognuno riesce ad avere la sua parte di riso croccante, oleoso,
bruciacchiato. Pinpoyo alza lo sguardo quando Esteban si
avvicina, e sorride offrendogli la pentola annerita dal fumo.
Esteban la prende, la porta sul parapetto di tribordo, ve la
appoggia e comincia a mangiare guardando il frangiflutti e, pi
oltre, la notte nella rada; dopo un po' si volta, si siede con la
pentola tra le ginocchia, inclinandola verso di s con una mano
e ficcandovi dentro l'altra, raschia il raspado, si lecca le dita, se
le succhia. Gli uomini dell'equipaggio ascoltano distrattamente
le dita di Esteban che grattano dentro la pentola; il suono si
mescola agli schiocchi dei pezzi del domino e alle frasi di rito
dei giocatori, lo scoppiettio e i sibili del fuoco, lo sciabordio
dell'acqua nell'insenatura. Finalmente Esteban lascia cadere la
pentola sul ponte, borbotta buenas noches e ritorna in cabina.
Quattro uomini stanno in cerchio sul ponte, stesi su un fianco,
col braccio nascondono i pezzi del domino.
Son fuori dalla scarpa! Il ciak di un pezzo sbattuto gi.
Brillantina! Ciak!
Faccio a modo mio! El Buzo cala un doppio sei.
Fai la zuppa, cabrn!
Bernardo si alza in piedi. Solleva la pentola del riso e guarda
dentro: il fondo scintilla come se fosse stato strofinato con una
paglietta. Poi comincia a raccogliere i piatti. A causa del cibo
avanzato non pu impilarli. Ne prende due e proprio l vicino,
nel buio, vede un grosso topo che sguscia fuori da uno dei
buchi rimasti aperti sul ponte. Osserva il topo che si avvicina al
piatto dondolando e attacca una sardina con frenesia famelica.
Solo a questo punto finalmente la sua rabbia esplode, scaglia un
piatto verso il topo e lo manca clamorosamente, sardine e riso
scivolano in una massa informe sul ponte mentre il piatto si fracassa
vicino al parapetto e qualcuno urla: No! Ancora le bottiglie!
e il topo con la sardina se la svigna dal buco. Bernardo si
gira, vede le loro facce stupite. Ma non dice niente, ricomincia
semplicemente a raccogliere i piatti, li porta uno alla volta al
parapetto e si aiuta con una forchetta per buttare in acqua gli
avanzi.
Quando torna in cabina, Esteban  addormentato. Cammina
nel buio pesto, si siede sul materasso, si toglie le scarpe, si
stende sotto la coperta completamente vestito, senza badare al
tanfo acre del letto. Grazie alla rigida aria autunnale che penetra
dallo sportello, la cabina puzza di meno. Resta sdraiato ad
ascoltare i deboli ticchettii e gli stridori nel canyon di silenzio
della nave, Esteban che respira dalla bocca e sbuffa smoccicando
dalle narici. Probabilmente, pensa, il chavalo si buscher un
altro raffreddore.
Decide di addormentarsi pensando a Clara. Vuole cercare
di ricordare il lungo e tormentato corteggiamento: l'aspettava
ogni giorno, all'ora della siesta e verso sera, nel piccolo parco di
sgargianti poinciane vicino al lago, fuori dal palazzo dei telefoni
dove lei lavorava come cassiera, venticinque anni fa. Pi o meno
l'et che aveva Clara quando lui decise di convincerla che ci
che davvero le serviva nella vita - pi che gli infidi muchachitos
che nonostante il suo aspetto massiccio e decisamente ordinario
davano incessantamente la caccia al trofeo effimero dei suoi
capelli biondi e del cognome tedesco - era un ardente cameriere
marittimo che aveva tre anni in pi di quanti ne avrebbe
avuti il defunto padre di lei, che poteva offrirle la sicurezza e la
venerazione di cui una dama come lei aveva bisogno, che aveva
ormai messo da parte abbastanza denaro per comprarsi una
bella casetta, con l'impianto idraulico. Una sera afosa, mentre
come di consueto l'accompagnava a piedi dai telfonos alla casa
della madre, con le labbra tinte di viola per il succo di pitaya
che avevano bevuto dall'angolo di un contenitore di plastica,
portandolo l'uno alla bocca dell'altra e spremendolo come una
mammella traslucida, lei alla fine aveva ceduto: si diedero il
primo bacio trionfante, prolungato, nascosti tra le ombre degli
alberi e di un muro. Ma ora  come se vedesse la propria nostalgia
attutita, celata nei lineamenti grassocci e nei panni di Clara,
che lo saluta con la mano da un molo che si allontana. L'amore
di Clara si rivel un esigente demone, dalla lingua tagliente, che
lui impar ad assecondare con letizia. Lei lo odiava sempre
quando ripartiva per mare, ma ogni volta che tornava finivano
col tenersi per mano ovunque andassero, e si comportavano in
pubblico come amanti adolescenti - fino a quando lui doveva
ripartire, coperto d'insulti, perch lei sentiva gi la sua mancanza.
Cercava di risparmiare ogni centesimo della paga, e le sue
figlie erano sempre cos ben pasciute ed eleganti che le loro
compagne di scuola credevano che lui fosse un capitn, o un
contrabbandiere. Erano a una giornata di navigazione da Suez
la sera che Capitn J.P. Osbourne lo chiam con calma dalla
mensa dell'equipaggio dove lui stava giocando a domino,
dicendo: Mi dispiace disturbarti, Bernardo, ma dovresti attaccarmi
un bottone alla camicia prima che entriamo in porto. Era
un brutto segno, perch il grosso capitano inglese di solito lo
chiamava Bernie o Vecchio mio. Capitn Osbourne lo condusse
su dalla scala a zig-zag nel suo alloggio, camminando a
fatica per la gotta al piede sinistro, parlando amenamente del
bottone saltato via dalla camicia: Credo che non dovrei bere
cos tanta birra, e dovrei cercare di fare un po' di flessioni, ma
diamine, che noia! Nel suo alloggio chiuse la porta e disse: Ti
prego, siediti, Bernardo. E anche il Capitn si sedette, sulla poltrona
dall'altra parte della scrivania, mentre Bernardo si chiedeva
ansiosamente cosa avesse mai fatto per meritare di essere
licenziato con una tale cortesia britannica. Capitn Osbourne
gli disse che due giorni prima gli avevano comunicato via radio
che sua moglie Clara era ricoverata all'ospedale di Managua,
che sembrava una cosa seria e che lui e il marconista avevano
convenuto di non dirgli niente fino a quel momento per risparmiargli
l'angoscia di sentirsi intrappolato a bordo, ancora cos
distante da terra. La compagnia gli pagava il volo dall'Egitto al
Nicaragua. Ah, gi, una vicina stava prendendosi cura delle
figlie. Poi Capitn Osbourne disse con gentilezza: Per quanto
riguarda quel bottone, vecchio mio, temo fosse soltanto uno
stratagemma.
Si accorge che l'aria fredda sfiora le lacrime nei suoi occhi
come una luce ardente, e le rende ancor pi brucianti sulle sue
guance. Scivola nel sonno con la bocca aperta e la faccia rivolta
all'obl, sogna che l'aria salubre che inghiotte cos avidamente
sia il respiro di Esteban, che esala la fresca aria umida di un
nuovo amore. Riempie la cabina di un odore stupefacente, allo
stesso tempo autunnale e tropicale, come se un freddo clima
nordico sia all'improvviso calato su una citt portuale che sta
marcendo nell'afa da tempo immemorabile.
...
.
...
5.
...
.
...
Esteban aveva preso la sua decisione mentre, appoggiato al
parapetto, mangiava il raspado guardando il porto: avrebbe
accettato la sfida, era il consiglio pi pratico che il vecchio gli
avesse mai dato. Si era coricato impaziente che si facesse giorno,
ruttando per le fitte nervose dello stomaco che si serrava
intorno a un mucchietto di scorie di riso grasso e bruciacchiato,
stringendosi la coperta addosso. Rigirandosi nel letto, senza
pace per l'eccitazione, inghiottiva aria fredda come per spegnere
le fiamme oleose che salivano dall'esofago. Per giunta si sentiva
il naso intasato e moccicoso per colpa del freddo; proprio
gli stessi sintomi con cui erano iniziate la terribile influenza e la
tosse del mese prima. Sar una di quelle notti, pensava, in cui i
minuti passano come acqua che gocciola. Ma poi prevalse l'abitudine
inveterata del soldato che reagisce al nervosismo e alla
paura con il sonno, e neanche si accorse dell'arrivo di
Bernardo.
Quando si sveglia il mattino seguente Capitn Elias  gi a
bordo, perci non pu andarsene. Il raffreddore  peggiorato, e
passa la giornata perso in una solitaria tempesta d'impazienza,
dando una nuova mano a un angolo del ponte che era stato verniciato
troppo in fretta tre mesi prima, e si sta gi scrostando
per la ruggine ed il sale. Sente le campane che squillano in lontananza,
a Brooklyn.
Stai cercando di scavare un buco con quel pennello?
Esteban alza gli occhi e vede il viejo in piedi accanto a lui
con le sopracciglia alzate ed un'espressione idiota.
Sogni quella persona che tardi a raggiungere, eh, chavalo?
Bernardo ammicca. Una cierta manicurista?
Esteban lo guarda inorridito, scuote la testa e grugnisce:
Puta! e torna a concentrarsi sul proprio lavoro. Ma sente una
fitta di rimorso quando solleva di nuovo lo sguardo e vede
Bernardo che si allontana mogio.
Quando, nel pomeriggio, Capitn Elias finalmente lascia la
nave, Esteban ha ormai deciso di non rimettere mai pi piede
sulla Urus. Si infila in tasca l'orologio di Marta e si fa dare tre
dollari del denaro dei Parcheezi da Tomaso Tostado.
Di' a Panzn che pu detrarli da quello che mi spetta.
Dove vai? chiede Tostado.
Non riesce a trattenersi. A farmi tagliare i capelli e a cercare
un vero lavoro. E lascia la nave senza salutare nessuno.
Sta gi facendo sera quando raggiunge il quartiere del salone
unisex. Nelle strade laterali le foglie dorate fluttuano nell'aria
giallo-azzurra al chiarore dei lampioni. Una pallida luna
piena nel cielo indaco insolitamente chiaro, sulla strada, sulla
rada lontana.  sicuramente una notte bellissima e di buon
auspicio, pensa, anche se non riesce a fiutarla e ad assaporarla a
causa del naso chiuso dal raffreddore. E anche quest'aria fredda
sarebbe piacevole, se solo avesse indumenti caldi. Pi pensa al
suo piano, pi gli sembra irrealizzabile, e continua a girare l
intorno evitando la strada del salone: stupido viejo, non puoi
entrare cos in un posto e dire a qualcuno che ti tagli i capelli
per tre dollari. Rimane sul viale, tremando per il freddo, e guarda
nella strada laterale la luce del salone che illumina il marciapiede.
La vista di quel riquadro di marciapiede e dei bidoni
della spazzatura lo riempie di un'emozione confusa, piena d'intimit
e di presagi.
Forse se si limitasse a farle un discorso sincero, appellandosi
al senso di solidariet verso un potenziale nuovo immigrante, lei
convincerebbe il suo capo a tagliargli i capelli in cambio di una
pulizia quotidiana davanti al salone. Oppure potrebbe promettere
di saldare il debito quando trover un lavoro. Sente una
stretta allo stomaco al solo pensiero che Joaquina possa uscire
dal salone da un momento all'altro e risalire il marciapiede con
il suo passo deciso, da cerva intrappolata in grosse scarpe di
legno. Hola, direbbe lui. Qu tal. Passavo da queste parti, cercavo
un lavoro. Come sta quel Chucho?
S'incammina lungo il viale, e si ferma davanti a una tienda
con fiori disposti in secchi di plastica sul marciapiede, alcuni
contengono qualche mazzo gi avvolto nella carta. Un muchacho
con un giubbotto nero e un berretto da baseball sta seduto su
una cassa di legno tra i fiori ed Esteban gli chiede in spagnolo il
prezzo di una dozzina di rose, senza neanche domandarsi se sia la
lingua giusta. Il muchacho risponde: Dieci dollari, jefe.
Puta. Quante posso averne per tre dollari?
Tre.
Dammene una. Rossa. Una vale tanto come due o tre;
vuole solo cercare di rendere Joaquina pi bendisposta nei suoi
confronti. Il muchacho gli mostra un bocciolo rosso, ed
Esteban dice: No, quello. Indica una grossa rosa rosso porpora
curva sul proprio stelo, umida e fragrante come un cuore di
bue ancora palpitante.
Come vuoi, maestro dice il muchacho, stringendosi nelle
spalle. Ma questa  pi fresca, comincer ad aprirsi domani, e
per allora quella sar gi morta.
Esteban cerca di scoprire l'inganno nella proposta. Bueno
dice alla fine con un sorriso di resa. Puoi avvolgermela nella
carta?
Il muchacho strappa da un rotolo un pezzo di carta argentata,
lo stende sul tavolo e vi appoggia il bocciolo. Poi prende una
manciata di felci da un altro secchio e comincia a disporle intorno
alla rosa...
Quelle non le ho chieste! sbotta Esteban.
Clmate, gey. Il muchacho ghigna. Sono gratis. Danno
un tocco di classe. Vuoi un nastro?
Gracias. La mano nella tasca ha gi separato un dollaro
dagli altri due e lo tiene pronto tra le dita sudate. Avr la febbre?
Il muchacho gli consegna la carta legata con il nastro e
un'unica rosa sepolta tra le felci, Esteban lo ringrazia e tira fuori
il dollaro.
Buona fortuna, maestro dice il muchacho.
Scende lungo la strada portando il bouquet, infuriato per il
cuore che batte all'impazzata, rimproverandosi... Qu te pasa,
gey? Si ferma di fronte alla vetrina illuminata del salone, il cartello
del gatto color oliva  ancora attaccato sul vetro. Guarda
dentro ma non vede Joaquina. Mierda. Dov'? Il batticuore
cessa come un motore che si spegne;  come se sentisse l'olio
del motore ormai fermo che gli cola lungo il corpo, fino ai
piedi. Forse lei  nel retro. C' un uomo - dev'essere Gonzalo,
il capo - che taglia i capelli a una donna con la testa piena di
forcine da cui spuntano ciocche di capelli. Sotto il maglione
bianco Gonzalo ha le spalle larghe come quelle di un campione
di sollevamento pesi, la vita sottile come quella di una scolaretta,
gambe e nalgas cos muscolose che tendono i jeans, mentre si
muove al ritmo di salsa che Esteban sente provenire dall'interno.
La nuca  coperta da capelli fluenti e ondulati raccolti in un
sottile codino. Pensa: Dunque Joaquina lavora con questo cabrn,
che ha l'aria del superdonnaiolo stampata dappertutto,
eh? Per non parlare di quel Chucho. Perch lei non sbuca da
dietro la tenda? Forse  uscita a prendere altri pastelitos. Le sue
dita si stringono sugli steli incartati della rosa e delle felci, sente
che l'involto si sfalda per la stretta sudaticcia. Gonzalo gira
intorno alla donna per ultimare il taglio dall'altro lato della testa
e lo guarda, le forbici sospese in aria. L'hijueputa ha pure gli
occhi verdi! Naso dritto ed elegante, labbra piene, di autocompiacimento,
no? Arrossisce quando Gonzalo lo fissa con i suoi
occhi verdi e curiosi. Di colpo si vede come lo deve vedere lui,
patetico e smunto come un orfano vagabondo. Si gira e s'incammina
lungo il marciapiede. Chocho, e adesso? Vorrebbe tornare
indietro di pochi secondi, vorrebbe rimanere fermo l ad aspettare,
oppure entrare dalla porta chiedendo di Joaquina, invece
che segnare il proprio destino allontanandosi. Ma ormai, come
pu farlo senza rendersi ridicolo? Si ferma, si volta e guarda la
luce del salone sul marciapiede. Gli verrebbe da sbattere la rosa
contro un lampione, ma si trattiene. Idiota, ribolle, e adesso
cosa farai?
S'era immaginato che quel Gonzalo fosse vecchio e indolente
come la maggior parte dei barbieri, tutto sospiri e lamenti
infiniti contro il mondo intero, troppo annoiato da tutto - a
parte le sue fantasie sui gatti color oliva - per resistere alle argomentazioni
sue e di Joaquina. Ecco cosa s'immaginava, pues.
Ma quella vanitosa statua umana con la faccia da divo del cinema
non gli taglier mai i capelli gratis. Percorre per intero il
perimetro dell'isolato e imbocca la strada del salone scendendo
lungo il marciapiede opposto. Quando  ormai all'altezza della
vetrina affretta il passo e vede Gonzalo ancora alle prese con i
capelli della donna. Joaquina non c'. Decide di soffiarsi il naso
nell'involto di carta della rosa, poi ci ripensa.
Poi si avvia lungo il viale, questa volta per un bel pezzo, fino a
lasciarsi alle spalle la zona dei negozi e costeggia il muro basso di
un parco oscuro e collinoso, nettamente stagliato nella luce della
luna che sorge da dietro. E arriva in un altro quartiere, pi tranquillo,
meno abitato. Torna sui suoi passi, e quando raggiunge il
salone la vetrina  buia, la saracinesca abbassata. Attraversa la
strada e scruta nel buio del salone, al di l della sua immagine
riflessa nel vetro. Tira fuori l'orologio di Marta, lo rigira nella
mano per cogliere un po' di luce di strada. Sono quasi le otto. 
sudato e ha freddo, gli fa male la testa, e la gola inizia a bruciare.
Comunque vada, decide, non torner alla nave.
Bernardo sta scaldando l'olio sul fondo della pentola per il riso.
La bombola di gas del fornello si  esaurita durante la festa dei
gamberi, gi otto sere fa, ma gli ufficiali non l'hanno sostituita:
da allora hanno cucinato tutti i loro pasti sul ponte, su un fal,
utilizzando alcune sbarre di ferro sostenute da mattoni disposte
sopra le fiamme.  stato felice tutto il giorno, sapendo che
Esteban  tornato a Brooklyn a trovare la manicure, ma dentro
di s  anche inquieto. Pensa che sono come due sparizioni
parallele: il chavalo che scompare dalla nave, nella vita, forse
persino nell'amore, nella giovent, e lui che rimane l, e pues,
scompare... scompare in qualcos'altro. Claro, un vecchio non
pu fare a meno di ricordarsi della sua condizione in un
momento come questo.
Quando l'olio fuma e frigge si china per togliere la pentola
dal fuoco, tenendola con due stracci. E proprio mentre si sta
voltando verso Jos Mateo per fargli versare il riso, sente qualcosa
di morbido che gli si strofina contro il polpaccio, il soffice
urto della coda del gatto, e si volta senza fiato urlando: Desastres!,
e il tallone gli scivola su qualcosa di viscido, e lui finisce
disteso sul ponte con la pentola rovesciata sulla gamba, l'olio
brucia i pantaloni, la pelle, arriva sfrigolando fino all'osso.
Sente l'odore della stoffa bruciata e della propria carne che
frigge. Ha tutta la gamba che brucia ma non riesce a sentire
niente e non vede le fiamme -  il suo ultimo pensiero, prima di
perdere i sensi.
Bernardo viene trasportato nella sua cabina buia e adagiato
sul letto. Qualcuno cerca di sfilargli i calzoni, ma una parte del
tessuto si  bruciata dentro la carne e resiste come se fosse
abbarbicata alle piaghe. Alla fine glieli strappano di dosso.
Cebo arriva con un secchio d'acqua. Tomaso Tostado, con lo
straccio pi pulito che riesce a trovare, strofina le ferite di
Bernardo con acqua e sapone, al buio. Gli uomini dell'equipaggio
stanno a turno al capezzale, vanno e vengono dalla cabina,
dopo avere discusso a bassa voce sul da farsi, giungendo sempre
alla conclusione che sia meglio limitarsi ad aspettare che arrivi
el Capitn. La luna piena illumina fiocamente la cabina, e quando
Bernardo apre gli occhi riescono a vedere il bianco che scintilla
appena, e gli chiedono se sente male, cercano di dire parole
di conforto. Gli portano alle labbra una tazza d'acqua.  sotto
shock, pensano. Ha gli occhi aperti ma sembra che non senta
nulla di ci che dicono. Continua a maledire Desastres. Esteban
dovrebbe essere qui; il viejo si sentirebbe meglio se ci fosse
Esteban.
Qualche ora dopo nella cabina c' solo Panzn, che sonnecchia
sul letto di Esteban. Quando sente Bernardo che chiama
Esteban con voce chiara, limpida, si sveglia e nel buio vede il
viejo seduto sul letto.
Chavalo dice Bernardo, sussurrando eccitato. Ascolta!
L'hai gi sentita, vero? La vecchia canzone dei marinai? E il
vecchio comincia a cantare con voce bassa e rauca.
.
Quiero morir, cuando decline el dia
Con la cara al sol
y la mirada al cielo...
.
E quando finisce di cantare la canzone del marinero che desidera
morire dignitosamente in mare, fa una risatina. M' venuta
in mente la storia che mi ha raccontato il mio vecchio amico
Gustavo Robles, muchacho, quando sono andato a trovarlo a
Panama. Nel corso degli anni ci era capitato di lavorare insieme.
Lo chiamavano tutti El Domino perch su una guancia aveva
tre nei di traverso...
Gustavo Robles, un marinaio atletico, aveva una bambina
piccola, la sua unica figlia, e viveva con la moglie a Panama.
Claro, la piccina era la luce dei suoi occhi, chavalo. Tuttavia ogni
volta che tornava a casa, Gustavo le cantava la canzone del marinaio
che vuole morire alla fine della giornata con la faccia al sole,
lo sguardo al cielo, e cos via, e la faceva sempre piangere. Non
cantare questa canzone, papi. Mi rattrista perch se muori non ti
vedr mai pi! Per favore non cantare questa canzone, papi. Ma
gli uomini sono perversi, no? Gliela cantava sempre, cos poteva
rendersi conto di quanto lei lo amasse, prima di tornare in mare.
Gustavo s'imbarc di nuovo, sulla Reina de Guayaquil. La nave
fin in mezzo a un uragano nel Golfo del Messico, e alcuni portelli
di boccaporto chiusi male vennero spazzati dalle onde che
arrivavano fin sul ponte. Quando lo scafo ruot su se stesso, la
stiva si riemp d'acqua e la nave affond in un baleno, trascinando
con s gran parte dell'equipaggio. Non ebbero scampo, chavalo.
Trentadue morti! Ma Gustavo era riuscito a raggiungere un
canotto di salvataggio, e venne scagliato fuori bordo mentre se lo
teneva stretto. Lo gonfi in mezzo alle onde furiose, e si rannicchi
dentro, e in qualche modo riusc a scampare alla tempesta.
And alla deriva per giorni; era tornato il sole, e lo cuoceva vivo.
Continuava a pensare alla figlia, e a quella canzone. E si maledisse:
Eccoti accontentato, hijo de la gran puta! Ma io non voglio
morire con la faccia al sole ed al cielo! Non voglio morire. No
quiero! Carajo, voglio solo rivedere mia figlia! E pregava la
figlia, mica Dio, promettendole che se fosse riuscito a sopravvivere
non le avrebbe pi cantato quella canzone, e non sarebbe
neanche pi andato per mare. Quando due giorni pi tardi lo
raccolse una petroliera Pemex, delirava, farneticava e continuava
a pregare sua figlia.
Mia figlia m'ha salvato la vita, mi ha tenuto in vita! Ecco
cosa m'ha detto Gustavo, ed era assolutamente convinto, chavalo,
quando sono andato a trovarlo a Panama dice Bernardo nel
buio. E ha mantenuto la sua promessa.
E Panzn sente che Bernardo ride piano tra s, e un momento
dopo vede il profilo del vecchio che affonda di nuovo
nel letto.
Poi sente il vecchio che mormora: Dannata gatta.
...
.
...
6.
...
.
...
Esteban decide di andare nel piccolo ristorante che ha notato la
prima volta che  capitato nel quartiere. Sulla porta c' un cartello
scritto a mano, dice che tengono aperto tutta notte. Scaldavivande
in vetrina, vassoi tenuti in caldo in scomparti di vetro
dietro al banco. Tre uomini che mangiano, seduti al banco, tra
loro qualche sgabello vuoto. Alcuni tavoli, uno occupato da una
giovane coppia con bambino. Due manifesti turistici delle Alpi
svizzere sui muri azzurri. La radio trasmette un merengue. Siede
sull'ultimo sgabello al capo estremo del banco, appoggia davanti
a s la rosa incartata. Studia tutti i piatti e i prezzi scritti con un
pennarello rosso su fogli di carta attaccati al muro. Non riesce a
sentire nessun odore, ma  felice di starsene in un posto caldo.
Qu te puedo servir, papi dice la cameriera, una mulatta
dalla pelle scura, sui quaranta, con le guance lentigginose ed
occhiaie scure sotto gli occhi acquosi, capelli rossicci spessi e
lisci raccolti in una treccia dietro la testa. Ha le gambe lunghe
ed  snella, indossa jeans e un giubbetto blu a strisce bianche,
logoro e sfilacciato.
Ci pensa un momento. Agua. Gracias. Si soffia il naso
con un tovagliolino di carta e lo tiene in mano, non sa bene
dove buttarlo.
La cameriera torna con un bicchiere d'acqua, glielo appoggia
davanti cos rumorosamente che lo fa trasalire.
Ests listo a ordenar? Si direbbe un ordine.
Annuisce. Bueno. Un caf con leche.
Nada ms? chiede lei, e lui annuisce di nuovo.
Beve l'acqua a grandi sorsi, e poi infila il tovagliolino dentro
al bicchiere.
Lei porta il caff, lui chiede quant', cinquanta centavos. Lei
guarda con indifferenza il bouquet, la carta straccia quasi sfatta
attorno al gambo, mentre lui cerca con una mano i due dollari appallottolati
in tasca, gliene allunga uno. Lei porta via bicchiere e
tovagliolino. Lui ne prende un altro e si soffia di nuovo il naso.
Quel poco d'aria che riesce a inalare ora gli sembra bollente.
Beve un sorso di caff, nascondendo il tovagliolino inzuppato nell'altra
mano. Il caff gli brucia la gola, riscalda il formicolio febbricitante
che sente dentro. Gli occhi gli fanno male, de veras, si
sente di merda. La cameriera torna con il resto, due grosse monete
d'argento. In tutto fanno cinquanta centavos. Fa i conti, pu
permettersi altri tre caff; ne avr bisogno, se resta l tutta la notte.
La cameriera  ancora in piedi davanti a lui. E lui guarda il suo
viso severo ma premuroso, le chiede un altro bicchiere d'acqua.
Beve il caff a piccoli sorsi, ingolla d'un fiato il bicchiere
d'acqua e c'infila dentro il tovagliolino usato, e alla fine lei porta
via anche quello. Dopo un po', quando lui chiede un altro bicchiere
d'acqua, lei lo guarda con un sorriso ironico, prende un
grande portacenere di plastica da dietro il banco, glielo mette di
fronte e dice: Non ho intenzione di portarti un bicchiere d'acqua
tutte le volte che devi soffiarti il naso, muchacho.
Comunque torna con un altro bicchiere d'acqua.
Non si cura cos l'influenza, mischiando freddo e caldo.
Faresti bene a bere un t.
Bueno. Estrae dalla tasca l'orologio di Marta; sono le
nove e mezzo. Dovrebbe ordinare una bevanda calda ogni tre
ore. Costa come il caff?
Claro.
Dice che ne prender uno pi tardi.
Sei un meccanico?
No. Perch?
I tuoi abiti, muchacho dice toccandosi la camicetta, passandosi
la mano sulle costole. Ha dita lunghe ed affusolate, le
unghie dipinte con una sfumatura di verde che sta bene sulla pelle
color cioccolata. In che altro modo ci si pu conciare cos?
Sono un marinero.
No! De veras? La sua voce squilla d'entusiasmo.
Aja. Sembra proprio che a Brooklyn i marinai siano una
novit.
Uno di quelli con una donna in ogni porto, eh? Preme il
dito sulla rosa incartata, e lui sorride pensieroso. Un cliente la
chiama per nome, Maril, e lei dice: Que quieres, papito?.
Maril passa da quel cliente a un altro, poi a un gruppo di
persone sedute a un tavolo, e sembra dimenticarsi completamente
di lui nel viavai tra un'ordinazione ed una chiacchiera, da
dietro al banco alla cucina, poi agli scaldavivande e di nuovo
dai suoi clienti. Ma la luce lo rende felice. Fuori  buio, e lui 
seduto dentro, alla luce. Da quanto tempo non provava una
sensazione del genere? Assapora uno sbadiglio, vorrebbe che
un bello sbadiglio profondo potesse durare quanto una tazza di
caff. Pensa che avrebbe dovuto almeno salutare Bernardo e
tutti gli altri. Prova addirittura una fitta di piet per El Barbie,
ma poi pensa: Qu se jode, quel ridicolo huevn.
La musica alla radio finisce, e per la prima volta dalla notte
del barbecue di luglio si ritrova ad ascoltare un notiziario. L'annunciatore
parla svelto come un cubano; quando finalmente
Esteban capisce che mentre era segregato sulla Urus il mondo 
cambiato, l'annunciatore  passato ai poliziotti che a Brooklyn
hanno sparato a un'anziana donna di colore che brandiva un
coltello da bistecche contro di loro. Molti dei clienti lanciano
imprecazioni a quest'ultima notizia, mentre Esteban si guarda
intorno confuso.
Alla fine, quando la cameriera gli si avvicina nuovamente,
Esteban si sporge sul banco e le chiede: Oye. I sandinisti sono
ancora al potere in Nicaragua?.
Lei sembra quasi impaurita. Credo di s. Poi ripete la domanda,
gridandola agli uomini seduti al banco, che subito rispondono
con un'altra serie di imprecazioni incomprensibili. Si
gira di nuovo verso Esteban e dice: Parece que s. Ma non per
molto, eh? Cos vanno le cose. Bueno, qu s yo.
Nella Germania democratica Honecker ha dato le dimissioni
dice Esteban almeno cos hanno riferito alla radio. 
che in Germania il comunismo ha i giorni contati e che c' un
caos totale e che i sovietici non fanno niente. La radio ha detto
che in Polonia se n'erano gi andati, e in Cecoslovacchia erano
sul punto di farlo, e cos quasi dappertutto.
As es, papito dice lei annoiata. Los comunistas se ne
vanno. Ma Balaguer rimane in eterno.
In risposta all'espressione attonita di Esteban, spiega che si
riferiva al vecchio, decrepito e incrollabile leader della Repubblica
Dominicana.
E a Cuba? chiede lui.
Ja! Anche quel cabrn rimarr in eterno. Ma non sentivate
le notizie in mare? Ogni volta che accendi la tele fanno vedere
quelli l che abbattono statue enormi e corrono come pazzi per
le strade.
E la guerra in Nicaragua? chiede Esteban, e lei risponde:
Que vaina, muchacho, pensi che lavori per Telemundo?. Ma
ancora una volta urla la domanda a quelli del banco e ancora
una volta scatena una breve ridda di opinioni contrastanti e
d'imprecazioni oscure, da cui lui riesce a dedurre che la pace
sembra reggere.
Si soffia ancora il naso. E deve rimanere a lungo cos, perso
nei suoi pensieri, con il tovagliolino di carta premuto sul naso e
i gomiti sul banco, perch Maril gli d un colpetto alla spalla e
dice: Ahl?  la prima volta che vedo qualcuno addormentarsi
mentre si soffia il naso.
Lui abbassa le mani, vede il sorriso stupefatto di Maril.
Prender quel t dice.
Con limn?
Aja. Gracias.
Vuoi che ti metta questi nell'acqua? Lei indica il suo bouquet.
Lui la ringrazia, lei prende l'involto, guarda dentro e ride.
Tutto questo per una rosa? Muy elegante. Te l'ha dato qualcuno,
o sei tu che devi darlo?
N l'uno n l'altro risponde placidamente.
Lei sfila con cautela la carta rovinata intorno al gambo e
mette il mazzo di traverso in un bicchiere d'acqua. Quando
ritorna con il t, gli chiede se  del Nicaragua. Ci sono alcuni
nicas che vengono regolarmente al ristorante, tra cui un paio di
macellai sposati. Poi si allontana, deve badare ai clienti appena
arrivati o a quelli che se ne vanno.
Esteban ha fame, ma riesce a stento a tenere gli occhi aperti
per la pressione che sente in testa. Sorseggia il t e si chiede: Y
nosotros? Siamo comunisti? Bueno, molti dicono di no, e molti,
come i miei tos, dicono di s. Ma, chocho, persino nel suo BLI
non si capiva bene, molti dicevano di s, molti di no, a molti non
gliene fregava un cazzo. Per senza le loro armi e i loro soldi
non ce l'avremmo mai fatta. Rodolfo e tutti i commissari politici
adesso staranno parlando, parlando, parlando, cercando di ricucire
il mondo, no? E io sono qui a Brooklyn, dove non sono
niente. A Corinto continueranno ad arrivare le navi del Blocco
orientale? Oppure torneranno le altre? Il mondo cambia, e
Capitn Elias non ne ha mai parlato. E qui, nel ristorante, giusto
un accenno tra una canzone e l'altra, buono per farci due battute.
E Marta sepolta. Una lapide commemorativa piantata vicino
a casa sua. Amalia rovinata, un vegetale all'ospedale militare.
Centoquarantasette compas uccisi sulla Zompopera, quasi un
terzo del suo BLI. E chiss quante altre decine di migliaia. Eil
mondo cambia. Come quando il vento trasporta le voci, e,
quando cala, non si sente pi nulla. E io sono qui, con l'orologio
di Marta - lo tira fuori, sono appena passate le undici.
Papito dice Maril. Adesso lui tiene la testa appoggiata
sulle braccia incrociate, e alza gli occhi.
La tua barca, papito dice lei. Non hai la tua barca, o un
posto qualsiasi dove andare?
Non pi dice Esteban. Lei sembra preoccupata, cos lui
dice: Non devo andare da nessuna parte fino a domattina.
Lei gli lancia un'occhiata indagatrice. Sei davvero un
marinero?
Aja.
Okay. Mi far gli affari miei. Ma pensi di restare qui tutta
la notte?
Lui si stringe nelle spalle. Ms o menos. Guarda le sue
unghie verdi e gli viene un pensiero. Vai da una manicure per
le tue unghie?.
Lei sorride con aria interrogativa. Cmo?
Sono belle le tue unghie. Si sente confuso. Ho un'amica,
una manicure, qui dietro l'angolo. Joaquina.
Dove lavora?
In quel salone, El Saln Tropicana.
Claro, il posto di Gonzalo. Quella piccola rubia, verdad?
L'ho vista. Ogni tanto viene qui con Gonzalo.
Vengono insieme?
Lei scoppia ancora a ridere e dice: No te preocupas, amorcito.
Gonzalo pi omosessuale di cos non potrebbe essere. 
per questo che l'hanno buttato fuori da Cuba con tutti i marielitos,
tu sabes? Un giorno si sono presentati alla sua porta e gli
hanno detto che doveva andarsene. Era ballerino a La
Tropicana, ma l'hanno cacciato via lo stesso. Lui e tutti los gays
su cui sono riusciti a mettere le mani. Caray, que brbaro.
Adesso Esteban si ricorda della foto incorniciata sulla parete
del salone: il tizio nerboruto con la tunica in pelle di leopardo
che tiene una donna sulla testa  Gonzalo. Dunque, il gran
figo  un pato...
Gli occhi di Maril si spalancano di colpo. Non mi dire
che questa  una rosa respinta? Ay no, pero que dramtica!.
Lui ride. Niente di tutto ci. No s, volevo farmi tagliare i
capelli...
Aja?
Bueno, sono andato l, e lei non c'era.
Forse di domenica non lavora, muchacho.
Ah, s pues... Prender un altro t.
Ormai si sente quasi del tutto sveglio. Il ristorante rimane a
lungo vuoto, e lui e Maril siedono al banco. Lei lo rimprovera,
perch ha il raffreddore, ma gli d comunque una sigaretta, e
quando lui ha finito di raccontare la storia della Urus, si alza di
scatto e gli porta una ciotola di riso e fagioli, due pezzi di pollo,
una Coca. Anche Maril gli racconta la sua vita: vive con i suoi
tre bambini e la sorella in Smith Street, una strada che lui conosce
per via delle sue scorribande notturne; suo marito l'ha lasciata
per una boricua e vive con lei in un altro quartiere, dove sono
quasi tutti dominicani; fa il portiere. Qui, invece, sono in maggioranza
messicani, anche se c' gente da ogni parte dell'America
Latina.  vero, dice Maril, puoi vivere a Nueva York senza
mai parlare inglese con nessuno, a parte quelli dei telefoni e
delle tasse. Poi due uomini escono dalla cucina: Melgar e
Juvenal. Il primo  un cuoco moreno di Baranquilla, in Colombia,
l'altro un lavapiatti con i tratti da indio, dell'Ecuador.
Maril dice che nel suo appartamento non pu offrirgli altro che
qualche cuscino, per dormire sul pavimento, ma vista l'emergenza
 il benvenuto, e gli scrive l'indirizzo e il numero di telefono
su un tovagliolino di carta, e Juvenal fa lo stesso. Melgar dice che
dove abita lui non c' il telefono, e neanche cuscini di riserva,
ma in caso di necessit pu sistemarsi per terra.
Esteban si addormenta con la testa tra le braccia, appoggiato
a un tavolo, e quando pi tardi si sveglia di soprassalto, il ristorante
 vuoto, Maril  andata a casa, e il cuoco  seduto al
banco, osserva la strada e fuma. Guarda l'orologio, sono le quattro
e ventitr. Gli fa male la gola. Si sente triste; dev'essere un
sogno che ha fatto, ma non riesce a ricordarlo. Appoggia nuovamente
la testa sul tavolo. I comunisti se ne vanno, pensa, e Marta
se n' andata per sempre. Andata.  troppo orribile pensare a
dov' andata, e subito sente tutto il corpo che s'irrigidisce e si
contrae, come sempre, quando in un accesso di pazzia chiaroveggente
ritorna sulla Zompopera Road: ricorda che sta sonnecchiando
sul retro del camion e all'improvviso il fuoco della
mitragliatrice squarcia la cabina; sembrano martelli spinti da un
razzo, e il camion oscilla, e le assi di legno sul retro strepitano e
vanno in frantumi nella tempesta di fuoco dei proiettili traccianti
che vengono dal buio ai margini della strada, le urla e i gemiti dei
compas accanto a lui e lungo la strada; tutta la strada risuona
della pioggia di piombo, metallo che squarcia metallo, esplosioni
e fiamme e voci che urlano insulti nel buio, morte a tutti i piri
comunisti hijueputas. Rannicchiato sul fondo, dietro la cabina in
fiamme spara a morte attraverso le assi di legno, il kalashnikov
vibra e i bossoli rimbalzano tutto intorno e infila un altro caricatore
e spara all'impazzata nel buio e un'asse fracassata lo colpisce
in faccia, lo sbatte indietro e lo lascia stordito ed  sicuro che la
vita stia uscendogli dalla faccia. E rimane steso su un corpo fradicio
per secondi che sembrano ore stringendo un polso che scopre
non essere il suo finch sente qualcuno che lo tira su e ha
ancora in mano il kalashnikov e vede i capelli rossi della bambola
della novia di Rigoberto Mazariego e seguendo quella piccola
torcia si trascina sui corpi con le narici e la faccia piena di sangue
e cade e sente i denti che sbattono contro una testa coi capelli
bagnati; poi si lascia cadere sulla strada e rotola dietro i copertoni
respirando appena e secondi od ore dopo segue l'urlo di
Rigoberto Mazariego e la bambola della sua novia lontano dal
camion, si butta in avanti nel buio, inizia la lunga notte di combattimenti,
finch arrivano gli elicotteri e i rinforzi. Al mattino
vedono la lunga fila di camion IFA della Germania dell'Est sbandati
a casaccio lungo la carreggiata, sui bordi della strada, l'acciaio
verde dei cofani e delle portiere squarciato come dal becco
e dagli artigli di ferro di un gigantesco rapace, i fori dei proiettili
che luccicano come piccole stelle di latta, uno spesso strato di
bossoli sul terreno intorno ai copertoni inzaccherati. E sentono i
lamenti e il pianto dei feriti e vedono corpi in uniforme abbandonati
sul retro dei camion e sul terreno in mezzo al sangue coagulato,
umidiccio, e pozzanghere di sangue che si secca e insetti
dappertutto e qualcuno che comincia a sparare gli ultimi caricatori
contro agli avvoltoi e poi vede il camion che trasportava le
compitas della sussistenza...
Rimane a lungo seduto con la testa tra le braccia, lo sguardo
perso, respirando dalla bocca. Dev'essersi riaddormentato, perch
quando alza di nuovo gli occhi fuori c' una luce grigiastra,
e ci sono alcuni clienti al banco e una nuova cameriera, e la sua
rosa incartata  stata messa sul tavolo, ancora infilata nel bicchiere
pieno d'acqua verdastra. La nuova cameriera gli porta
una tazza di caf con leche, gli d una pacca sulla spalla, gli dice
che stava russando. Si soffia il naso, beve il caff, la ringrazia,
ringrazia tutti, anche se non  rimasto nessuno dalla notte
prima, prende la sua rosa ed esce nell'aria gelida.
...
.
...
7.
...
.
...
Quando Bernardo sente il Capitn J.P. Osbourne che pronuncia
il suo nome in tono di scusa, come se stesse per dire che  spiacente
di seccarlo ma dovrebbe proprio attaccargli quel bottone,
pensa che sia un'altra delle sue ossessioni notturne. Ma poi apre
gli occhi e dal fondo del suo pozzo di dolore vede i tristi occhi
da pecora del Capitn Elias. El Capitn  chino vicino al materasso,
indossa un giubbotto di pelle nera slacciato, tiene le mani
appoggiate alle ginocchia, sui jeans neri. Solleva una mano e
l'appoggia alla fronte di Bernardo, la tiene l per un po', d la
sensazione di una spugna fredda. Prende il polso di Bernardo,
lo tasta.
Bernardo  sdraiato sul materasso con la coperta addosso,
nudo dalla cintola in gi, trema per il freddo.
Capitn Elias accenna con la testa alla gamba di Bernardo.
 una brutta ustione dice. Pi brutta di quello che sembra,
ne sono certo. Probabilmente sei ancora un po' sotto shock.
Bernardo borbotta, faticosamente si alza sui gomiti e guarda
per la prima volta la ferita alla luce; lo stinco  cosparso di
vesciche rosa umide, alcune bordate da brandelli di stoffa annerita.
Si sente la testa pesante. Torna a sdraiarsi.
... Bernardo? Apre gli occhi e vede Capitn Elias, ancora
inginocchiato al suo fianco, che con una mano si strofina lentamente
la testa rasata fissando le tre foto nella guaina di plastica
allineate sul pavimento. El Capitn ripete: Bernardo?, lo
guarda e capisce.
Ho studiato medicina dice, e anche qualcos'altro che
Bernardo non afferra, parole complicate, qualcosa che ha a che
fare con le piante. ... Era il mio mestiere. Prima di decidere
che il mio cuore apparteneva alle navi e al mare.
Lieto di saperlo dice Bernardo, sorpreso del proprio tono
adirato. Ma  solo una scottatura. Non dovremmo avere una
specie di pronto soccorso a bordo?
Certo che ce l'abbiamo dice el Capitn, e batte la mano
su una scatola di metallo di fianco a lui sul pavimento. Era su,
sul ponte di comando. Certo,  vero, avrebbe dovuto essere a
portata di mano. Abbiamo avuto problemi talmente complessi
che credo ci siamo dimenticati delle cose pi ovvie.
Adesso el Capitn con un dito tocca delicatamente una delle
piaghe acquose.
Ti fa male?
Non sento niente. Ma il male sembra venire da tutta la
gamba.
Ti far una serie di domande, Bernardo. Potranno sembrarti
un po' strane, ma  una prassi fondamentale del metodo
omeopatico.
Bueno dice Bernardo con impazienza.
Sente Capitn Elias che ancora una volta lo scrolla per
svegliarlo.
Hai provato un desiderio insolito per qualche cibo?
Cmo?
Prima e dopo l'incidente?
Eh?
El Capitn fa un sorrisetto. C' qualche cibo che desderi
tanto da non riuscire a fare a meno di pensarci? O c' del cibo il
cui solo pensiero ti disgusta?
Leche freddo agria, con un po' di sale. Una brocca intera di
succo di pitaya. Un'enorme tazza fumante di mondongo... no.
Quelle piccole bacche, come si chiamano?
Bueno, mirtilli.
Sono freschi, umidi e dolci, e adesso ne avrei voglia. Per il
resto, farei volentieri a meno per sempre delle sardine.
Ci sono momenti della giornata in cui ti senti particolarmente
felice, o triste? dice el Capitn in tono neutro, stando
accucciato sulle ginocchia.
Triste di sera, capitn. Come tutti, no?
E sei pi felice al mare o in montagna?
A dire il vero, non sono mai stato in montagna. Naturalmente
le ho viste molte volte all'orizzonte, lungo certe coste.
Penso che sia una domanda superflua per un vecchio lobo
del mar come te. Il tuo elemento  senz'altro l'acqua.
Forse sarei felice in montagna, ma ne dubito.
Bernardo?
Riapre gli occhi.
La morte ti spaventa? chiede Capitn Elias. Intendo
dire, quando ti cpita di pensare alla morte, sei spaventato?
Sente una stretta al cuore per la paura e la tristezza.
Spaventato? No tanto. Ma, claro, un uomo della mia et ci
pensa.
Provi un senso di rabbia nei confronti della morte?
In questo momento provo rabbia per quella hija de la gran
puta d'una gatta.
Mi farebbe arrabbiare non rivedere mai pi le mie figlie.
Le rivedrai molto presto, ne sono certo. Per un attimo sembra
che Capitn Elias lo fissi in volto senza vederlo. Poi d un'occhiata
dall'altra parte del letto, e puntellandosi con una mano al
materasso, si allunga per prendere una delle fotografie avvolte
nella plastica; torna ad accucciarsi, mugugna, guarda la fotografia
e la porge al vecchio. Le tue figlie.
S pues. Bernardo osserva attraverso la plastica opaca le
figlie ed i nipoti riuniti sotto il piccolo portico.
Sei un uomo fortunato. Anch'io sar presto padre.
D'improvviso il lungo corpo vestito di nero di Capitn Elias
si protende nuovamente sopra Bernardo; tornato alla posizione
iniziale studia Esmeralda, la regina di bellezza, attraverso la
plastica.
El Capitn accenna un sorriso. Un vecchio amore?
No, un'altra figlia dice Bernardo, di nuovo sorpreso per il
proprio tono irato.
Muy bonita.
L'altra foto. Quella  Clara, mia moglie, la madre delle mie
figlie.
Ah. S, pues. El Capitn si sporge ancora una volta sopra
il letto e guarda l'immagine sfocata di Clarita e Bernardo in
piedi di fronte alla Mitzi, a Veracruz; d un'occhiata alla foto di
Esmeralda nell'altra mano, con una fulminea espressione di
stupore.
Deliziosa dice. Sembrate molto felici.
Bernardo solleva una mano dalla pancia e gli porge la fotografia
con le figlie. El Capitn impiega qualche secondo prima
di capire, poi prende la fotografia, questa volta gira attorno al
letto e rimette le tre istantanee pi o meno dov'erano.
El Capitn rimane in piedi accanto a lui, si guarda intorno,
il letto vuoto di Esteban, le due valigie aperte ai piedi di ciascun
materasso, piene di vestiti a brandelli, sporchi, accuratamente
piegati. Poi esamina di nuovo Bernardo.
Credo che tu sia un tipo Arsenicum dice alla fine.
Cmo?
Non posso giurarci, ma credo di conoscerti abbastanza
bene per poterlo affermare con una certa sicurezza. El Capitn
sorride. Il tipo Arsenicum  quel genere di persona che decide
di suicidarsi infilando la testa in un forno, perch gli sembra
che sia il metodo che crea meno disordine. Ma quando mette
dentro la testa, si accorge che il forno va pulito. E mentre lo
pulisce si dimentica che doveva suicidarsi.
S pues...  solo una scottatura, no?
Allora el Capitn si accoccola di nuovo vicino al letto e comincia
a frugare nella scatola di metallo.
Certo, hai ragione,  solo una scottatura. Non  un caso
complicato. Ma ad ogni buon conto aggiunger un trattamento
di fondo a quello specifico. Hai bevuto molti caff?
Non bevono caff da mesi. Neanche uno dice Bernardo.
Bene, perch il caff diminuisce l'efficacia di queste medicine
dice el Capitn, avvicinandosi con la scatola di metallo
alla gamba di Bernardo.  meglio che tu non ne beva pi finch
non sarai guarito. Cerchiamo di ripulirti un po'.
Con le pinzette el Capitn strappa i pezzi di stoffa rimasti
attaccati alla gamba.
Senti niente? chiede.
Nada.
El Capitn spruzza la gamba con il liquido di una bottiglia
di plastica e tampona le piaghe insensibili con batuffoli di
cotone.
Adesso ti far un po' di male.
El Capitn imbeve i batuffoli con il liquido di un'altra bottiglia,
di nuovo tampona le ferite, ma Bernardo non sente niente,
poi, in un punto, fitte lancinanti di dolore che s'irradiano in
tutta la gamba...
Attraverso un fuoco rombante sente el Capitn che dice:
Torner tra un paio d'ore.
Quando riapre gli occhi, Tomaso Tostado sta raccogliendo i
batuffoli di cotone sparsi intorno al materasso. In piedi sulla
porta Panzn dice: El Capitn afferma di essere un... no s.
Un qu?.
Un erborista diplomato dice Tomaso. E qualcos'altro...
no s. Un mdico homeoptico. No?
As dijo. Bernardo gira la testa in direzione della voce e
vede Jos Mateo che alza gli occhi dalla fotografia di Esme che
tiene in mano. Jos Mateo dice: El Buzo, quel cabrn, ha detto
a el Capi che a lui sembrava stregoneria, gli ha detto che invece
doveva portarti all'ospedale. El Capi ha detto di no, che questa
 la medicina che usano il re e la regina d'Inghilterra. 
la nuova medicina, la pi moderna. Uguale, anzi, meglio di quella
dell'ospedale. Non ha detto cos?.
S pues dice Panzn. Tutto il tuo corpo  una vibrazione.
Qu s yo?
Una forza vitale dice Tomaso Tostado.
 solo una scottatura dice Bernardo. Rimetti quella foto
al suo posto.
S pues, compadre dice Jos Mateo. Lui sa quel che fa,
immagino. Puta, non  mica un'operazione chirurgica.
Qu loco, ese capitn, no? dice Panzn.
Ma  istruito dice Tomaso Tostado.
Com' la storia del topo?
Con questo tipo di medicina dice Tomaso per curare
una scottatura ti danno qualcosa che scotta un po' meno, e il
corpo capisce cosa deve fare. Il simile guarisce il simile, ha detto
cos. Gli scienziati hanno dato questa medicina ad un topo e
l'hanno messo su una stufa e lui riusciva a starci sopra senza
bruciare, e gli altri topi che non l'avevano presa non ci
riuscivano.
Bernarndo mugugna: Continuava a dire che avrei messo la
testa nel forno.
Insomma, mi state dicendo che per curare una scottatura,
scotter Bernardo? dice Panzn.
Poi Capitn Elias lo sveglia di nuovo. Adesso nella cabina ci
sono solamente el Capitn e Tomaso Tostado.
El Capitn ha in mano un recipiente di plastica rossa con un
tappo bianco, pi piccolo di quello della medicina che aveva
portato quando si erano tutti ammalati per avere bevuto l'acqua
contaminata dal topo. Sta spiegando a Tomaso Tostado che
Bernardo deve berne un po' ogni mezz'ora.
 un composto diluito di cantharis e arnica dice el Capitn.
Pu darsi che tu conosca i componenti con un altro nome:
mosca spagnola e dente di leone.
El Capitn ne versa un po' in un tappo di plastica rossa.
Bernardo beve: sa di acqua rugginosa e melmosa. C' anche
qualcosa da dare sulle scottature, una tintura, si chiama, fatta di
calendula e iperico. E bende di garza da mettere sulla gamba.
Appena prima di lasciare la cabina, Capitn Elias dice:
Cerca di pensare a cose felici, Bernardo, aiuta il processo di
guarigione.
Gracias, capitn dice Bernardo. Mi sento gi un po'
meglio.
Questa cura fa effetto subito. El segundo oficial della Urus
sar in piedi in pochi giorni, eh, gey? Poi si acciglia, come se
fosse imbarazzato dall'insulsaggine delle sue parole. Indugia un
momento con le mani sprofondate nelle tasche.
Non dimenticarti, Bernardo dice alla fine, con un sorriso
forzato che per il giusto  empio essere triste.
E Capitn Elias lascia la cabina. Bernardo non lo rivedr
mai pi.
...
.
...
8.
...
.
...
Esteban ha gi tolto le bottiglie di birra dall'entrata del salone e
le ha buttate nei cassonetti, ha gi spinto via a calci i mozziconi
di sigaretta dal marciapiede quando, dopo essere rimasto l in
piedi per quasi tre ore, vede finalmente la Joaquina che scende
lungo la strada con il suo cappotto e il suo passo flessuoso, strascicato,
come se avesse le scarpe troppo grandi. Porta calze
nere. Quando si accorge che lui  l che l'aspetta spalanca gli
occhi, che diventano due dischi scuri, e si ferma un attimo, ma
non sorride. Quando lo raggiunge ha gi le chiavi in mano. Lui
osserva gli occhi di Joaquina che scivolano sospettosi dal bouquet
che tiene in mano fino alla sua faccia.
Buen da, Joaquina dice, ed  talmente rauco e ha la testa
cos intasata che riesce a malapena a sentire la propria voce.
El marinero dice lei, con la sua voce profonda. Esteban,
no? Qu pas?
Joaquina... Il suo atteggiamento controllato, quasi sottomesso,
lo lascia confuso. Sembra un'altra persona rispetto alla
despota volubile che aveva incontrato l'altro giorno. Dice che le
deve parlare di una cosa.
Bueno. De qu? Il suo tiepido interesse lo sgomenta.
Ho pulito intorno alla porta dice nervosamente. Se vuoi
passo lo strofinaccio.
Oiga, gey, non starai cercando di soffiarmi il lavoro, eh?
Ma non  mica tutto l, sai? Sorride.
 cos sollevato di vederla di nuovo se stessa che esclama:
Lo so. Dovrebbero pagarmi milioni di dollari per fare le mani
a quel Chucho. Sente una fitta dentro, pensa di essersi tradito.
Ma lei ride ed infila la chiave nella porta. E quanto vorresti
per i piedi?
E lui pensa: Chucho si fa tagliare le unghie dei piedi? Ma evita
di fare commenti, segue Joaquina dentro il salone e dice: Ti ho
portato questo, porgendole il bouquet in modo che quando lei si
volta se lo ritrova tra le mani. Lei dice: Ay Esteban, porqu?.
Guarda l'unica rosa nella carta, sorride appena, lo ringrazia. Si
volta e va in fretta nel retro del salone ad accendere le luci. Poi
sparisce dietro la tenda, e lui sente un breve scroscio d'acqua, ma
quando Joaquina torna non porta nulla con s. Indossa un vestito
di velluto cremisi con due file di bottoni d'ottone sul davanti e un
nastro nero che scende dal colletto. Inizia a preparare il caff.
Lui si siede su una sedia contro il muro e si guarda allo
specchio, poi guarda Gonzalo vestito da Pedro Picapiedra che
tiene la ballerina sulla testa. Si sente drogato per il raffreddore e
la mancanza di sonno, ha la pelle incrostata di sudore secco e
sudiciume. S'infuria con se stesso per averle portato la rosa, poi
con Bernardo che gli ha montato la testa con le sue idee strampalate.
Joaquina  imbarazzata dalla sua presenza. Pues, chi non
lo sarebbe? Ma poi si ricorda della gentilezza con cui l'ha trattato
Maril, e se la prende con Joaquina perch ha frainteso il suo
omaggio floreale.
Joaquina gli porta una tazza di caff, si siede ed inizia a bere
il suo, lasciando tra loro una sedia vuota, le gambe distese ed i
piedi scostati proprio come l'altra volta. Gli chiede che cosa ha
da dirle.
Ho deciso di lasciare la nave dice lui, e aspetta che lei
finisca di sbadigliare. Joaquina si toglie la mano dalla bocca e lo
guarda.
Perdn dice con un sorriso sonnacchioso. Entonces?
Lui nota che oggi ha un paio di orecchini diversi. Invece che
stelline sono triangolini di vetro, gialli.
Me ne sono andato...
Te l'avevo detto che ti saresti buscato un raffreddore a
girare cos, eh? Si alza in piedi, attraversa rapidamente il salone
e torna con una scatola di fazzolettini di carta, che appoggia
sulla sedia tra loro. Giiey, devi avere pi cura di te.
Lui ripete che ha deciso di andarsene dalla nave, lei annuisce,
lui dice: Forse posso fare qualcosa, magari pulire l'entrata,
e anche qui dentro, per tutto il tempo che volete, in cambio di
un taglio di capelli.
Lei ha l'aria di soppesare molto seriamente la proposta.
Lo chiederemo a Gonzalo dice alla fine. Dovrebbe arrivare
da un momento all'altro.
E rimangono seduti in silenzio finch lei non chiede se
vuole dell'aspirina. Va di nuovo nel retro, torna con un bicchiere
d'acqua e due aspirine.
Non riuscendo pi a sopportare il silenzio lui sta quasi per
domandare se  Gonzalo quello della foto, vestito come il cavernicolo
dei cartoni animati, ma si rende conto che potrebbe far
capire quello che ha fatto e quello che ha saputo su Gonzalo la
notte scorsa; in un impeto d'ansia e imbarazzo comprende che
Gonzalo potrebbe riconoscerlo.
Davvero ci sono uomini che si fanno dipingere le unghie
dei piedi? chiede alla fine.
Qualcuno. Ma non Chucho. Poi lo guarda dritto negli
occhi e gli chiede: Porqu gey? Pensi che gli uomini non possano
farsi il pedicure?.
No dice lui. Certo che lo pensa. Non mi sognerei mai.
A qualcuno piace. E fa uno strano sorriso, come se la cosa
stupisse anche lei. Al mio novio piace, ma credo che sia diverso.
Non se li dipinge mica, claro, ma piace a tutti farsi accarezzare i
piedi, no? Le unghie tagliate, via le pellicine, i piedi lavati y todo.
Hai un novio? Ve? Mica gli dispiace. Lei comunque non
 il suo tipo. Una manicure. Una chica plstica, capelli tinti,
probabilmente pure i riccioli sono finti...
Bueno... s dice lei. Ma  in Messico, nel D.F.  un
avvocato.
Il cuore di Esteban fa un balzo quando sente una punta d'esitazione
nella voce di lei.
Subito dopo Joaquina dice: C' un sogno che faccio da
anni. Un uomo grasso vestito elegante viene a farsi le mani, e io
dico: Si sieda, un momentito. E quando torno  l seduto, ma
s' tolto le scarpe e le calze. E ha piedi orribili, sporchi, puzzolenti,
pelosi. E io dico: Ah, vuole che le faccia anche i piedi? E
lui mi guarda e dice: No. Fa una pausa. Poi ogni volta mi
sveglio.
Quando arriva, Gonzalo indossa un lungo cappotto nero,
ha un giornale piegato sotto il braccio; rimane sulla soglia e si
toglie un guanto di pelle, poi, mentre si sta sfilando l'altro, si
blocca per esaminare Esteban con un sorriso estasiato.
Questo  il marinero naufrago di cui ti ho parlato dice
Joaquina con aria imbarazzata. Esteban.
Gonzalo finisce di togliersi il guanto, cme per liberarsi l'indice
per poterlo dondolare e roteare mentre dice: Ha fatto almeno
due volte il giro dell'isolato, e continuava a guardare la
vetrina con in mano dei fiori. Sul momento ho creduto che fossero
per me. E ride, mettendo in mostra denti bianchi perfetti;
gli occhi color smeraldo e le guance rosee sprizzano buonumore.
Poi dice: Cono, que genial! Pi tardi, tornando a casa in
metropolitana, continuavo a cercare di risolvere il mistero del
ragazzo selvaggio troppo timido per consegnare i suoi fiori, e di
colpo mi  venuto in mente che potevi essere quel marinaio
naufrago di cui mi aveva parlato Joaquina.
Esteban siede rigidamente sulla sua sedia, furibondo per
l'umiliazione, la faccia bollente come acciaio arroventato.
Era il giorno libero di Joaquina. Saresti dovuto entrare
comunque. Ma l'allegria svanisce dalla sua voce quando guarda
Joaquina. Oye, nia, non arrabbiarti. Volevo solo...
Esteban d un'occhiata e vede che gli occhi di Joaquina
sono nuovamente due specchi d'acqua in tempesta che folgorano
Gonzalo, proprio come era capitato a lui la mattina che si
erano conosciuti.
Non riesci proprio mai a tenere la lingua a freno, eh,
Gonzalo? Bocn!
Bocn? Yo? Senti chi parla!
Lei si alza e sparisce dietro la tenda e quando torna ha in
mano un piccolo vaso con la rosa e le felci. Lo sbatte sul banco
con tale forza che Esteban si stupisce che non si rompa.
Elegante dice Gonzalo.
S pues dice lei. E l'ha portata per me, mica per te, gey.
Orale?
Claro dice lui. Okay. Sorride furtivamente a Esteban,
poi guarda di nuovo Joaquina. Ti sei divertita nel tuo giorno
libero?
Joaquina lo sta ancora guardando minacciosa, mentre gioca
nervosamente con i capelli, avvolgendo e svolgendo con un dito
un ricciolo dorato.
Aja dice.
Sei andata a fare uno dei tuoi giri di compere, no?
Y qu?
Ti sei comprata un altro colatoio, no? Oppure un colino
da t, o qualcosa del genere? Sembra che cerchi di trattenersi
dal ridere.
Non cominciare dice lei.
Questa  una delle donne pi eccentriche del mondo dice
lui a Esteban. Qualunque attrezzo da cucina con dei buchi,
deve averlo. Cosa pensi che ne direbbe uno psicologo? Non sa
neanche cucinare!
Ay no. Tus obsesiones!
Mis obsesiones? Io non raccolgo colini e colatoi!
Non  un'ossessione,  una collezione! Sei tu che sei ossessionato
dal fatto che mi piacciono! A me non ossessiona niente
di quello che fai tu, gey. Si copre gli occhi con una mano.
No, proprio non riesco a reggerlo, quest'uomo. Chiin!
E Gonzalo ridacchia di gusto un'altra volta, si toglie il cappotto,
lo porta nel retro.  vestito come il giorno prima, a parte
il maglione che adesso  grigio, e da vicino sembra ancora pi
erculeo e aggraziato.
Joaquina siede sulla sedia vicino a Esteban, che deve sembrare
sconvolto, perch lei gli parla in tono serio e comprensivo:
Esteban, sono spiacente che Gonzalo ti abbia messo in
imbarazzo.  assolutamente insensibile.
Imbarazzato? Io? Claro que no.
Lei fa una risatina. Hai continuato a girare attorno
all'isolato?
Lui sospira. No s. Non sapevo dove andare.
Quando ritorna, Gonzalo si versa una tazza di caff e si
siede dall'altra parte, vicino a Esteban.
Io e Joaquina dice amabilmente siamo come marito e
moglie. Ci disprezziamo a vicenda, ma andremmo in giro per le
strade a urlare di dolore strappandoci i capelli se uno dei due se
ne andasse. Non badarci.
Ti piacerebbe, gey dice lei. Dicevi lo stesso di
Dolores.
Era la nostra gatta dice lui a Esteban. L'avevamo assunta
per far fuori i topi, ma un giorno  uscita da quella porta e non
 pi tornata. Forse  andata a lavorare per qualcuno disposto a
pagarla di pi. O forse l'ha presa La Migra.
Oiga Gonzalo, Esteban ha bisogno di tagliarsi i capelli
dice Joaquina bruscamente. Ma non ha neanche un soldo, E
spiega la situazione, e la sua offerta di passare lo strofinaccio
sull'entrata e di spazzare il salone fino a restituire l'equivalente
della somma, anche se lei pensa che Esteban non dovrebbe
lavorare fuori finch non sar guarito dal raffreddore.
Ma quello  il tuo lavoro dice Gonzalo quando ha terminato.
Ti pago per farlo. Poi scoppia a ridere vedendo l'espressione
di Joaquina, si alza e dice che a lui sta bene. Lavagli
i capelli dice a Joaquina. E controlla che non ci siano pidocchi.
Senza offesa, Esteban.
Joaquina era cresciuta in un piccolo poblado vicino a un'autostrada
poco trafficata alle pendici desertiche delle Sierra
Madres occidentali, nello stato di Zacatecas, nel Messico centrale.
Suo padre faceva il meccanico in una rimessa, un'unica stanza
piena di rottami sull'autostrada, e i suoi guadagni dipendevano
quasi esclusivamente dai guasti o dai pneumatici logori di chi
passava nelle vicinanze. Il loro poblado era cos sperduto che
Joaquina e i suoi fratelli - otto, di cui tre femmine - non potevano
andare a scuola e ritornare se il padre non li accompagnava
con la sua vecchia macchina. Spesso l'auto si guastava - nonostante
il lavoro del padre nessuna delle portiere si apriva dall'esterno,
e una soltanto si apriva dall'interno - e Joaquina e i suoi
fratelli rimanevano bloccati per la notte, e per dormire dovevano
disperdersi in varie case del poblado dove c'era la scuola. La madre
di Joaquina era una contadina austera che non si concedeva
frivolezze femminili. Cos Joaquina non aveva visto una limetta
per le unghie fino all'et di sette anni, quando sua Ta
Hermalina era arrivata dal Distrito Federal per far visita al fratello
e alla sua famiglia. Joaquina rimase folgorata dalle unghie
della ta, ben sagomate e di un bel rosso lucido, e da come stava
seduta a limarle pigramente, ignorando tutto ci che accadeva
intorno a lei, consumando le ore di una visita che sembrava trovasse
interminabile. Joaquina desiderava spasmodicamente la
limetta, la considerava un oggetto magico, e seduta nel cortile
della scuola faceva finta di limarsi le unghie con il bastoncino di
un ghiacciolo. Subito prima che Ta Hermalina partisse per tornare
in citt, Joaquina le apr di soppiatto la borsa e rub la
limetta. Era una di quelle limette metalliche all'antica. Ma restava
il mistero dello smalto. A scuola tent con la carta di Cina
colorata, inumidendola e strofinandola per vedere se ne usciva
qualcosa. Prov coi pastelli. Una volta era andata nella rimessa
del padre, e aveva scoperto che la vernice per fare i ritocchi,
asciutta, sembrava lucida come smalto per unghie. Quando il
padre la sorprese mentre si dava la vernice sulle unghie, nascose
i barattoli da qualche parte nel disordine della rimessa, e lei, per
quanto cercasse, non li ritrov mai pi. Nel frattempo Joaquina
limava le unghie a tutti con la limetta di metallo - quelle delle
compagne di scuola, delle sorelle, della madre, persino quelle dei
fratelli pi piccoli e dei loro pochi vicini - finch non ci fu una
sola donna o ragazza nei dintorni che non avesse perennemente
le unghie ben modellate, anche se prive di colore. Non avrebbe
usato smalto che due anni pi tardi, quando and a trovare la
Ta Hermalina nella citt pi grande ed inquinata del mondo. (E,
secondo Joaquina, anche la pi pazza, la pi surreale, la pi
piena di musica, la pi triste, la pi divertente). A quindici anni
riusc finalmente a realizzare il sogno di andare a vivere l con la
ta, e s'iscrisse alla scuola per estetiste. Non le interessavano i
corsi di acconciatura. Sembrava proprio che fosse destinata a
diventare manicure...
Esteban apprende parte di queste notizie mentre  seduto
su una sedia imbottita, con la testa nel lavandino, dietro la
tenda, avvolto in un grembiule azzurro, e Joaquina gli lava i
capelli; ne apprender altre pi tardi. Joaquina si tiene le
unghie corte per il suo lavoro, e preferisce dipingerle, come
dice lei, alla francese, con uno smalto chiaro e lucente e sopra
sottili striscioline argentate. Se le fa da sola, naturalmente.
Prima di cominciare con lo shampoo ha disteso le mani perch
lui potesse ammirarle le unghie, poi si  infilata un paio di
guanti di gomma trasparente. Qui al salone, Joaquina deve fare
un sacco di lavori di ogni tipo, oltre a manicure e pedicure,
dalle cerette alle commissioni per Gonzalo. Ma non pu lavorare
in un salone di manicure - uno di quei posti sempre aggiornatissimi
su ogni nuova moda oltre che sui progressi della
scienza e dell'arte di abbellire mani e piedi, e dove ha sentito
dire che anzich manicure ti chiamano tecnico delle unghie -
perch  una clandestina e quasi non parla inglese. Comunque,
molti di questi nuovi saloni sono coreani, i proprietari e i
dipendenti sono tutti coreani. A volte le piace fermarsi davanti
a quei saloni, a guardare dalla vetrina. Ma Gonzalo  un capo
onesto e gentile, muy padre, e insieme si divertono molto.
I capelli di Esteban sono talmente sporchi e aggrovigliati
che lei decide che occorrono tre lavaggi. Ma non ha pidocchi,
annuncia allegramente. La fragranza femminile dello shampoo
che usa  cos forte che gli sembra di riuscire a sentirla attraverso
gli occhi, visto che il naso  troppo ostruito per percepire
qualcosa. Sul pavimento, contro il muro, vede un recipiente
bianco pieno di cera giallastra, pulita, senza peli, e prova una
fitta di dolore nel riconoscere la sostanza che Marta per prima
gli aveva descritto, la ceretta per le gambe. A met del secondo
lavaggio Joaquina si toglie i guanti di gomma, e lui sente la
punta delle sue dita che scivolano tra i capelli, che lo massaggiano,
finch tutto il cuoio capelluto  pieno di stelle che esplodono,
e il piacevole pizzicore si trasmette alla spina dorsale, gli d
i brividi. Apre gli occhi e spinge la testa pi indietro, in modo
da riuscire a vedere Joaquina, e oltre le labbra screpolate e le
narici l'espressione dei suoi occhi lontani.
Perch Chucho ha bisogno di una manicure cos di
buonora?
Tiene corsi di cucina alla televisione. Canal 67, qualcosa
del genere, a Nueva Jersey. Ma non l'ho mai visto.
Il tuo novio viene a trovarti?
Verr presto. Joaquina smette di passargli le dita tra i
capelli, come se stesse per dire qualcosa di sconvolgente, ma poi
ricomincia. Esteban ha un'illuminazione: non importa chi sia il
novio di Joaquina, n se verr davvero a trovarla perch, comunque
vadano le cose, lui e Joaquina staranno insieme. Chocho,
dice tra s, e si chiede se-sia solo un guizzo d'orgoglio, oppure
se sia troppo rilassato dalla sedia comoda e dal piacere viscerale
dello shampoo per potersi preoccupare di un rivale. Che venga
pure, l'avvocato. Chiude gli occhi, si abbandona a godersi il
massaggio, e cerca di concentrarsi per trasmettere la sua nuova
decisione con la forza del pensiero alle dita di Joaquina.
Viene svegliato di soprassalto dal suono della sua voce.
Marinero. Despirtate.
Le sorride e rimane in silenzio, sorpreso di svegliarsi l e
non vicino a Bernardo, nella cabina.
Russavi perch hai il raffreddore o russi sempre?
Per il raffreddore dice lui, anche se non ne  proprio
sicuro.
Lei ha finito di lavargli i capelli.  seduta su uno sgabello
alle sue spalle, sta aspettando che il balsamo agisca.
Mi  successo l'altro giorno nel bel mezzo di una pedicure.
Sai com', le donne che vengono parlano, parlano, parlano. E
alcune hanno voci, non so cosa sia,  come se t'ipnotizzassero.
Senti la testa piegarsi sempre pi e cerchi di tenere gli occhi
aperti e di bere un po' di Coca per rimanere sveglia e hai paura
di tagliarle se ti scappa la mano. Pues, e l'altro giorno?  successo,
giiey. Ero l, col mento sul petto, un colpo di sonno, ho
persino lasciato cadere le tijeritas sul pavimento. E vuoi sapere
come m'ha svegliata? Con l'alluce. Chiin, me l'ha messo nel
naso e ha dato una spintarella e s' alzata facendo un coraje. Ma
mi sono arrabbiata anch'io. Il suo ditone nel mio naso? L'ho
mandata a la chingada, giiey.
Gli risciacqua i capelli. La segue oltre la tenda con un asciugamani
avvolto a turbante sulla testa. Gonzalo  gi alle prese
con i capelli di un'altra donna. E c' un moreno massiccio che
parla spagnolo, con un gessato nero e il panciotto rosso, e
aspetta la manicure. Com' che ogni volta che c' lui, vengono
solo uomini a farsi fare le mani? E come mai gli uomini che vengono
sono sempre cos corpulenti?
Joaquina  in piedi e guarda Gonzalo che le d le spalle,
arrotolandosi un ricciolo attorno a un dito. Esteban sorride tra s,
capisce che  cos che lei manifesta la propria ansia.
Gonzalo dice Joaquina Esteban non pu starsene seduto
qui coi capelli bagnati, col raffreddore che ha.
Allora mettilo sotto il casco dice Gonzalo. Cosa avete
fatto l dietro voi due, per tutto questo tempo? No. Non voglio
saperlo. Adesso ho un appuntamento dopo l'altro.
Esteban viene ammesso alla poltrona da barbiere di Gonzalo
soltanto alle sei e mezzo di sera. A quell'ora la luce, fuori, al
chiarore dei lampioni,  di un grigio scuro e triste. Davanti alla
vetrina del salone sfila incessantemente la gente che torna a
casa, nuvolette vaporose di respiro intorno alla bocca. Per quasi
tutta la giornata Esteban si  sentito trascurato sia da Gonzalo
sia da Joaquina: hanno servito un cliente dopo l'altro, e proprio
come fuori si spegneva la luce del pomeriggio autunnale, in loro
svanivano il buon umore e l'eccitazione. Esteban ha gi cominciato
a imparare i testi delle canzoni pi in voga alla radio, dalla
stazione che trasmette in spagnolo. Ha sentito altri frammenti
di notizie sui mutamenti del mondo, senza poter condividere il
proprio stupore con nessuno. Ha studiato attentamente ogni
pagina del giornale di New York in spagnolo che Gonzalo aveva
portato, ha letto ripetutamente la pagina degli esteri e la sezione
chiamata Nuestros Pases: qui ha appreso che la guerra in El
Salvador e in Guatemala continua, ma non ci sono notizie sul
Nicaragua, e ha provato di nuovo la sensazione agghiacciante
che mentre lui era bloccato sulla Urus il mondo che conosceva
fosse scomparso per sempre. Tuttavia il suo oroscopo dice che 
un buon giorno per riallacciare rapporti con parenti lontani e
vecchi amori. Ha sfogliato una dozzina di vecchi numeri di
Vanidades e Hola, si  aggiornato sui drammi d'amore reali
delle stelle delle telenovelas e di altra gente apparentemente
famosa, che per lo pi non ha mai sentito nominare. Ha consumato
un'intera scatola di fazzolettini e ha passato ore lottando
contro il sonno, seduto in uno stato di stordimento soporifero,
costruendo e ricostruendo impalcature d'aria nei suoi occhi per
poter osservare Joaquina piegata sulle mani e i piedi dei clienti,
che lavora con la precisione di un chirurgo.  incantato dalla
variet e dalla delicatezza degli strumenti che utilizza - ha a
disposizione una gran quantit di attrezzi, come loro sulla Urus,
tutti in miniatura - e dall'aura di concentrazione meticolosa e di
calma che l'avvolge mentre taglia pellicine, o lima, o leviga con
una piccola pietra pomice, o applica lozioni, o usa una tovaglietta
per asciugare i piedi lavati in una bacinella di acqua
calda, o massaggia, o dipinge le unghie, o spreme la colla da un
tubetto per attaccare le unghie finte, e poi fa mettere le dita e le
unghie rifatte dentro a una piccola macchina dalle serpentine
che diventano incandescenti, di un viola scintillante. In effetti
quasi tutte le clienti di Joaquina sono donne, ed  vero che tendono
a parlare cos tanto che Joaquina al confronto sembra una
tipa taciturna. Esteban ha origliato pettegolezzi di ogni genere,
su amanti, parenti, vicini. Una donna con la voce monotona e
tenue ha subito fatto piegare per il sonno la testa di Esteban e
Joaquina, in contemporanea.
All'ora di pranzo Gonzalo ha aperto il cassetto in cui tiene il
denaro e ha dato a Joaquina un biglietto da venti dollari, dicendole
di andare a prendere qualche panino e di fare un salto al
negozio dell'Esercito della Salvezza per comprare a Esteban un
maglione e qualcos'altro, se avanzavano soldi. Nel negozio di
alimentari Esteban ha ordinato un panino con prosciutto e formaggio
come quello di Gonzalo, mentre Joaquina s' presa una
confezione di chcharos secchi. Pranzava cos, ha detto che era
uno dei suoi cibi preferiti. Sul marciapiede ha aperto la scatola
di cartone e s' messa in bocca i chcharos, verdi e secchi, uno
alla volta.
Hijue ha detto Esteban. Mangi come un pavo real.
 buffo che tu l'abbia detto, perch in inglese si chiamano
green peas, piselli. E quell'uccello si chiama pea-cock, pavone.
Vedi come sei intelligente?
Joaquina ha aggiunto che studiava inglese due sere alla settimana
in una chiesa del quartiere e che le lezioni erano gratis, e
che avrebbe potuto iscriversi anche lui.
E tu abiti qui vicino?
Non lontano.
Poi l'ha accompagnato al negozio dell'Esercito della
Salvezza, una stretta rampa di scale, una stanza con abiti usati
male assortiti sparsi su lunghi tavoli, stipati dentro scatoloni,
appesi a rastrelliere. Vedendo lo sguardo deluso di Esteban
Joaquina ha detto che anche a lei piacevano soltanto i vestiti
nuovi, e s' scusata per averlo portato in un posto del genere.
Ma con i pochi soldi che avevano avrebbero potuto prendere
pi roba qui che nel pi economico dei negozi sul viale. Ma lui
ha ribadito di essere soltanto sorpreso, non deluso, perch
non ricordava di essere mai stato in un vero negozio di abbigliamento
prima di allora. A Corinto aveva sempre comprato
vestiti di contrabbando al mercato, o direttamente dai ricettatori,
come i suoi tos, ed erano sempre vestiti nuovi di zecca,
appena usciti dalle stive delle navi da carico, oppure arrivavano
dalla frontiera. Poi s' provato almeno una dozzina di
maglioni senza neanche avere la possibilit di guardarsi allo
specchio, finch aveva scelto quello che preferiva lei. Era un
maglione di lana verde, spessa, con una banda nera attorno al
collo, appena un po' logoro ai bordi delle maniche e sull'orlo,
e aveva un buon profumo di canfora e latte bollito.
Chamaco, sabes qu? ha detto Joaquina mentre lui si
guardava allo specchio, raggiante di gratitudine, ma pensando
che continuava a sembrare un ragazzo allevato dai lupi. Mi
piaci coi capelli lunghi, adesso che sono belli puliti. Con una
mano gli ha rapidamente spostato i capelli dal volto, li ha ravviati
con le dita. Una spuntatina, forse, e non di pi. Claro, e la
barba.
Voglio tagliarmeli. Questi capelli sono stati sfortunati.
Bueno, vos, per lo meno fino all'altro giorno, quando ti ho
incontrata.
Ay no, gey, qu cursi! Ma sorrideva - timidamente, ha
pensato Esteban - ed  anche arrossita un poco, poi gli ha voltato
le spalle, rivolgendo l'attenzione ad alcuni vestiti su una
rastrelliera, passandoli rapidamente in rassegna. E lui sapeva
che la sua dichiarazione, per quanto stucchevole, aveva colpito
nel segno, le aveva fatto capire che lui era entrato improvvisamente
a far parte della sua vita. Fino a quel momento
nulla, neanche la rosa, era riuscito nell'intento.
Rimanevano abbastanza soldi per una maglietta rossa senza
scritte ed un paio di calzettoni. Al ritorno Esteban s' tenuto
indosso il maglione nuovo, e continuava a guardare l'immagine
di loro due insieme, riflessi nelle vetrine dei negozi lungo la
strada, anche se erano poco pi che ombre fuggenti e traslucide,
che intaccavano appena il bagliore accecante del mezzogiorno.
Joaquina continuava a mangiare piselli, e gli raccontava di
come avesse tenuto da parte i soldi per un concerto di Jos Jos
a Manhattan, in un grande stadio, ci sarebbe stato tra sei settimane,
ma proprio l'altro giorno era stata distrutta dalla notizia
che era gi tutto esaurito. La sua amica Rebecca aveva gi due
biglietti, ma voleva andarci con un galn, la traditrice. Era esaltato
dal piacere della naturalezza - che doveva risultare evidente
anche ai passanti - con cui lui e Joaquina camminavano fianco
a fianco sul marciapiede, lei cos attraente mentre mangiava i
piselli e gli raccontava la sua storia, camminava tanto vicina che
lui poteva sentire contro il bicipite la pressione costante della
sua spalla, che si muoveva senza staccarsi ogni volta che lei portava
un altro pisello alla bocca. Tuttavia sentiva che se le avesse
fatto notare quella loro intimit istintiva, o se avesse cercato di
forzarla passandole un braccio dietro la schiena o girando la
testa per tuffare il naso nel trifoglio dorato dei suoi capelli - ne
aveva una voglia pazza - lei si sarebbe istantaneamente tirata
indietro. L'amore non ci ha ancora raggiunti, pensava, ma 
sulle nostre tracce, sta seguendo una pista di piselli lasciati
cadere lungo il marciapiede. Voleva impressionarla con un'altra
frase intelligente, ma non riusciva a trovare il modo di farla suonare
pi credibile e meno presuntuosa. Lei comunque aveva
lasciato cadere solo pochi piselli, e ogni volta aveva esclamato:
Chiin o Mierda.
Quando finalmente Esteban si siede sulla poltrona da barbiere,
ringrazia calorosamente Gonzalo per il taglio e promette di
rifonderlo appena possibile dei vestiti e del panino.
Cono, non pensarci neanche dice Gonzalo. Noi esuli dai
paesi comunisti dobbiamo darci una mano a vicenda, no?
Sente la faccia che gli avvampa di nuovo. Non sa cosa dire,
ma sa di dover dire qualcosa, se no finir col perdersi nelle nebbie
di una menzogna prolungata. Gonzalo sta agganciandogli
un ruvido colletto di carta intorno al collo.
La verit  che io sono esule da una nave dice Esteban.
Joaquina  dietro di loro, sta bevendo una lattina di Coca
con la cannuccia e li osserva dallo specchio.
S pues dice Gonzalo ma tu sei del Nicaragua e io sono
di Cuba. Siamo sulla stessa barca, come dicono da queste parti,
no? Gonzalo gli sta inumidendo i capelli con l'acqua di una
bottiglia di plastica. La stessa barca che sta affondando, e in
fretta, spero. Perch te ne sei andato? Volevano prenderti e farti
combattere quella guerra orrenda?
Ho fatto la guerra. Joaquina alza gli occhi dalla lattina di
Coca, nello specchio. Ejrcito Sandinista dice, sostenendo lo
sguardo di Joaquina nello specchio finch lei non lo distoglie.
Sono stato in un battaglione di combattimento irregolare per
due anni. Ma preferirei non parlarne. Se questo significa che
non vuoi farmi l'enorme favore di tagliarmi i capelli, lo capisco,
io...
Chiudi il becco, nio dice Gonzalo. Non discriminiamo
la gente perbene, qui. Agli altri, gli taglio via i lobi. Ma per te
sarebbe molto pi facile ottenere la cittadinanza se dici che stai
sfuggendo a quei maldito sandinistas. Se dici l'opposto, chico,
non hai nessuna speranza.
Lo sai, prima stavo pensando che coi capelli lunghi assomigliavi
a quel famoso gey revolucionario dice Joaquina, che
adesso si  seduta su una delle sedie appoggiate al muro. Quel
gey, tu sabes, al Zcalo vendono le magliette con la sua faccia.
Ah, vuoi dire quel famoso omofobico-assassino-psicopatico
dice Gonzalo. Un'altra buona ragione per tagliar via tutti
questi capelli. Tira il lobo di Esteban e lo serra delicatamente
tra le forbici. Sei d'accordo? Hai tre secondi per decidere, Che
Gey.
Gonzalo, putisima madre! ride Joaquina.
Esteban, che  ancora totalmente confuso da quello che
Gonzalo ha detto sulla possibilit di ottenere la cittadinanza, non
dice nulla:  come se avesse completamente trascurato ci che
implica trovarsi negli Stati Uniti. Dovr dunque tradire i vecchi
di della guerra per rimanere in questo paese con Joaquina? Vos,
adesso che il mondo sta cambiando, deve cercare di capire da
solo che cosa dovr rimanere uguale a prima, no?
Gonzalo ha ripreso a tagliargli i capelli. Joaquina si sposta
sul retro e torna con il cappotto indosso, e in mano un quaderno
con la copertina di cartone giallo lucido. Esteban  esterrefatto
che lei stia per lasciarli.
Devo andare dice Joaquina. O far tardi a lezione. Ma
fa di nuovo quel suo gesto coi capelli.
Non vuoi vedere cosa nasconde questo nio marinero sotto
questa massa di capelli?
Lei ride. Marinero o soldatino. Chiss cosa dir di essere la
prossima volta. Credo che Esteban sia pieno di fantasie, proprio
come te, mi corazn.
Nessuno  pieno di fantasie come me, corazn. E con le
forbici di piatto d a Esteban un colpetto secco in testa.
Esteban si irrigidisce, allarmato.
Ah, s? dice lei. Joaquina sembra sul punto di aggiungere
qualcos'altro, ma poi dice semplicemente: Bye. Esce. Fuori 
ormai buio. Guarda dalla vetrina mentre si affretta lungo il marciapiede,
con il suo quaderno giallo, sorride a Esteban, lo saluta
rapidamente con un cenno della mano, e se ne va.
Esteban fissa la vetrina vuota.
S, mi reina, vete sibila Gonzalo, come se fosse offeso perch
Joaquina non si  fermata ad ammirare la sua opera. Que
Dios te acompae.
Esteban in vita sua non si  mai trovato cos vicino a un
omosessuale e, di sicuro, non si  mai sentito cos riconoscente
nei suoi confronti. Claro, a Corinto c'erano un sacco di patos,
ma per lo pi, come le puttane, i loro traffici d'amore erano con
i marinai stranieri, ed erano molto pi furtivi. Ma per quello
che Gonzalo ha detto appena prima che Joaquina uscisse, sente
di sprofondare in un mare di sospetto e di disagio.
Gonzalo deve accorgersene, perch dopo avere sforbiciato
in silenzio per un po', scioglie l'afflizione e l'ostilit di Esteban
con un'osservazione che sembra mirata.
Perch voi eterosessuali fate sempre questi giochetti? Siete
rimasti qui tutto il giorno a sbirciarvi nello specchio divorandovi
con gli occhi, e guarda, quasi non vi salutate. Immagino che lei
voglia che tu pensi che forse non la rivedrai mai pi. Ride.
Vuole che tu soffra per lei. E vuole soffrire per te.
Esteban  troppo sorpreso per contraddirlo. Gli viene in
mente che in un certo senso la prima impressione che ha avuto
di Gonzalo era giusta:  come un donnaiolo inveterato, la fa
cos semplice perch con la sua bellezza fisica e la fiducia che ha
in se stesso  abituato ad avere successo, e in fretta.
Mi ha detto che ha un novio dice alla fine.
Chi? Quell'avvocaticchio? Non preoccuparti di lui.
Gonzalo lavora per un po' in silenzio. Come si suol dire, amor
de lejos, amor de pendejos.
 la frase d'amore pi famosa del mondo. Persino Marta l'aveva
tormentato con quelle parole, quando era dovuto tornare
alla guerra. E lui aveva risposto: Ma io non vado mica cos lontano.
E allora entrambi erano rimasti scossi dall'inevitabile
esplosione della mina nascosta nelle sue parole, perch naturalmente
dove andava lui era facile finire in una lontananza infinita.
Poi Marta era...
Vos, Gonzalo. Joaquina si tinge i capelli?
 bionda come il copertone di un camion. E si fa pure la
permanente.  inutile dire che la responsabilit  mia. Ho cercato
di convincerla a farsi biondo platino, ma non c' stato verso.
Cerca di figurarsi Joaquina con i capelli neri e lisci, e trova
l'immagine cos adorabile, cos stranamente sensuale ed intima -
come se l'avesse spogliata e la vedesse nuda per la prima volta,
che  la sua fantasia immediatamente successiva - che la sua pija
comincia ad indurirsi, e vorrebbe urlare di sorpresa per il calore
vibrante che sente fluire dentro di s.
Chocho! Ghigna come una scimmia indemoniata allo
specchio.
Eso qu?
 come quando voi dite cono. Penso che vogliano dire
tutt'e due vagina, no?
Cono dice Gonzalo. Se avrete dei figli saranno proprio
sboccati.
E alla fine il taglio  ultimato. Ma Esteban si sente deluso:
sembra un monaco pazzo, capelli corti in alto e ai lati quasi
pelato come Capitn Elias, le orecchie che sporgono e la parte
inferiore della faccia coperta di peluria soffice e disordinata.
Impossibile che Joaquina possa provare qualcosa per questo
gnomo caprino nello specchio! Ma Gonzalo spunta dal retro
con un asciugamano caldo e umido da mettergli in faccia, con
un pennello da barba corto e tozzo gli insapona il viso con la
crema da barba che ha preparato in una ciotolina, poi strofina
un rasoio su una cinghia di cuoio attaccata alla sedia, e gli fa la
barba lentamente e con cautela. Si riempie le mani con il borotalco
di una scatola di latta verde, con l'effigie di un uomo elegante
in cilindro, lo distribuisce a schiaffetti sul collo di
Esteban, poi lo libera dal collarino di carta e dal grembiule
pieno di capelli. Regge uno specchio ovale in modo che Esteban
possa vedersi la nuca, levigata e nera come una prugna troppo
matura, con un codino da topo che pende sul collo.
Ne ho lasciato un pezzetto, puoi farli crescere, farci anche
una treccia, se vuoi.  di moda, tra voi giovani machos.
Esteban  cos infastidito all'idea, che fatica ad apprezzare
lo shock di vedersi cos pulito e in ordine, con i capelli tagliati e
il maglione nuovo. Si ricorda di un'insegnante che aveva a Corinto,
la compaera Silvia, che si dipingeva le unghie di un viola
vivace, e negli ultimi mesi di gravidanza indossava le tute della
militia appositamente studiate per le donne incinte, e si era
lasciata crescere i peli di un neo che aveva sotto le labbra finch
non era riuscita a farsi una treccia sottile che pendeva all'ingi
come uno dei baffi di Ho Chi Min.
Mira qu guapito dice Gonzalo. Ti piace? Vorrei ben
vedere!
Claro. Gonzalo, non so come dimostrarti la mia gratitudine.
Una settimana di ramazza e strofinaccio dovrebbe bastare.
Ora che sei a New York, chico, devi impararlo: niente  gratis.
Niente.
Gonzalo apre uno stipetto sotto gli specchi e tira fuori una
bottiglia verde scuro, la stappa e versa un liquido rosso cupo in
due bicchieri.
Ti far bene al raffreddore dice.
 vino? chiede Esteban, cercando vanamente di fiutarlo.
Pues, claro. Gonzalo gli tocca il bicchiere con il suo.
Salud.
Gonzalo siede sull'altra poltrona da barbiere, sospira per i
suoi piedi esausti, sorseggia il vino.
Esteban rimane seduto sulla sua poltrona e beve lentamente.
Sul momento non ha un gran sapore,  un tantino acido, ma
sa di poco, come ogni altra cosa, del resto. Ma nonostante il raffreddore,
sente la bocca che si raggrinzisce, e decide che la sensazione
gli piace.
Dove andrai a dormire? chiede Gonzalo.
No s. Hijueputa, una cosa per volta! Non ha un posto
dove andare. Sulla nave dice alla fine.
Ma non puoi tornare l, ormai ti sei spinto troppo oltre,
chico.
Rimangono un attimo in silenzio.
Dove sto io, il letto entra a malapena nell'unica stanza che
abbiamo dice Gonzalo. Forse puoi stare una notte sul pavimento,
ma dovrei chiederlo a Marco.
Esteban non dice niente. Non ha un posto dove andare, a
parte la nave. Almeno l c' un materasso...
Oye dice Gonzalo. E perch non passi la notte qui?
Posso abbassarti completamente la poltrona, sar come dormire
su un aereo, no? C' una coperta sul retro. Gonzalo si alza, gli
d un buffetto sul braccio. E poi, per prima cosa domattina
vedrai lei.
...
.
...
FINE Parte 2.